“C’è sempre un passaggio, una scala, un vicolo
attraverso il quale Lisbona scappa al turista che
credeva di averla conquistata per sempre”.
Fabrizio Caramagna
Prima che l’esperienza diventi memoria, ci tengo a raccontarvi della bellissima meta che quest’anno le mie sorelle ed io abbiamo scelto per la nostra consueta fuga di marzo: siamo volate a Lisbona.
Se vi state chiedendo cosa vedere a Lisbona in 4 giorni, è presto detto: tante, tantissime cose, ma ecco il nostro itinerario, pieno zeppo di scorci inaspettati, salite infinite, ripide discese e panorami che nessuno sguardo riesce a contenere per intero.
Ci sono città che visiti, e poi ci sono quelle che senti davvero. Lisbona, per me, è stata una di queste. È entrata subito sottopelle, nonostante mi abbia messa a dura prova con le sue salite e discese… e con un tempo non sempre dalla nostra parte.
Siamo partite da Bergamo all’alba del 18 marzo e, poche ore dopo, eravamo già catapultate in una città luminosa, malinconica e sorprendentemente autentica.
Abbiamo alloggiato all’Hotel Praça da Figueira, nel cuore della Baixa: una posizione perfetta per muoversi a piedi e vivere al meglio Lisbona. Se cercate dove dormire in centro, questa zona è davvero strategica.
Lisboa Card alla mano — che consiglio assolutamente — siamo riuscite a risparmiare tempo e denaro, sia per gli ingressi gratuiti sia per gli spostamenti sui mezzi (sì, anche sul mitico tram giallo!). Se vi state chiedendo se la Lisboa Card conviene, la risposta per noi è decisamente positiva.
Ecco il nostro itinerario a Lisbona in 4 giorni, sono sicura di aver dimenticato qualcosa… perché Lisbona sorprende davvero a ogni angolo.
Giorno 1 : Baixa, Chiado e Cabo da Roca
Abbiamo iniziato a esplorare la città partendo dalla Baixa, il quartiere più centrale di Lisbona. Tra Praça da Figueira e Rossio abbiamo respirato subito l’energia della città, tra tram, piazze eleganti e palazzi ordinati.
Passeggiando lungo Rua Augusta — siamo anche salite sull’Arco, panorama splendido — siamo arrivate fino alla magnifica Praça do Comércio, affacciata sul Tago: uno di quei posti dove il tempo sembra rallentare.
Poi Chiado, uno dei quartieri più eleganti di Lisbona, tra librerie storiche e caffè famosi. Qui si trova A Brasileira, famoso per la statua di Pessoa dove ci siamo divertite a farci qualche scatto, e poco distante il suggestivo Convento do Carmo, con le sue rovine affascinanti che lascia letteralmente senza parole talmente è suggestivo.
Nel pomeriggio, complice il meteo perfetto, abbiamo deciso di cambiare programma e partire subito per Cabo da Roca, una delle escursioni imperdibili da fare da Lisbona.
E si è rivelata una delle esperienze più intense del viaggio.
Davanti all’oceano, con il vento forte e il cielo limpido, ho provato quella sensazione di “fine del mondo” difficile da spiegare. Un luogo potente, selvaggio, che ti resta dentro.
Giorno 2: Fátima e Castelo de São Jorge
Un’altra escursione che non volevo perdere era Fatima, facilmente raggiungibile da Lisbona in pullman. Questo santuario è uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti d’Europa. Uno di quei luoghi che ti invitano a fermarti e ad ascoltare. C’era pochissima gente, il cielo era grigio, ma l’atmosfera era silenziosa, quasi sospesa. Non so bene come spiegarlo, ma ogni volta che visito posti così carichi di spiritualità… mi sento a casa.
Giorno 3: Belém e Parque das Nações
Il terzo giorno lo abbiamo dedicato a due anime completamente diverse della città.
La mattina siamo andate a Belém, una delle zone più importanti per capire la storia del Portogallo. Lì non potete perdere la visita al Monastero dos Jerónimos, spettacolare e ricco di dettagli, e la Torre di Belém, uno dei simboli della città. Poco distante si trova anche il Monumento alle Scoperte che abbiamo visitato anche all’interno.
Merita una visita anche il Museu Nacional dos Coches, uno dei musei più particolari di Lisbona, con una collezione incredibile di carrozze storiche.
Tappa obbligata anche al Cristo do Rei veramente suggestivo.
Nel pomeriggio abbiamo cambiato completamente atmosfera spostandoci al Parque das Nações, la zona più moderna di Lisbona.
Qui tutto è diverso: architetture contemporanee, spazi aperti e un bellissimo lungofiume. Un lato meno turistico, ma che non potevamo perdere.
Giorno 4: Sant’Antonio e Alfama
L’ultimo giorno lo abbiamo dedicato a una Lisbona più autentica.
Abbiamo visitato la chiesa e la casa natale di Sant’Antonio, nel cuore della città. Un luogo semplice ma molto sentito, che racconta una parte importante della cultura locale.
Prima di partire, siamo tornate ad Alfama, uno dei quartieri più caratteristici di Lisbona. Perdersi tra i suoi vicoli è una delle cose più belle da fare in città.
Abbiamo salutato Lisbona da uno dei suoi miradouros più belli, tra Santa Luzia e Portas do Sol: viste incredibili sui tetti rossi e sul Tago.
Se avete tempo, vi consiglio anche una tappa al Mercado da Ribeira (Time Out Market), perfetto per comprare qualche regalino
Abbiamo fatto ritorno a casa con la sensazione che qualche giorno in più ci avrebbe fatto davvero comodo, perché Lisbona è così, le sue vie, i suoi vicoli, i suoi panorami ti catturano al tal punto che ti pare un peccato rinchiuderti dentro un museo anche se ce ne sono di bellissimi, ma lei ti rapisce, ed esige di essere esplorata in ogni sua parte.
Lisbona non è una città perfetta, ed è proprio questo il suo fascino. È fatta di salite, luce dorata, nostalgia e dettagli autentici.
È una città da vivere senza fretta, lasciandosi sorprendere.
Andateci prima o poi.
Vi lascio con una carrellata di foto che non seguono un ordine cronologico e vi invito come sempre a raccontarmi la vostra Lisbona, se ci siete già state!
































































































