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L’estate del 2025

Saranno gli anni che passano, o la consapevolezza che ogni giorno vissuto è un regalo grande che non va mai buttato via, o ancora la confortante sensazione di gratitudine che provo per ogni esperienza che mi è data di celebrare.

Insomma per tutte queste ragioni e altre ancora oggi ho deciso di creare una nuova rubrica che ho intitolato le quattro stagioni.

Ormai l’estate del 2025 volge velocemente al termine e ci stiamo incamminando verso l’autunno, ma prima di salutare definitivamente questa calda e colorata stagione, mi piace l’idea di fermarla per un momento e con tre punti, ricordarmi perché non la dimenticherò e invitare voi, amiche care, a fare lo stesso, se vi va.

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Natale arriva sempre

Giunta mio malgrado al quinto Natale della mia vita senza mio marito, posso dire di aver imparato molte cose.

La prima è che Natale arriva sempre e non si cura di come ci sentiamo, non si domanda se sia gradito o meno.

Che lo si desideri o lo si rifiuti, lo si tema o lo si ignori, lo si rifugga o lo si celebri, Natale arriva sempre, da oltre duemila anni.

E io sono stanca di combatterlo, dico la verità.

E’ come avere la sensazione di nuotare in mare aperto controcorrente, con le onde che ti vengono incontro e ti travolgono.

A un certo punto, pur continuando a nuotare, ti ritrovi sempre nello stesso punto, ma proprio nel momento in cui decidi di lasciarti andare, ecco che la corrente che rischiava di trascinarti via, ti riporta inaspettatamente a riva.

Quest’anno Susanna ha allestito un presepe che aveva in cuore da molto tempo.

Un presepe ricco di personaggi, di spazi, di luci, una meraviglia di cui le sono grata.

Perché finalmente dopo tanto tempo, contemplando quel presepe, sono riuscita ad andare oltre e a riprendermi il senso del Natale.

Guardo il presepe e mi innamoro.

Mi innamoro di una famiglia che ha rivoluzionato la storia degli uomini e mi convinco che visto in questa prospettiva, anche il più faticoso dei Natali, il più malinconico, il più nostalgico, fa un po’ meno male e svela un significato antico e autentico.

Mi innamoro di chi ama il Natale con ostinazione, nonostante la vita abbia tradito promesse e infranto malamente sogni.

E mi innamoro di chi accoglie il Natale con tenace speranza, cercando di dare un significato alla malattia, alla sofferenza e alla morte.

Mi è tornato alla mente un augurio che avevo postato su questo blog qualche anno fa e che oggi trovo più attuale che mai.

Ve lo ripropongo  con l’augurio che anche voi, possiate abbandonarvi a questo giorno, e lasciare che vi apra il cuore alla bellezza, alla meraviglia, allo stupore.

Buon Natale a tutte voi!

Per questo Natale, circondatevi di persone come Giuseppe,
persone che vi abbiano a cuore senza fare troppe domande,
senza pretendere nulla in cambio, senza cercare di cambiarvi.
Persone che si prendano cura di voi, che comprendano i vostri bisogni,

o che non li comprendano affatto ma non per questo muovano giudizi o rimproveri.
Persone generose, gentili, amorevoli che diano un senso al vostro andare,

ai vostri risvegli la mattina, ai vostri sogni la sera.
Persone che vi sappiano sollevare dalla stanchezza che certi giorni offusca i pensieri, che sappiano trasformare una giornata faticosa,

in una giornata leggera e luminosa.
Per questo Natale circondatevi di persone come Giuseppe.
Persone che vedano in voi ciò che persino voi stessi faticate a intravedere, persone che volentieri siano disposte a coprirvi le spalle e a camminarvi a fianco.
E per questo Natale,

siate un po’ come Maria: lasciatevi aiutare, cedete alla debolezza,
accettate di essere fragili e di avere disperatamente bisogno di una mano tesa,
di un abbraccio, di un sorriso.
Siate un po’ come Maria, mettete da parte l’imbarazzo,

riconoscete l’amore di chi vi sta accanto,
accettatelo, usatelo per trasformare i vostri giorni in occasioni di pura felicità.
Addormentatevi senza il timore di aver lasciato cose incompiute.
Guardatevi intorno, siate vigili e attenti ai bisogni di chi vi sta accanto, di chi ha perso la speranza e si lascia andare alla solitudine e allo sconforto.
Siate una luce per chi tiene gli occhi ostinatamente chiusi e preferisce il buio.
Siate paladini di giustizia, e non smettete neppure per un istante di credere che davvero potete fare la differenza.
E dopo che avrete fatto tutto questo nel giorno di Natale, per quanto possibile, continuate a farlo ogni giorno della vostra vita.

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Quando soffia il vento del cambiamento

Un antico proverbio cinese recita così:

Quando soffia il vento del cambiamento,

alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento

Di fronte alla possibilità del cambiamento, ciascuno di noi reagisce in maniera diversa.
C’è chi lo teme, chi lo rifugge, chi lo insegue, qualcuno lo accoglie, altri non si stancano mai di andargli incontro.

In ogni caso, è sempre indice di movimento, di vita, di rinascita, di qualcosa che è stato fermo troppo a lungo e sente il bisogno di rimettersi in viaggio.

Il cambiamento per me ha sempre rappresentato un’opportunità di crescita, un’occasione per andare alla ricerca di nuove strade da percorrere, nuovi spazi da esplorare con curiosità e interesse.

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