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Cento Natali senza di te

Mancherai per sempre.
Mancherai anche quando pensarti non farà più così male.
Mancherai anche quando la felicità tornerà

a pizzicarmi il cuore.
Mancherai anche quando il mio corpo smetterà di desiderarti.
Mancherai anche quando la memoria beffarda mi farà
dimenticare il suono della tua voce e

sbiadirà i contorni del tuo viso.
Mancherai anche tra cento anni,

perché il vuoto che hai lasciato è incolmabile,
per quanto io mi sforzi di riempirlo.
Ma se sarò capace di trovare un nuovo significato

ai cento Natali che verranno dopo di te,
forse farà un po’ meno male ogni volta.

“L’amore non si butta”

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L’amore non si butta: ricominciare a ogni età

Accettare che non possiamo sapere cosa ci riserva il futuro, ma che possiamo adoperarci affinché somigli il più possibile a ciò che avevamo sognato, salvo essere pronti ad adattarci nel caso qualcosa andasse storto. Perché quello storto lì, a volte, è molto più dritto di quanto non avremmo mai immaginato. Sarà una vita zoppa, manchevole, amputata, ma sarà pur sempre vita, sarà pur sempre quel contenitore svuotato di tanta bellezza dove, per assurdo, si è creato un nuovo spazio da riempire con altrettanto splendore.
L’ amore non si butta

Nelle scorse settimane ho avuto il privilegio di presentare il mio libro “L’ amore non si butta”  a due gruppi davvero speciali: Allenalamente di Olgiate Molgora e lo Spazio Anziani di Montevecchia.

Questi gruppi sono composti da persone anziane che si ritrovano una volta la settimana per trascorrere insieme del tempo di qualità e combattere la solitudine.
Sono coordinati dalla bravissima Silvia Tricarico, operatrice sanitaria che con grande passione, è riuscita a creare uno spazio accogliente, dove ci si sente ascoltati, compresi e valorizzati.

Durante il nostro incontro, ho condiviso la mia esperienza di lutto con loro raccontando di come, dopo la morte di una persona cara, sia possibile ritrovare la forza di vivere, anche quando sembra che il mondo intorno a noi si stia sgretolando.
Ma quando mi sono messa in ascolto delle loro testimonianze, così intense e commoventi, mi sono resa conto di quanto sia ancora più faticoso provare a ricominciare quando l’età è avanzata.

Il lutto è sempre un tema delicato da affrontare, ma lo è ancor di più se riguarda persone anziane che spesso devono fare i conti con la perdita di un amore dopo una vita intera condivisa o addirittura di un figlio venuto a mancare ancora giovane.
Per loro, il lutto non è soltanto la morte di una persona amata, ma anche la fine di una parte di sé.
Molti fanno fatica a parlare del proprio dolore per tante ragioni.
Perché la generazione a cui appartengono ha insegnato loro che la sofferenza è un fardello di cui non potersi lamentare, perché non è opportuno appesantire i propri cari con la tristezza, e perché è meglio tacere piuttosto che correre il rischio di non essere compresi.

Quell’assenza, li priva anche di una routine rassicurante, fatta di piccoli gesti quotidiani, di parole gentili e rimproveri affettuosi, sempre colmi della presenza dell’altro. E quando tutto questo scompare, la solitudine diventa insopportabile.
Si fa fatica a guardare avanti quando tutto richiama il passato, quando i ricordi sono così lucidi e vivi che ti pare di viverci dentro ancora e ancora come le scene di un film che non smetteresti mai di riguardare.
Ti dicono di andare avanti a piccoli passi, ma ogni passo è una fatica enorme.
Cosa rimane?
Rimane una visita quotidiana al cimitero, nel tentativo di trovare un po’ di conforto,  una foto sul comodino, alla quale confidare segreti che in vita non si era mai osato raccontare e dispiacersi un po’ per questo e poi rimangono loro, i ricordi, che non solo danno un senso a ciò che è stato, ma aiutano a mantenere vivo un legame che ha cessato di esistere.

E quando comincia un nuovo giorno, si torna nell’orto, si va a trovare i nipoti, si fa la spesa, si esce per una passeggiata, perché alla fine ricominciare non significa riempire completamente il vuoto lasciato dalla perdita, ma andare alla ricerca di nuove modalità che insegnino come convivere con il dolore: concedersi spazio per la tristezza e, allo stesso tempo, permettersi di riconoscere e accogliere i momenti di serenità che ancora possono arrivare.

Pensa un po’: mi sono presentata a loro con il mio libro tra le mani e la pretesa di raccontare qualcosa, e me ne sono tornata a casa con le tasche piene di saggezza e il cuore colmo di una tenerezza infinita e di un’immensa gratitudine.

Accade anche questo quando parlo del mio libro.

L’ amore non si butta

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Un libro in viaggio: “L’amore non si butta” in dono agli scaffali delle biblioteche

Abbiamo una casa piena di libri.
Mio marito amava acquistarli: diceva che voleva possederli, annusarli, poterli tornare e ritornare a leggere in qualunque momento.
Ho perso il conto delle volte in cui, parlando di un libro, lui scompariva un attimo e tornava con il volume in mano, certo di trovarlo al primo colpo nello scaffale giusto della libreria.
Dopo la musica, era il suo modo di abitare il mondo: circondarsi di parole.
Io invece sono cresciuta a pane e biblioteca.
Non so dire quanti libri abbia preso in prestito nella mia vita, ma ricordo esattamente la felicità luminosa che provavo tornando a casa con la borsa piena, impaziente di tuffarmi nella lettura.
E’ stato naturale per i miei figli seguire le mie orme: fin da piccoli li ho abituati alle uscite in biblioteca, ed era sempre una festa.
Ricordo ancora le loro manine che sfioravano le copertine colorate, le vocine che chiedevano: “Quanti possiamo prenderne?”
In biblioteca abbiamo attraversato fasi, età, passioni: i dinosauri, i camion dei pompieri, le principesse Disney… Libri che poi a casa leggevamo e rileggevamo fino a impararli a memoria.
Ancora oggi, quando mi capita di entrare e vedere l’angolo per i bambini pieno di genitori seduti per terra accanto ai loro figli, mi prende una infinita nostalgia.
Forse è anche per questo che da autrice, ho deciso di donare una copia del mio libro L’amore non si butta alle biblioteche che ne hanno fatto richiesta.
Un gesto che chiude un cerchio: restituire a quei luoghi ciò che ho ricevuto lungo gli anni.
Sapere che il mio libro potrà essere letto portando un po’ di serenità a chi ne avrà bisogno ha per me un valore immenso.
Penso al viaggio che farà, alle persone che lo apriranno per caso, per necessità, o per nostalgia e mi emoziono.
Mi emoziona anche l’idea di presentarlo proprio lì, nelle biblioteche: spazi gentili dove ognuno può raccontarsi senza paura e ascoltare senza fretta, luoghi che da sempre proteggono le storie, e a volte proteggono anche chi le legge.
Per questo sono grata alle biblioteche, e soprattutto alle bibliotecarie: custodi di mondi silenziosi che con gentilezza e competenza accolgono, ascoltano, consigliano.
E voi, amiche?
Avete una biblioteca del cuore?
la mia è questa 💚💚
https://lecco.biblioteche.it/opac/search/lst?q=l%27amore+non+si+butta
Sto organizzando un calendario di presentazioni del mio libro proprio nelle biblioteche del mio territorio.
Spero tanto di incontrarvi 😍😍😍.
A presto con date e luoghi!

“Mi sono sempre immaginato il paradiso come una specie di biblioteca.”
Jorge Luis Borges

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C’è un tempo per nascere e un tempo per morire

Nascere e morire sono esperienze che toccano ogni essere vivente.
Eppure, mentre celebriamo la nascita come un miracolo luminoso, facciamo spesso fatica ad accogliere la morte come parte della vita.
La evitiamo, rifuggendone ogni occasione in cui si potrebbe provare a parlarne.

Il 2 Novembre è proprio uno di quei giorni, perché si celebra la Commemorazione di tutti i defunti.

Un giorno che potrebbe aiutarci a riflettere, a fermarci, ad ascoltare ciò che abbiamo perduto e ciò che resta.

Ma anziché farne un’occasione di riflessione, capita che la si trascorra migrando di cimitero in cimitero, come a svolgere un compito ingrato dal quale rifuggire al più presto, per fare ritorno alla confortante quotidianità.

Abbiamo timore della morte, ma forse è proprio il silenzio a renderla così spaventosa. Parlare del dolore, del vuoto, di ciò che rimane, è un modo per guarire e per fare pace con la paura.

“L’amore non si butta”, in uscita il 7 Novembre, vuole essere anche questo:
un invito gentile a non chiudersi, a raccontare ciò che significa lasciar andare qualcuno, credere di morire insieme a lui tanto è grande il dolore, e poi scoprire che dentro di noi esiste una forza potente che ci spingerà a rinascere. Sempre.

E voi amiche care?
Come vivete il ritorno al cimitero?
È un gesto che vi fa paura, o vi consola?
Se vi va, potete raccontarlo.

Le parole, quando si incontrano, accarezzano anche ciò che fa male.

Vi auguro di quel che resta una buona domenica e vi ricordo che potete preordinare “L’amore non si butta” nelle librerie oppure su Amazon attraverso questo link:

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“L’amore non si butta” : come nasce, di cosa parla e altre cose belle

Matteo B. Bianchi, scrittore che stimo moltissimo, nel suo ultimo libro “Il romanzo che hai dentro” ha scritto:

“Raccontare storie è un modo per condividere idee,
per instaurare dialoghi, per creare legami,
per ricordarci l’essenza più profonda del nostro essere umani.
E quando queste storie sono personali, attingono in maniera diretta dalla nostra esperienza di vita, tale connessione col lettore appare inesorabilmente più forte.
Leggere le gioie e i tormenti racchiusi nelle esperienze altrui ci fa sentire meno soli, meno diversi, meno deboli”.

Dopo la perdita di mio marito avvenuta cinque anni fa, ho creduto per molto tempo che la sola cura per andare avanti fosse quella di custodire il mio dolore al riparo da sguardi di compassione e silenzi colmi di imbarazzo.
Solitudine, fragilità, tristezza sono stati d’animo che hanno fatto a gara per ricavarsi uno spazio nel mio cuore e trovare la forza di ricominciare a vivere ha richiesto un impegno oltre misura.

“E poi arriva il giorno in cui capisci chiaramente che non
ce la puoi fare a sfidare tutte queste mattine, che per arrivare
a sera richiedono una lunga e interminabile giornata, e che
affrontare tutto questo da sola è come essere stata scaraventata
in mare aperto senza salvagente”.

Il lutto è un tempo strano intriso di un miscuglio
di emozioni profonde e ricordi dolci e
amari che, come in una staffetta, si danno il
cambio repentinamente.
Questo libro nasce con l’intento di diventare
uno strumento discreto, ma potente, per chi
ha subito la perdita di una persona cara ed
è alla ricerca di un modo per non lasciarsi sopraffare dalla disperazione.
Pagina dopo pagina, attraverso la narrazione
di un tempo passato, presente e futuro,

ho ripercorso  le emozioni e gli stati d’animo
che mi hanno attraversata

quando il dolore è entrato nella mia vita,
cercando di offrire spunti di riflessione,
raccontando come abbia cercato di imparare a sostare con quel dolore,

ad ascoltarlo, ad abitarlo, fino a quando lentamente
ha cominciato a fare un po’ meno male.
E racconta di tutto quell’amore che rimane dentro

dopo la perdita di una persona cara
e non sai cosa farne,
di quanto sia inverosimilmente possibile provare di nuovo a seminarlo, vederlo crescere e produrre molto frutto, sebbene sia stato generato da una perdita lacerante.
Perché l’amore non si butta via, come il pane.

“L’amore non si butta” è stato scritto pensando a chi sta attraversando un lutto, ma anche a coloro che desiderano rimanere accanto a chi soffre – familiari, amici, persone care – e faticano a trovare parole e gesti capaci di dare conforto.
Ed è infine, un libro che invita ciascuno di noi a prenderci cura di chi amiamo, a godere della bellezza di un tempo prezioso da condividere che ci è stato donato e che spesso diamo per scontato.
E’ con grande emozione e anche un po’ di sacra trepidazione  che vi affido le pagine di questo libro che da oggi potete preordinare nelle librerie oppure su Amazon attraverso questo link:

👉 https://www.amazon.it/dp/B0FHC24G1P

“L’amore non si butta” dal 7 Novembre nelle librerie e negli store on line

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“L’amore non si butta” – perché una promessa è una promessa

Strana storia la vita.

Ci sono giorni in cui pensiamo di sorprenderla e invece guarda un po’, alla fine è sempre lei a stupire noi.

E lo fa in maniera davvero stupefacente.

Stamattina mi sono detta, ecco oggi è il giorno giusto per raccontare ai miei lettori di una promessa fatta che finalmente posso dire mantenuta.

Ma a quando risale?

Ve lo ricordate questo articolo con il quale vi avevo salutato per un tempo indefinito?

A un certo punto avevo scritto così:

“Quanto a me, metterò in atto ancora una volta un cambiamento.
Un nuovo progetto di scrittura attende con pazienza da troppo tempo di essere preso tra le mani, e non posso più farlo attendere, l’ho promesso a me stessa e l’ho promesso a Susanna”.

Ebbene amiche, oggi sono andata curiosare la data in cui l’avevo scritto e pensate un po’era
il 19 ottobre 2024, esattamente un anno fa.

Che bellezza quando le coincidenze ci abbracciano e ci raccontano che davvero nulla ma proprio nulla avviene per caso.

E così oggi 19 ottobre 2025, esattamente un anno dopo, sono qui a raccontarvi che quella promessa l’ho mantenuta e che

tra 19 giorni troverete in libreria e sugli store on line il mio libro
“L’amore non si butta”
Rimettere in circolo l’amore dopo un lutto


C’è stato bisogno di un tempo in cui le parole sono rimaste in silenzio, perché avevano bisogno di trovare una forma, un significato, una strada attraverso la quale raggiungermi e io le ho lasciate fare.
Ancora una volta attraverso quello strumento potente che è la scrittura, ho potuto dare un ordine e un significato ai pensieri, alle emozioni , alle storie che abitavano da tempo cuore e mente e ho aggiustato tutto ciò che sembrava spezzato per sempre, perché scrivere in fondo, è un atto d’amore verso la vita.

E’ stato un bel viaggio ed è arrivato il momento di raccontarvelo.

L’emozione è tanta inutile nasconderlo, e per questo vi chiedo di tenermi compagnia durante questa attesa, così da poterla gustare come merita.

Diamo il via a questo conto alla rovescia che mi permetterà di raccontarvi tante cose belle.

E grazie fin da ora a chi la percorrerà con me.

“L’amore non si butta”
tra 19 giorni in libreria

«Non ho mai capito dove finisce l’amore che non usi.
Vorrei, da brava massaia,
usarne gli avanzi per le polpette, concimarci le piante.
Rimpastarlo, venderlo di seconda mano, placarlo,
darlo al gatto, alle galline.
A pensare che finisca così in niente, non so,
mi mette freddo dentro.
Se non si può buttare il pane, figurati l’amore».
Stella Poli

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Dal diario di nonna Giovi

Poi accade che dopo un’attesa lunga nove mesi, un’attesa differente da quella che hai sperimentato tu,
vissuta da lontano eppure incredibilmente vicina,
un’attesa di giorni sospesi tra l’ansia e la gioia,
tra l’inquietudine e lo stupore,
una mattina di autunno tiepido, una bambina di nome Angelica viene al mondo e stravolge per sempre le priorità della tua vita.

Angelica è la mia prima nipotina, figlia di mio figlio Samuele e di sua moglie Benedetta,
e io sono innamorata persa di lei.

E’ arrivata come un dono dal cielo senza che abbia fatto nulla per meritarla,
e tutte quelle domande rimaste troppo a lungo in sospeso,
improvvisamente hanno trovato una risposta di senso.

Perché il giorno in cui il Cielo ti elargisce un simile dono, comprendi tante cose.

Che nonostante siano più gli anni che hai vissuto che quelli che ti rimangono da vivere, e il tuo corpo ti ricorda che il tempo è volato via veloce, sei pronta ad andare incontro a questa avventura meravigliosa con il cuore stracolmo di gratitudine.

Che questo è l’impegno più sensato, più prezioso, più sorprendente che vorrai prendere da qui in avanti.

Che questa sarà la costruzione di una storia mai narrata prima, e qualcosa ti dice che potrebbe essere la più bella mai vissuta fino ad ora.

Ma soprattutto, comprendi che tutto quell’amore rimasto così a lungo dentro il tuo cuore rischiando di avvizzire, ora può riprendere vita e tornare finalmente in circolo.

Buona vita piccola Angelica!

Che sia io la tua estate

Che io sia la tua estate
Quando l’estate sarà lontana!
E la tua musica, quando allodola
E pettirosso taceranno!
Saprò evitare la tomba e fiorirò per te
E seminerò promesse di fiori
Ovunque! Ti prego coglimi –
Anemone –
Tuo fiore – per sempre!

Emily Dickinson

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L’estate del 2025

Saranno gli anni che passano, o la consapevolezza che ogni giorno vissuto è un regalo grande che non va mai buttato via, o ancora la confortante sensazione di gratitudine che provo per ogni esperienza che mi è data di celebrare.

Insomma per tutte queste ragioni e altre ancora oggi ho deciso di creare una nuova rubrica che ho intitolato le quattro stagioni.

Ormai l’estate del 2025 volge velocemente al termine e ci stiamo incamminando verso l’autunno, ma prima di salutare definitivamente questa calda e colorata stagione, mi piace l’idea di fermarla per un momento e con tre punti, ricordarmi perché non la dimenticherò e invitare voi, amiche care, a fare lo stesso, se vi va.

Continua a leggere “L’estate del 2025”
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Il sentiero di Maria: un tempo rubato alla fatica quotidiana

Amiche care

Inutile dire quanto mi mancate, quanto mi mancano i vostri messaggi, le vostre mail, tutte quelle parole di incoraggiamento che fanno così bene al cuore e che dovremmo seminare sempre con generosità, affinché ogni essere umano possa goderne. 💚💚

La mia assenza non è stata vana, come vi avevo preannunciato nell’ultimo post, ho lavorato a un progetto speciale che ormai è quasi terminato e non vedo l’ora di raccontarvelo, ma vi chiedo ancora un attimo di pazienza.

Però nel frattempo, siccome ormai mi conoscete e sapete che se mi imbatto in una cosa bella poi non vedo l’ora di condividerla, oggi oltre a un saluto voglio raccontarvi dell’ultimo cammino che ho fatto questa settimana, davvero, davvero speciale.

https://www.sentierodimaria.it/

Vi dico solo che ne avevo tanto bisogno.

Se siete in un momento della vostra vita in cui state trascurando l’aspetto spirituale che in passato non era mai venuto meno, questa è un’occasione bellissima per riavvicinarvi.

Il sentiero di Maria è un pellegrinaggio che parte dall’antica Basilica di San Zeno a Verona e termina al Santuario della Madonna della Corona, situato a 774 metri sul mare.

Io l’ho percorso in tre giorni, sì faceva molto caldo, ma gran parte dell’itinerario per fortuna si snoda lungo le fresche sponde del fiume Adige e nei boschi dove l’ ombra vi permetterà di camminare più agevolmente.

Ecco l’itinerario

PRIMA TAPPA

VERONA-BUSSOLENGO 17 km

Sono partita da Verona verso le 8.30 e subito mi sono ritrovata in compagnia del fiume Adige che con il suo scorrere lento ha accompagnato i miei passi e i miei pensieri lungo tutta la giornata.
La tappa è praticamente tutta in pianura, ci vogliono 5 ore ma io ne ho avuto bisogno di una in più perché lungo il  tragitto si incontrano tante piccole chiese che impongono una visita che ristora e rinfranca.
Arrivata a Bussolengo ho raggiunto l’albergo http://www.albergoaiperseghi.it/ dove la gentile Sara mi ha accolto con acqua fresca, succo di frutta e simpatia.
A Bussolengo c’è il Santuario della Madonna del perpetuo Soccorso https://www.santuariobussolengo.it/
che regala a chiunque lo desideri, l’occasione bella di ringraziare, chiedere, offrire.

SECONDA TAPPA

BUSSOLENGO – RIVOLI VERONESE 18 KM
Il segreto è partire presto la mattina. Alle 6 ero già in cammino e a quell’ora tutto il silenzio e la pace che ti circondano hanno un valore inestimabile. Il cammino riprende dal Santuario e risale l’argine sinistro nuovamente in compagnia del fiume Adige. Anche lungo questo percorso non mancano chiese e monumenti impregnati di fede che non smettono di sorprendere i pellegrini. A Rivoli Veronese ho alloggiato alla https://locandaalmuseo.it/ assolutamente consigliato, dove ho anche cenato e goduto il meritato riposo.
E sì  Rivoli è davvero ventosissima.

TERZA TAPPA

RIVOLI VERONESE – SANTUARIO DELLA CORONA 15,5 KM

Il fiume Adige è ormai lontano, è tempo di salita e questa è sicuramente la tappa più impegnativa. Però la salita è dolce e le strade facilmente percorribili, è un itinerario consentito a tutti e permette di raggiungere il santuario in circa 5 ore di cammino.
E poi mentre percorri gli ultimi metri a un certo punto lo vedi, anzi è lui che vede te: il Santuario della Madonna della Corona,https://www.madonnadellacorona.it/ luogo di silenzio e di meditazione, un gioiello incastonato nella montagna sospeso tra cielo e terra, celato nel cuore delle rocce del Monte Baldo e io fatico a credere che possa essere soltanto opera umana.

Appena varco la soglia della chiesa, è come se qualcuno mi dicesse:
“Ce ne hai messo di tempo ad arrivare, ma finalmente sei qui”.
Si sono qui ho pensato.
Sono qui e non vorrei essere altrove.

“Davvero, dovrei raccontare queste cose?
Queste sono cose che non si raccontano,
cose assai semplici, che occorre aver vissuto in prima persona” 

Durante il ritorno a casa il cuore si è fatto più leggero.
Il corpo è affaticato, ma sfidare i miei limiti è qualcosa a cui non riesco a rinunciare, perché mi fa sentire incredibilmente viva e felice di esserlo.
Questi cammini mi impongono di guardarmi dentro, chiedermi chi sono, dove sto andando e qual è il senso della mia storia su questa terra.
E’ difficile porsi queste domande nella faticosa quotidianità che affrontiamo giorno dopo giorno, ma ritagliarsi una piccola fuga non solo dal luogo nel quale viviamo, ma anche e soprattutto dai nostri pensieri più esigenti che richiedono di continuo soluzioni e strategie per stare dentro questo mondo cosi complicato che fa tanta paura, ci costringe a fare spazio a pensieri belli, nobili, gentili e generosi.

Questa estate già avanzata regala giornate più lunghe, tempo in più che sarebbe un peccato buttare. Ritagliatevene un po’, anzi andatevelo a prendere, rubatelo, pretendetelo.
Perché ve lo meritate.
Siate le prime a crederci e piano piano ci crederanno anche gli altri.
Vi abbraccio.
A prestissimo con altre belle novità.

E se avete voglia di raccontarmi cosa ne fate del tempo rubato, io non vedo l’ora di leggervi.

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Quando soffia il vento del cambiamento

Un antico proverbio cinese recita così:

Quando soffia il vento del cambiamento,

alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento

Di fronte alla possibilità del cambiamento, ciascuno di noi reagisce in maniera diversa.
C’è chi lo teme, chi lo rifugge, chi lo insegue, qualcuno lo accoglie, altri non si stancano mai di andargli incontro.

In ogni caso, è sempre indice di movimento, di vita, di rinascita, di qualcosa che è stato fermo troppo a lungo e sente il bisogno di rimettersi in viaggio.

Il cambiamento per me ha sempre rappresentato un’opportunità di crescita, un’occasione per andare alla ricerca di nuove strade da percorrere, nuovi spazi da esplorare con curiosità e interesse.

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Poichè l’amore basta all’amore. Sposarsi parte quarta

Dopo la prima parte di Sposarsi in cui vi avevo raccontato del matrimonio di mia nipote Alessandra con Pietro, della seconda parte di Sposarsi in cui a salire all’altare è toccato a mio figlio Samuele con Benedetta, e della terza parte di Sposarsi che raccontava delle nozze della mia primogenita Sara con Fabrizio, ritorno volentieri con un’ altra storia di una coppia che ieri ha compiuto il grande passo e sto parlando del mio primo nipote Gabriele e della sua bellissima e dolcissima Valeria.

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Il coraggio di farsi aiutare

Appena sei mesi fa pubblicavo un post in cui raccontavo di quanto una brutta cervicale mi avesse in qualche modo ricordato lo scorrere apparentemente lento ma inesorabile del tempo e soprattutto  dell’inevitabile invecchiamento al quale ogni essere umano va incontro.

Oggi sono qui a raccontarvi di una dolorosa tendinite al polso destro che mi ha reso la vita piuttosto complicata durante queste ultime settimane, soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo del PC, ma anche semplicemente della penna, strumenti indispensabili per chi come me ama scrivere.

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Quattro giorni belli a Parigi: storie di amore, di amicizia e tanto altro

Convivono diverse storie dentro l’articolo di oggi e io muoio dalla voglia di raccontarvele, augurandomi che abbiate voglia di leggerle. 🥰🥰

Chi mi legge e mi segue da tempo (grazie!🤗🤗) ricorderà bene che la ripresa dopo la pausa estiva di questo blog negli ultimi tre anni, ha sempre coinciso con il racconto dell’esperienza dei miei cammini, che tanto bene mi hanno fatto.

Quest’anno però, le cose sono andate diversamente.

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Il momento che precede

Non so se vi è mai capitato di pensarci, al momento che precede.

Io se potessi, lo salterei a prescindere, perché davvero non so mai come viverlo, mi coglie sempre impreparata.

Ciò che accade dopo il momento che precede, che si tratti di qualcosa di piacevole o meno, è comunque qualcosa che ci aspettiamo, e che in qualche modo siamo pronti ad affrontare.

Ma il momento che lo precede, quello è sempre tanto scomodo e faticoso.

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La neve in fondo al mare: i figli sono un amore a perdere

A Sara, Samuele e Susanna,
grata per la vostra pazienza.

Stamattina sono andata a Lecco dove presso la Libreria Volante di Via Bovara, Matteo Bussola presentava il suo ultimo libro

La neve in fondo al mare

Ora, che abbia un predilezione per i libri di questo autore non è mai stato un mistero, tant’è che con il Rosmarino non capisce l’inverno ho pure organizzato un Counselling letterario.

Ma non l’avevo mai sentito raccontare e raccontarsi di persona  ed ero curiosa di conoscerlo un po’ più da vicino.

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Le cene d’estate

Abbiamo un piccolo pergolato che mio marito adorava.

Appena la bella stagione si profilava, anzi qualche volta anche prima, con indosso una felpa o un golfino, si cenava fuori.

Usciva dall’ufficio, si metteva in auto e mi chiamava: “Ceniamo sul pergolato stasera?”

Era la sua maniera di sentirsi già un po’ a casa, perché il viaggio di ritorno non era tanto breve.

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L’entusiasmo contagioso

Mentre me ne sto comodamenteseduta sul divano in questo pigro sabato pomeriggio di Luglio dal tempo incerto, a scrivere il contenuto dell’articolo che pubblicherò prima di sera, i miei due figli Sara e Samuele e Benni, sua moglie, sono impegnati a celebrare l’addio al nubilato e al celibato dei loro amici che convoleranno a nozze entro i prossimi mesi.💖💖

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La cocciutaggine di un piccolo melo

Forse penserete che troppo spesso vi racconto storie che hanno a che fare con gli alberi del mio giardino e avete ragione.

Ma la verità è che trovo nella natura una tale quantità di insegnamenti da cui prendere esempio e spunto, che proprio non posso fare a meno di coglierne il valore e condividervelo.

Da quando i miei castagni erano morti lasciando in giardino una grande spazio vuoto, sempre più ostinatamente si faceva strada in me il desiderio di piantare un pero e un melo.

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I pomeriggi perfetti e le buone letture

Qualche volta succede.

Ci sono un insieme di circostanze che rendono possibile il pomeriggio perfetto.

A me accade d’estate, quando sono più libera dagli impegni.

La casa è apparentemente pulita, gli animali sonnecchiano pigramente, l’erba del giardino è tagliata, non c’è fretta di preparare la cena, fa caldo ma nemmeno troppo , mi guardo in giro e mi dico perché no?

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Perché la vita è adesso

Non so se ricordate l’articolo che avevo scritto lo scorso anno al mio ritorno dalla vacanza a Gatteo Mare con il gruppo terza età organizzato dal nostro comune.
Per chi se lo fosse perso, volentieri ve lo ripropongo

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Tutti avremmo bisogno di una madrina

Stamattina mi sono dedicata al mio giardino, ho strappato le erbacce, ho tagliato il prato, ho passato il decespugliatore lungo i bordi. È sempre una faticaccia, ma come accade ogni volta che mi dedico a queste attività, alla fine mi sento davvero soddisfatta.

Prendermi cura del mio giardino mi aiuta anche a tenere d’occhio i miei fiori e le mie e piante e oggi mi sono accorta che la mia calla è fiorita ed è meravigliosa.

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Praticare la consapevolezza

Stamattina ho accompagnato Samuele con il nostro cane Fly a partecipare ad una gara di hoopers qui

Non credo di avervi mai detto che il nostro border collie che ha 8 anni, fin dai primi anni ha iniziato praticare questa disciplina di cui vi racconto qualcosa.

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L’altalena della vita, tra passato e futuro

C’è qualcosa che mi manca tanto della vita con mio marito e in questi giorni, la frase di una canzone di Gazzelle che amo molto, me la ricorda di continuo.

Vorrei guardare il passato con te

Durante i dopocena, quando i figli si ritiravano nelle loro stanze e a noi rimanevano la tavola da sparecchiare, il caffè da sorseggiare e le storie da raccontare, o nelle calde sere d’estate mentre ci godevamo la frescura della sera comodamente seduti nel nostro pergolato, ogni tanto ci concedevamo di guardare il nostro passato, la nostra vita insieme, i ricordi che avevamo creato con impegno e tenacia.

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La Susi del futuro

Amo questo scatto rubato che aveva fatto mio marito durante una vacanza in montagna a Davos.

Non vi ho mai raccontato che per molti anni quando i bambini erano piccoli, prenotavamo sempre le vacanze a Davos, una ridente cittadina svizzera, paradiso per i bambini e di conseguenza per i genitori.

Ricco di parchi giochi bellissimi, di passeggiate poco impegnative alla portata di tutti e con comodi treni e bus gratuiti che la percorrono più volte al giorno.

Nell’appartamento che prendevamo in affitto c’era sempre la piscina.

Mio marito li accompagnava nel pomeriggio e io aspettavo il loro ritorno fatto di chiacchiere e di stanchezza con una tazza di cioccolata fumante.

Era un tempo perfetto.

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Voce del verbo truffare

Una delle mie deleghe preferite di cui sono incaricata come consigliere comunale, un po’ l’avrete già capito, è quella che riguarda la promozione per la terza età.

Promuovere è un termine che deriva dal latino e significa muovere in avanti.

Io la interpreto così, organizzare eventi, iniziative, incontri che possano favorire il benessere di quella fascia di popolazione definita della terza età, cioè dai 65 anni in su. 

Quindi, non solo li portiamo al mare i nostri anziani, ma organizziamo anche eventi che possano rivelarsi utili nel loro vivere quotidiano cercando di renderlo se possibile un po’più leggero.

Per questo lo scorso venerdì 3 Maggio abbiamo organizzato questo incontro.

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Nonostante tutto

In occasione di un compleanno la mia famiglia mi aveva regalato quello che comunemente viene chiamato l’albero di Giuda.

Ne aveva scoperto l’esistenza mio marito e ci teneva a trovargli uno spazio nel nostro giardino, perché è una pianta la cui fioritura ha inizio nel mese di marzo  quando appunto cade il mio compleanno.

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Il raffreddore…che fa rima con malumore

Ho trascorso un intero inverno senza il minimo acciacco e ora che siamo in primavera inoltrata (anche se dalle temperature non si direbbe!) sono due settimane che mi trascino un brutto raffreddore senza riuscire a venirne fuori.

Ho provato di tutto e alla fine mi sono arresa, nella speranza che come è arrivato se ne vada in fretta, ma non nascondo che questo malanno mi ha davvero messo di malumore.😤😤

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Una riflessione…sulla televisione

Troverete su Raiplay , se già non vi è capitata l’occasione di guardarlo, un film molto bello che mi ha riportato alla mente ricordi nostalgici legati alla mia infanzia.
Sto parlando de La luce nella masseria, il film scelto dalla Rai per celebrare i 70 anni di trasmissione compiuti il 3 Gennaio di quest’anno.

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Maestra di cuore

Quando capita, le mie figlie ed io non perdiamo mai l’occasione di trascorrere insieme del tempo piacevole.

Stavolta  l’opportunità è arrivata lo scorso mercoledì, quando siamo andate a Olginate a vedere lo spettacolo le Filippiche  di Filippo Caccamo.

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La devozione che racconta la nostalgia dell’eternità

Diversi anni fa, ho perso il conto di quanti, avevo ritrovato nel garage del mio papà, la statua di una Madonna di cui nessuno dei miei familiari me compresa, è mai riuscito a risalire alle origini.

Non ho avuto cuore di buttarla, si trattava pur sempre della Madonna, anche se devo ammettere che era davvero piuttosto malridotta.

L’ho portata a casa e a mia volta l’ho lasciata in un angolo per altri anni a venire.

Poi la scorsa estate, sempre durante una delle mie consuete operazioni di pulizia che ben conoscete, l’ho ritrovata e ho proposto ai miei figli di farla restaurare come regalo di Natale,( visto che io sono sempre un po’ difficile da accontentare🙄🙄).

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Tre giorni a Londra: il mondo è un posto meraviglioso in cui vivere

“Il mondo è un posto meraviglioso, non guardarlo distratto.
Esiste un solo modo, bellissimo di guardare le cose, il rispetto”.
Antonio Cuomo

Ci sono buone abitudini che meritano di essere mantenute.            

Dopo la bellissima esperienza del mio compleanno a Budapest vissuta lo scorso anno con le mie sorelle di cui vi avevo raccontato qui, quest’anno abbiamo fortemente voluto ripetere l’esperienza e sempre in prossimità del mio compleanno, siamo partite alla volta di Londra, città che da veramente tanto tempo ero impaziente di visitare.

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Come le primule, audaci e ambiziose

Amiche care, sono di nuovo scivolata in un week end ricco di impegni, tutti molto belli, ma che non lasciano il tempo per altro. Anzi, diciamo che il tempo che rimane lo devo dedicare ai preparativi perché a Dio piacendo, anche quest’anno in prossimità del mio compleanno, sono riuscita ad organizzare un altro viaggetto con le mie sorelle e non vedo l’ora di partire.💚💚

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Tradire, un po’ come morire ma anche rinascere

Erano mesi che mi trascinavo una brutta cervicale.

All’inizio l’ho ignorata, poi trascurata, poi subita e solo quando mi sono resa conto che se non l’avessi accettata e curata non mi avrebbe dato tregua, mi sono arresa.

E così tra un antidolorifico e un antiinfiammatorio, qualche seduta di fisioterapia e una mezza dozzina di cuscini per capire quale fosse il più adatto, ho cercato di venirne fuori.

Poi la mia amica Alfonsa mi ha parlato della ginnastica posturale e ho pensato: “Perché no?”

La ginnastica posturale è un insieme di esercizi che hanno lo scopo di migliorare la postura, ma anche la mobilità ed è molto efficace per la gestione di dolori articolari e muscolari. Insomma un modo per prenderci un po’ cura del nostro corpo con dolcezza.

Devo ammettere che ho iniziato solo da qualche settimana ma sento già i benefici, la nostra insegnante Evelina è molta brava, attenta e rispettosa dei tempi e delle difficoltà di ciascuno partecipante e il gruppo è davvero accogliente 🥰🥰

Insomma fino a qui tutto bene.

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Oggi come allora “Giù le mani dai giovani!”

Da quando sono diventata Consigliere comunale, tra i vari impegni che ho assunto, ce ne è uno, anzi due, ai quali tengo in modo particolare, che riguardano le cerimonie di commemorazione che si svolgono il 4 Novembre, giornata simbolo della nostra Nazione durante la quale facciamo memoria dei caduti e dei dispersi di tutte le guerre,  e il 25 Aprile, data che simboleggia la presa di coscienza, la ribellione e la vittoria di un popolo che ha conquistato la libertà difendendola a caro prezzo.

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Al…Tre cento di queste pagine!

Amiche, questa settimana arrivo con un articolo che ha richiesto grande impegno durante la stesura e non solo di impaginazione.

Sì perché siamo di nuovo giunte a celebrare cento pagine di articoli ed è la terza volta da quando ho aperto questo blog.😍😍

Eccole se avete piacere di andare a rispolverarle.

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Non è bello ciò che è bello

Questa settimana ha compiuto gli anni Marco, il fidanzato di Susi.

Sulla scelta dei regali Susi  un po’ mi somiglia, le piace stupire, sorprendere, non vuole mai essere banale e quindi era alla ricerca di qualcosa di veramente originale.🥰🥰

Poi per fortuna durante una visita a un mercato dell’usato, lui ha visto una lampada un po’ malmessa che gli è tanto piaciuta, ma che per fortuna non ha acquistato.

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I calzini spaiati, il rispetto e la fatica

Sono giornate impegnative e frenetiche quelle che sto vivendo, giornate dense di impegni e contenuti preziosi alle quali non voglio rinunciare perché mi aiutano a dare valore al mio andare.

Però devo fare i conti con una coperta che è sempre troppo corta, con il fatto che le ore in una giornata sono 24, alcune delle quali le trascorro dormendo 😅😅 e quindi pur mettendoci impegno ed energia, non riesco ad arrivare dappertutto.

E questo blog certi sabato sera come quello di oggi che chiude una giornata bellissima ma molto impegnativa, un po’ ne risente, perché sono troppo stanca per pensare a scrivere contenuti nuovi.

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Quando nasce un bambino, anzi due, anzi tre!

Questo mese di Gennaio che corre velocemente verso il traguardo, quest’anno ha portato con sé due eventi bellissimi che non posso fare a meno di condividervi.😍😍😍

Stiamo parlando di nascite e non una, nemmeno due, ma addirittura tre.🥰🥰

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I sogni son desideri

L’altra notte ho sognato mio marito.

Da quando è mancato, mi è capitato pochissime volte di incontrarlo in sogno, ma a dire la verità non è che questa cosa mi mancasse, perché quando accadeva mi risvegliavo sempre con un profondo senso di nostalgia che mi rimaneva incollata addosso per diversi giorni.

Non so perché, ma stavolta è stato diverso.

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Nata per te, quando la tenacia si allea con l’amore

Queste lunghissime vacanze natalizie quasi mi facevano dimenticare che in uno dei primi giorni di dicembre sono andata al cinema con le mie sante sorelle (che dico la verità, quando propongo qualche iniziativa difficilmente si tirano indietro e non è cosa da poco se ci pensate😍😍) a vedere un film che mi è piaciuto moltissimo.

Sto parlando di Nata per te che racconta la storia vera di Luca Trapanese, oggi  assessore alle politiche sociali del comune di Napoli, e della sua bambina Alba.

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Quello che le donne dicono

Amo raccontare di cose belle.

Mi da l’impressione di veder sorridere chi mi legge.

La prima cosa bella di cui vi voglio parlare è il successo dell’iniziativa Benessere al femminile di cui vi avevo raccontato qui.

Tirare fuori di casa più di sessanta donna il sabato pomeriggio per offrire loro la possibilità di dedicarsi del tempo, è un obiettivo che dovrebbe diventare patrimonio dell’umanità.

Perché le donne di tempo per se stesse se ne dedicano veramente poco, sempre rubato, sempre intriso di sensi di colpa, sempre immeritato.

Sulla scia di tanta bellezza che mi ha gonfiato il cuore di speranza, ho deciso di proseguire nel mio intento e di proporre  quindi un’altra occasione di sosta.

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Quando siete felici, fateci caso

Questa foto la custodisco tra i più cari ricordi della mia vita.

E’ stata scattata 17 anni fa, me lo ricordo perfettamente perché celebravamo i primi 50 anni di mio fratello Enrico che è nato il 17 dicembre, pochi giorni prima di Natale.

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Il 2° raduno di comodamentesedute: la felicità è una piccola cosa bella

Ci sono voluti quasi due anni per riuscire a organizzare un secondo raduno.

Ma ne è valsa la pena.

Quando stamattina sono arrivata in stazione e ad attendermi c’era un gruppo di donne  così felici ed entusiaste di trascorrere una giornata insieme in compagnia, donne che avevano spostato impegni, rinunciato ad altre occasioni, rubato tempo alle loro famiglie per dedicarlo a se stesse, dico la verità, mi si è aperto il cuore.

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Oggi qualcuno ha pensato a me

pubblicato su Confidenze n. 50 Dicembre 2007

Non per tutti il Natale che viene porta gioia e serenità.
A qualcuno porta posti vuoti a tavola, musiche come memoria di dolore,
ricordi che spezzano il cuore.
Questa storia racconta di come la solitudine qualche volta,
può lasciare il posto alla speranza.
Accade quando spostiamo lo sguardo da noi stessi verso gli altri.


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Save the date: 9 Dicembre secondo raduno di comodamentesedute, la magia dei mercatini di Natale

Amiche mie, oggi ci hanno pensato due eventi a ricordarmi che tra un mese esatto sarà Natale.
Stamattina sono andata a Bergamo per un corso di aggiornamento per counselor e indovinate un po’ cosa ho visto a pochi passi dalla stazione?

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C’è ancora domani, ma anche dopodomani

Mi sono talmente ubriacata di recensioni di questo film, che andare al cinema a vederlo era diventata un’urgenza.

“Andate con le vostre figlie” ho letto più volte.

E allora andarci con Susanna mi è sembrata la cosa più giusta da fare.

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Quella strana coincidenza

Questa settimana la mia professione di counsellor mi ha portato a fare una full immersion con tantissimi ragazzi di quarta e quinta delle scuole superiori, per presentare il mio progetto di orientamento scolastico che svolgo con soddisfazione presso alcuni istituti ormai da diversi anni con l’obiettivo di supportare e accompagnare i ragazzi in una delle scelte più importanti della loro vita.

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Le parole hanno un peso

Care amiche, approfittando del Primo Novembre, questa settimana mi sono regalata una mini vacanza con la mia primogenita Sara. 🥰🥰

Tre le cose belle che desidero condividervi:

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Briciole d’amore

Pubblicato su Confidenze n. 23 giugno 2023

Amiche care, alla vigilia del mese che celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, mese ricco di eventi che hanno l’obiettivo di sensibilizzare ciascuno di noi su un tema così urgente, così ancora drammaticamente presente nel nostro paese, oggi vi propongo la lettura di una storia vera che fa riflettere, che ci racconta una drammatica verità: la violenza non sempre lascia tracce visibili, ma non per questo è da considerarsi meno grave, perché le ferite profonda che provoca, alle volte non basta una vita per rimarginarle.

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Riprendiamoci l’autunno

“In autunno tutto ci ricorda il crepuscolo – e tuttavia, mi sembra la  stagione più bella;
volesse il cielo allora, quando io vivrò il mio crepuscolo,
che ci fosse qualcuno che mi ami come io ho amato l’autunno.”
Soren Kierkegaard

Sarà che siccome l’autunno è arrivato tardi quest’anno e io in qualche modo mi sono sentita defraudata della mia stagione preferita, oggi ho proprio voglia di raccontarvi come ho deciso di non perdere altro tempo prezioso e di godere appieno di questo periodo dell’anno dal tepore malinconico.

Insomma se anche voi come me non vedevate l’ora di questa stagione, credo siate concordi nel dire: riprendiamoci l’autunno! 😊😊😊

A cominciare dagli abiti ad esempio: caldi, non pesanti ma confortevoli, quel golfino di lana che ti senti addosso volentieri, scarpe chiuse, pantaloni lunghi e una bella sciarpa leggera che ripara dall’umidità.

La stufa, a casa nostra è una certezza, una coccola, un colore che riempie la casa.

Il tè pomeridiano, due biscotti e una chiacchera prima di cena, a me fa sempre questo effetto, mi scalda il corpo ma anche il cuore.

Anche le cene subiscono una trasformazione, abbandonate le insalate estive, il corpo reclama cibi caldi e nutrienti.

Io ad esempio adoro le vellutate e proprio questa settimana ne ho preparata una con i piselli buonissima di cui vi giro subito la ricetta

Vellutata di piselli
Ingredienti
2 patate medie
1 cipolla o 1 scalogno
1 kg di piselli (io ho usato quelli surgelati vanno benissimo)
1 litro di brodo
Panna o grana a piacimento
Procedimento
Tagliate la cipolla sottile, le patate a tocchetti e fatele insaporire per qualche minuto con un filo di olio. Unite i piselli e il brodo e lasciate cuocere a fuoco medio per una ventina di minuti.
Con il mixer frullate il tutto.

(Se volete lasciare qualche pisellino intero, togliete un paio di mestoli prima di frullare)
 A fine cottura aggiustate di sale, date un’ultima mescolata e a piacimento potete aggiungere un po’ di panna o di grana, oppure gustatela anche cosi.
Ottima servita con crostini di pane

E infine c’è stato un altro importante evento che mi ha permesso di immergermi pienamente nell’autunno. Non so se ricordate quel bellissimo progetto dedicato al benessere femminile di cui vi avevo parlato questa estate, eccolo qui volantino-benessere-al-femminile

Ebbene oggi abbiamo concluso il secondo incontro del percorso dedicato ai consigli e rimedi per vivere l’autunno con “Le fate dell’orto” Patrizia Bordogna e Mara Cibelli.

Innanzitutto desidero ringraziare queste due splendide donne per averci portato contenuti nuovi e interessanti, per averci trasportato con entusiasmo nel loro mondo fatto di erbe, di oli essenziali, di profumi e fragranze e di aver dispensato consigli preziosi e rimedi naturali per vivere meglio questa stagione.

Ringrazio anche le oltre 30 donne curiose e interessate che hanno partecipato rendendo questo progetto un vero successo. 🥰🥰

Desidero condividervi alcuni consigli che sono sicura vi saranno utili

Che belle parole vero?

Credo che contengano tutto ciò di cui abbiamo bisogno, non soltanto per apprestarci a vivere un buon autunno, ma una buona vita in generale.

Apprezza ciò che è fugace, perché non torna e perderesti occasioni preziose di vita.

Lascia andare ciò che ti appesantisce, perché è la leggerezza che salverà il mondo.

Trova il tempo per rallentare e riposare perché solo in questo modo potrai ascoltarti veramente.

Non a tutti piacerà quello che piace a te, per fortuna, perché siamo uniche e irripetibili.

Raccoglierai solo ciò che pianti, quindi fa in modo di seminare bene.

Cambiare non è facile ma può essere bellissimo, allora cosa ti manca per provare?

Nessun giorno di pioggia dura per sempre, quindi guarda il cielo più spesso.

Fai scorta di speranze per i giorni bui, così che tu non debba mai rimanere senza nutrimento per la tua anima.

Ma soprattutto, prenditi cura di te stessa, ogni giorno, perché nessun altro lo farà al posto tuo.

Buona autunno amiche mie!