La prima volta che

Prima o poi arriva.

Non smette mai di arrivare, se glielo concedi.

Basta poco in realtà, basta pronunciare due semplici parole, capaci di scioglierti da vincoli, dubbi, esitazioni, timori.

“Perché no?”

Sto imparando adagio adagio ad accogliere occasioni di vivere esperienze belle, che fino a un anno fa rifuggivo per il timore di incrinare quell’equilibrio che così faticosamente mi ero costruita attorno come un bozzolo caldo e confortevole.

“Perché no?” ho imparato a ripetere come un mantra che offre conforto.

E così, senza che io le ricerchi, le cose belle arrivano, dalle persone che ti hanno a cuore.

Questa settimana ho celebrato la mia prima volta al Teatro della Scala di Milano.

Con un marito appassionato di musica come lo era il mio, mi sono domandata come mai non ci fossimo mai concessi una serata alla Scala.

Forse per quella convinzione errata che ci portiamo dentro, che ci fa credere di avere a nostra disposizione tutto il tempo del mondo per godere di questi momenti.

Ma quando il mio amico Giovanni mi ha espressamente invitato, qualcosa mi ha spinto ad accettare.

Ma, dicevo, la prima volta al Teatro alla Scala di Milano.

Un simbolo internazionale della musica lirica. Uno dei più prestigiosi e famosi teatri di tutto il mondo, a due passi da casa nostra. Quando arrivi e te lo vedi davanti e pensi a quanti hanno calpestato quei pavimenti e ammirato quei lampadari e salito quelle scale, centinaia di volte prima di te, l’emozione si fa palpabile e un po’ lo confesso, le gambe ti tremano.
Lo sapevate che la Scala di Milano deve il suo nome alla chiesa di Santa Maria alla Scala che sorgeva lì prima che venisse costruito il teatro?

E che quel lampadario stupendo in cristallo di Boemia con ben 400 lampadine e cupoletta di plastica, usate per motivi di sicurezza, per evitare un peso eccessivo, in realtà è solo la copia della versione originale ottocentesca, realizzata dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale?


Alla Scala sono andata vedere un balletto straordinario: Jewels, capolavoro del compositore russo George Balanchine.

Jewels è un caso eccezionale nella storia del balletto perché non ha una trama. Tutto ruota attorno ai gioielli, e a tre gemme in particolare: smeraldi, rubini e diamanti. E’ un balletto che celebra la gioia pura della danza, che coinvolge, affascina, rapisce.

Perlomeno, questo è ciò che ho provato io incantata da quella cornice spettacolare.

Anche quando pensi che le cose belle non possano più accadere, quando credi di non averne bisogno, di non poterle meritare, quando pensi che non ci sarà mai più nulla  che ti possa stupire e incantare e commuovere ed emozionare perché credi che tutto quello che sentivi se ne è andato un giorno di Maggio di quasi due anni fa, accade che una sera, davanti a uno spettacolo così, ti accorgi che c’è ancora tanto per cui emozionarsi, ancora tanto da collezionare nella memoria della vita e tutto ciò che puoi fare è sentirti eternamente grata.

Perciò qualunque sia la prima volta che bussa alla vostra porta, andatele incontro con emozione, e anche un po’ di leggerezza.

Ripensate a tutte le prime volte della vostra vita, a quell’emozione che vi attorcigliava lo stomaco in un modo mai provato prima : la prima volta in cui  avete visto il mare, o un tramonto mozzafiato, o incrociato lo sguardo dell’amore della vostra vita, o preso tra le braccia vostro figlio e aver pensato che forse non sareste sopravvissute a tanto amore.

La prima volta che qualcuno vi ha fatto sentire veramente speciali.

Che avete assaporato l’amore, l’amicizia, la libertà come mai vi era capitato prima.

La prima volta che avete fatto una follia e vi siete sentite così vivi da pensare di morire.

Non lasciate mai più cadere l’occasione di vivere una prima volta, qualunque essa sia.

E poi naturalmente se vi va, correte a raccontarla qui dentro, che noi prenderemo spunto.

Amiche vi auguro una buona domenica, finalmente in compagnia della primavera.

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2 pensieri su “La prima volta che

    1. Giuliana

      Io ieri sono stata a vedere il labirinto di Arnaldo Pomodoro, sempre a Milano….anch’io non smetto di alimentare la curiosità e lo stupore, xchè dovrei ? La vita è fatta di gioie e dolori, bisogna cercare di illuminarla il piu’ possibile, che le grane arrivano da sole ! Un abbraccio

      Piace a 1 persona

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