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S come stupore S come Sara, Samuele, Susanna

Questa estate in anticipo ci sta cogliendo un po’ tutti quanti di sorpresa.

Non abbiamo nemmeno fatto in tempo a tirare fuori l’abbigliamento primaverile, che senza troppe esitazioni siamo passati a quello decisamente estivo. Nonostante abbia imparato negli anni che le stagioni alla fine fanno quello che vogliono e quando vogliono, non finisco mai di stupirmi di quanto pericolosamente e repentinamente avvengano questi cambiamenti climatici.

E sempre a proposito di stupore, vista la calura estiva, per il suo compleanno la mia terzogenita ha preparato del dolcetti al cioccolato bianco freschi e deliziosi che dovete assolutamente sperimentare. Vi garantisco che chi li assaggerà non potrà fare a meno di guardarvi mentre lo assapora e chiedervi stupito: ma cosa c’è dentro?

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Il diavolo e l’acquasanta

La scorsa domenica sono andata a Milano a trovare una cara persona che sta attraversando un momento difficile e doloroso😔😔.

Nonostante conosca Milano molto bene e l’esperienza negli anni mi abbia insegnato a muovermi sui mezzi senza abbassare la guardia, a quanto pare ho ancora tanto da imparare perché mi hanno rubato il portafoglio 😭😭.

Non è la prima volta che mi capita di essere derubata, sempre a Milano e sempre sui mezzi mi era già accaduto diversi anni fa, ma mi sono resa conto che non ci si abitua mai a questo genere di cose.

Quando mi sono accorta di ciò che era accaduto ho provato un fortissimo senso di smarrimento.

Anche se di breve durata, la sensazione che si prova di impotenza, solitudine, ma soprattutto umiliazione, è indescrivibile. Ritrovarsi in un luogo così affollato senza documenti né soldi genera uno strato di sottile ansia e vi garantisco che non è facile scrollarsela di dosso.

E’ stato come se improvvisamente seppure per un breve lasso di tempo, avessi smesso di essere me stessa.

Un ladro non ti ruba soltanto un portafoglio, ma molto di più.

Ti rende diffidente verso il prossimo, e timoroso, e incredibilmente vulnerabile. Cambia il tuo sguardo sulle persone e serve molto tempo per riacquistare una sorta di equilibrio.

Forse ti insegna anche a essere più accorto (non a me), ma pagando un prezzo veramente caro.

Dopo lo sconforto è sopraggiunta la frustrazione, al solo pensiero della quantità di tempo che avrei dovuto spendere per richiedere tutti i duplicati dei documenti e sporgere denuncia.

Tuttavia, sapete bene che io amo i bicchieri mezzi pieni.

E quindi voglio raccontarvi anche un altro aspetto di questa vicenda, un aspetto che ha a che fare con le brave persone.

Nei giorni seguenti ho richiesto il blocco della carta di credito e la mia amica Cristina ha reso tutto molto più sbrigativo e semplice di quanto non credessi.

Per non parlare delle commesse dell’Esselunga e di Arca Planet, che mi hanno dedicato buona parte del loro tempo per farmi duplicati delle tessere.

Quando poi mi sono decisa a sporgere denuncia, e mi sono recata dai Carabinieri, ho trovato un Appuntato comprensivo e gentile.

Ma la certezza che al mondo alla fine ci sono molte più brave persone che gente disonesta,  l’ho avuta ieri mattina, quando ho ricevuto una telefonata dal signor Giuliano che  mi comunicava di aver ritrovato il mio portafoglio sotto la sua auto.

Non posso descrivervi la gioia e il sollievo provati in quel momento, ma credo riusciate a immaginarla.

Così ieri sono tornata a Milano a riprenderlo e ho conosciuto anche la moglie del signor Giuliano, altra persona squisita che mi ha accolta con un tale affetto, da rasentare la commozione.

Insomma, tutto è bene quel che finisce bene, e quindi volevo dire al ladruncolo che si è preso il mio portafoglio che non ce l’ha fatta nemmeno questa volta a farmi perdere la fiducia nel genere umano, perché ci hanno pensato tutte le splendide persone che ho incontrato lungo la settimana a dimostrami che alla fine il bene vince su tutto.

E siccome voglio chiudere questo articolo con una nota di dolcezza, visto il titolo, vi giro la ricetta di una torta buonissima che ho realizzato per festeggiare la felice conclusione di questa vicenda.

Sto parlando della torta paradiso, una delle mie preferite, delicata, profumata e perfetta per la colazione del mattino e il te del pomeriggio.

Vi giro gli ingredienti ma per il procedimento vi invito a seguire il video di questa ragazza stra-simpatica perché è pieno zeppo di accorgimenti importanti per realizzare una torta veramente squisita


TORTA PARADISO
100gr burro morbido, tolto dal frigo almeno due ore prima di preparare la torta
180gr zucchero
4 uova a temperatura ambiente
buccia grattugiata di un limone non trattato un cucchiaino (5ml)
estratto di vaniglia
80gr fecola di patate o amido di mais
200gr farina 00
una bustina (16gr) di lievito per dolci
un pizzico di sale
zucchero a velo vanigliato per decorare
Cottura 180°C | 40 minuti, ripiano centrale.

Amiche care, se anche voi avete una storia da raccontare vi ricordo che potete inviarla alla mail gio.fumagalli66@gmail.com, così la pubblicherò nella categoria “Protagoniste per un giorno” .

Vi auguro una buona domenica e naturalmente se questo articolo vi è piaciuto, non dimenticate di condividerlo.

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Donne in rinascita

Nonostante i buon propositi ci sono cascata di nuovo.🙄🙄

Tentata dall’offerta, prima di Pasqua ho acquistato una colomba senza pensare alle solite conseguenze che posso riassumere in due semplici punti

1 La colomba pasquale non è certamente il dolce preferito della nostra famiglia (ho pure scelto la versione con i canditi che tutti detestiamo😣😣)

2Non ho calcolato che per finirla ci avremmo impiegato almeno sei mesi.

Insomma un disastro.

Così questa settimana dopo aver tentato di proporla inutilmente a colazione in primis alla sottoscritta e poi ai figli, mi sono arresa e ho cercato una ricetta che la trasformasse in qualcosa di più appetitoso.

Ebbene, è con grande soddisfazione che posso dire di esserci riuscita.

Leggete un po’ qui.

 Torta morbida con la colomba e le uova di Pasqua

  • colomba e uova avanzati
  • latte a pari peso della colomba, (io ho utilizzato 300 gr di colomba e 300 di latte)
  • 2 uova (per 300 di colomba, o 3 per 500 g.)

Ho tagliato fette di circa un cm di spessore, le ho disposte in una teglia con carta forno, ho messo dei pezzetti di cioccolato e poi di nuovo una strato di fette di colomba. Ho sbattuto le uova, ho aggiunto il latte e ho versato il tutto sopra le fette di colomba inzuppandole per bene. Ho infornato a 180°C per circa mezz’ora.

Come potete vedere dalle foto l’aspetto non è proprio dei più invitanti, ma vi garantisco che il risultato è stupefacente.

Vi raccomando solo di consumarla fredda, meglio ancora se il giorno successivo.

Mentre la gustavo stamattina a colazione mi sono sentita molto soddisfatta della rinascita della mia colomba e non a caso utilizzo questa parola che amo molto, perché è proprio di rinascita che oggi vi parlare, anzi di donne in rinascita.

Alcuni anni fa in un momento faticoso della mia vita, un’amica mi aveva inviato questa poesia bellissima che ho tenuto appesa in cucina per molto tempo, perché rileggendola, mi dava sempre una ragione per non arrendermi.

DONNE IN RINASCITA

Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita.
Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta.
Che uno dice: è finita.
No, non è mai finita per una donna.
Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole.
Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina anti-uomo che ti fa la morte o la malattia.
Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l’esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina è un esame, peggio che a scuola.
Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà deciderai se sei all’altezza o se ti devi condannare.
Così ogni giorno, e questo noviziato non finisce mai.
E sei tu che lo fai durare.
Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo; che sei terrorizzata che una storia ti tolga l’aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno s’infiltri nella tua vita.
Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane.
Sei stanca: c’è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto.
Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa.
Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre: “Io sto bene così. Sto bene così, sto meglio così”.
E il cielo si abbassa di un altro palmo.
Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natali e Pasqua.
In quell’uomo ci hai buttato dentro l’anima ed è passato tanto tempo, e ne hai buttata talmente tanta di anima, che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio perché non sai più chi sei diventata.
Comunque sia andata, ora sei qui e so che c’è stato un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento.
Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine.
Ed è stata crisi, e hai pianto.
Dio quanto piangete!
Avete una sorgente d’acqua nello stomaco.
Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino.
Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo.
E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l’aria buia ti asciugasse le guance?
E poi hai scavato, hai parlato, quanto parlate, ragazze!
Lacrime e parole. Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore.
“Perché faccio così? Com’è che ripeto sempre lo stesso schema? Sono forse pazza?”
Se lo sono chiesto tutte.
E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia, a due, a quattro mani, e saltano fuori migliaia di tasselli. Un puzzle inestricabile. Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi?
E’ da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai.
Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti.
Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te.
Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa.
Non puoi più essere quella di prima. Prima della ruspa.
Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente.
Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel.
Parte piano, bisogna insistere.
Ma quando va, va in corsa.
E’ un’avventura, ricostruire se stesse.
La più grande.
Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli.
Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo “sono nuova” con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo.
Perché tutti devono capire e vedere: “Attenti: il cantiere è aperto, stiamo lavorando anche per voi. Ma soprattutto per noi stesse”.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia.
Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre.
Quando meno te l’aspetti…

Se la volete ascoltare recitata dalla voce di Fabio Volo, è ancora più bella.

Questa settimana ho avuto l’occasione di incontrare diverse donne, alcune per lavoro, altre per amicizia, altre ancora per caso.

Ciascuna di loro mi ha raccontato la sua storia, storia di una rinascita già avvenuta, non ancora pensata, oppure in divenire.

Ho ascoltato i loro dubbi, le perplessità, il timore di non farcela, di sbagliare, di ferire, di deludere.

Eppure rinascere è qualcosa di cui non possiamo fare a meno, ci spaventa l’idea di lasciare certezze, stabilità, sicurezza per intraprendere un percorso che non conosce nemmeno una risposta a tutte le domande che ci salgono dentro, un percorso che potrebbe portare a un fallimento, a una sconfitta, a un declino.

Ma potrebbe anche farci scorgere nuovi scenari, altri colori, altre sfumature di cui ignoravamo completamente l’esistenza.

Certo, la rinascita richiede sempre un cambiamento.

Sorrido pensando alla mia colomba pasquale, forse buona lo stesso, ma certamente migliore dopo aver accettato la trasformazione.

Allora dedico questa poesia a tutte le donne al bivio che ho avuto l’onore e il privilegio di incontrare in questi giorni, non è tanto la decisione che prenderete che parlerà di voi, ma la modalità con la quale arriverete a decidere il vostro progetto di rinascita che farà la differenza. E poi, comunque vada non dimenticate di andarne fiere.

E se avete una storia di rinascita da raccontare, potete farlo attraverso le pagine di questo blog.

Per me sarà un onore ospitarle.

Amiche vi auguro una buona domenica, se volete scrivermi vi ricordo che potete farlo qui :