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La solitudine del limone

Molti anni fa, mia suocera mi ha regalato una pianta di limone della quale vado veramente fiera, innanzitutto perché sono riuscita a tenerla in vita 🙄🙄e poi perché almeno una volta all’anno mi regala qualche piccolo limone dal profumo strepitoso.

I primi anni, all’arrivo dell’inverno, portavo la pianta in taverna per proteggerla dalle gelate mattutine, poi quando le ho cambiato vaso ed è diventata troppo pesante per essere trasportata, ho acquistato un apposito telo per ricoprirla e così ogni Novembre la saluto con un po’ di tristezza perché so che trascorrerà l’inverno in solitudine.

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Un cero per la mia amica Irene

Chi mi conosce lo sa che quando c’è una persona preoccupata perché in procinto di affrontare un momento difficile, io accendo un piccolo cero.

E’ una consuetudine che ha origini lontane, che ho visto fare a una amica preziosa che porta il mio stesso nome, dalla quale ho imparato una lezione importante che non ho mai dimenticato: che per le persone che soffrono, è di grande conforto sapere che c’è qualcuno che le pensa e le accompagna per tutta la durata della prova che dovranno affrontare.

Accendere un cero è un gesto sacro, che per me ha un profondo significato perché è capace di esprimere molto più di quanto possano fare le parole: ogni volta che il mio sguardo cade su di esso, io ricordo quella persona, le dedico una preghiera, una parola, un pensiero, e mi sembra in questo modo di esserle più vicina.

Il cero che arde in casa mia da ieri mattina, l’ho acceso per la mia amica Irene che in queste ore sta lottando sospesa tra la vita e la morte dopo aver subito un intervento molto delicato.

Di lei, vi avevo già raccontato la storia in questo blog, e se per caso vi trovate in un momento della vostra vita in cui avete bisogno di un esempio di coraggio e determinazione, vi invito ad andare a rileggerla ancora una volta.

Ho avuto occhi anche per te

Irene è non vedente dalla nascita, ma questo non le ha certo impedito di fare della sua vita un capolavoro: si è costruita negli anni una fortezza di amicizie e di affetti nella quale ha sempre vissuto con grande serenità.

Ma il destino non ha ancora finito di chiudere i conti con lei e oggi, le ha messo davanti senza troppe spiegazioni, un altro muro da superare.

Io non riesco a scrivere una pagina dentro il mio blog pensando che lei non potrà condividerla per prima come ha sempre fatto, pensando che non mi chiamerà la domenica mattina per dirmi che le è piaciuta tanto.

Non riesco a credere che il Cielo possa ancora pretendere tanto dolore da questa donna.

Quindi mi limito a fare l’unica cosa che ciascuna amica farebbe quando ha il cuore gonfio di tristezza e le lacrime le impediscono di guardare lontano: scrivo alle mie amiche, cerco conforto e chiedo loro di accendere un cero per la mia amica Irene.

Amica, non arrenderti, raccogli quel poco di forza che ti è rimasta, arrampicati su quel muro, arriva in alto e poi lasciati cadere, che noi saremo lì ad avvolgerti in un grande abbraccio.

Ciao Ire torna presto, che ho tante cose da raccontarti.

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25 novembre: Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne

Come sentinelle vigili

C’è una giornata che si celebra proprio nel mese di Novembre che mi sta particolarmente a cuore e per la quale io credo sia giunto il momento di spendere due parole dentro questo blog che come sapete è nato con l’intento di tenere compagnia alle donne, raccontarne le storie, i successi, i fallimenti, ma soprattutto la caparbietà e la tenacia che dimostrano nel rialzarsi dopo ogni caduta.

Sto parlando del 25 Novembre, che dal 1999 è ufficialmente riconosciuta dall’Onu come

la Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne. 

Questa data è stata scelta per una motivazione ben precisa.

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