D come donna d come dignità

Da quando ha avuto inizio la mia vita da consigliera, uno dei miei primi incarichi è stato quello di organizzare un corso di italiano per stranieri nel paese in cui risiedo. Si tratta di un corso gratuito organizzato dal CPIA Centro provinciale istruzione adulti (e a questo proposito ringrazio Michela per il prezioso supporto 🥰), al termine del quale vengono rilasciati l’attestato di frequenza e, dopo il superamento di un test, anche un certificato di competenza con valore legale.

Confesso che mi sono cimentata in numerosissimi progetti nella vita, ma questa per me era in assoluto la prima esperienza, e come ogni esperienza che si rispetti, non ha perso l’occasione di insegnarmi una lezione preziosa.

Innanzitutto mi sono occupata della preparazione del volantino e in questo mi sono stati di grande aiuto Mina, una carissima amica di origini marocchine che vive in Italia da molti anni ed è mediatrice culturale e mio nipote Martino che per la grafica è stato ancora una volta insuperabile.

Mi sono chiesta: come far arrivare alle persone straniere questa iniziativa?

Siccome nel mio paese è molto alto il numero dei residenti di origine marocchina, ho pensato di preparare un volantino bilingue e devo dire che si è rivelata una scelta azzeccata.

L’apprendimento della lingua italiana costituisce un passaggio fondamentale e indispensabile per le persone straniere che vengono a vivere nel nostro paese. Quando arrivano in Italia la maggior parte di esse non conosce la lingua italiana e finché non apprende almeno le nozioni fondamentali, fatica moltissimo a integrarsi nella società. Per questo è importante sostenere e diffondere in ogni modo, l’insegnamento della nostra lingua.

Comunque tornando al nostro corso di italiano, con orgoglio vi dico che è stato un successo, perché nel giro di pochi giorni abbiamo raccolto più di trenta iscrizioni tutte femminili.

Hanno chiamato mariti, figli, vicine di casa, assistenti sociali per la loro iscrizione, come in una gara di solidarietà in cui si correva per offrire a queste donne l’occasione di imparare la lingua italiana.

E ieri mattina queste donne sono arrivate per la prima lezione accolte dalla confortante presenza di Mina, dalla maestra Lucia e dalla sottoscritta.

Tutti quei nomi impronunciabili e sconosciuti che avevo cercato con fatica di raccogliere, si sono concretizzati in splendide donne dai lunghi abiti, con capelli nascosti, occhi sinceri e sorrisi gentili. 

E’ stato emozionante accoglierle, imparare a pronunciare il loro nome, innamorarmi dei loro bambini, e spiare di nascosto la loro incredibile dignità.

Compostamente sedute, educate, quasi timorose di catturare l’attenzione, si sono messe in gioco.

D come donne D come dignità.

Io credo che queste donne stiano scrivendo una nuova pagina di storia, che parla di crescita, di cambiamento, di un futuro tutto da scrivere.

Donne che non vogliono sentirsi soltanto ospiti in un paese che le ha accolte, ma hanno il sincero desiderio di relazionarsi con la realtà che le circonda, di comunicare con le maestre dei loro figli, di fare la spesa, di leggere un giornale, guardare la TV e prendere la patente. 
Io oggi mi sono profondamente emozionata durante questo incontro, ho visto un piccolo seme di solidarietà femminile che intendo coltivare, e so che riuscirò nell’intento, perché le donne, quando ci credono per davvero, sono incredibilmente in gamba in questo.
Questa storia mi ha fatto tornare alla mente una poesia che amo moltissimo perché è un autentico inno alla voglia di vivere.

Probabilmente non lo verranno mai a sapere, ma questa poesia oggi la dedico a loro, alle donne del corso di italiano, grata per la lezione di coraggio e intraprendenza che mi hanno inconsapevolmente regalato.


Lentamente muore
Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e non cambia colore dei vestiti,
chi non parla e chi non conosce.
Lentamente muore chi evita una passione,
chi preferisce nero su bianco e i puntini sulle “i”
piuttosto che una serie di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza,
per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita
di fuggire dai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge e chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Lentamente muore chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che esser vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza
porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
Martha Medeiros

Un pensiero su “D come donna d come dignità

  1. Francesca

    Ciao Giovanna, bellissima questa iniziativa del corso di italiano per le donne, un bel gesto di accoglienza e integrazione; …..e ..bellissima è la poesia, ne conoscevo solo la prima parte (l’ho trovata per caso e l’ho trascritta su un foglietto e appesa al frigo)….grazie per avermi fatto conoscere il suo testo completo 😊🤗

    Piace a 1 persona

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