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Comodamentesedute cambia nome, ma la storia continua ❤️

Nell’aprile del 2020, mentre il mondo intero viveva dentro una pandemia che seminava paura e incredulità, a mio marito rimanevano poche settimane di vita.

Di quei giorni ricordo un bisogno irrefrenabile di raccontare la mia disperazione, la mia angoscia, la mia profonda tristezza.

Ricordo di essermi domandata chissà quante altre donne, in quel momento, si trovassero in preda a sentimenti simili, per le ragioni più diverse.

È nato così Comodamentesedute, un blog che voleva offrire uno spazio di ascolto a tutte le donne che stavano attraversando un momento di fatica.

Nella prefazione scrivevo:

“Comodamentesedute è un invito a prenderci un tempo che nessuno altrimenti ci concederebbe mai. Un invito a regolare il respiro, a metterci in ascolto prima di tutto di noi stesse, e poi di altre donne, perché alla fine sono loro quelle che ci comprendono per davvero.
Ma va oltre.
È un invito a sederci comodamente su un divano, comodo, morbido, confortevole.
Per raccontare la nostra vita, le nostre emozioni, i nostri mal di pancia, le vittorie e le sconfitte, i giorni che funzionano e quelli che sembrano rotti da buttare, quelli che volano e quelli interminabili, esattamente come faccio io.
Vi aspetto.”

E voi siete arrivate. Tante, tantissime.

Avete letto, commentato, raccontato. Avete affidato a quelle pagine pezzi delle vostre storie e io ho cercato di accoglierli e custodirli con cura.

“Quando soffia il vento del cambiamento, alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento.”

Oggi, ancora una volta, sento che il vento sta soffiando.

Comodamentesedute cambia nome e cambia casa.

Da oggi questo blog porta il mio nome:

Giovanna Fumagalli Biollo.

Il blog rimarrà qui, come uno spazio che custodisce tutto ciò che abbiamo condiviso in questi anni.

Perché Comodamentesedute non è mai stato soltanto il nome di un blog.

È parte della mia storia.

È il luogo in cui ho scritto quando avevo bisogno di restare a galla.

È il luogo in cui ho incontrato tante delle vostre storie.

È il luogo che abbiamo costruito insieme.

E, a pensarci bene, Comodamentesedute sono sempre stata io.

Quella che scrive.
Quella che ascolta.
Quella che racconta.
Quella che si siede, finalmente, e invita anche voi a farlo.

Ma per tutto ciò che verrà, ho scelto una nuova casa.

Da oggi vorrei incontrarvi soprattutto sulla Pagina Facebook Giovanna Fumagalli Biollo, dove continuerò a condividere pensieri, storie, i miei libri, i miei progetti, la mia scrittura e tutto ciò che nascerà lungo il cammino.

Se vi fa piacere continuare a seguirmi, vi aspetto lì. ❤️

👉 Segui la Pagina Facebook Giovanna Fumagalli Biollo

La casa cambia, ma porto con me tutto quello che abbiamo vissuto qui.

E la porta della nuova casa è già aperta.

Vi aspetto. ❤️

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L’estate più calda della mia vita

Nell’estate più calda della mia vita ho salutato mia suocera per l’ultima volta.
Mancavano pochi giorni al compimento dei suoi 90 anni e mi solleva il cuore pensare che ora si trova esattamente dove vorrebbe essere: in compagnia di suo figlio.

Nell’estate più calda della mia vita ho accompagnato un micetto di nome Matisse a intraprendere il suo ultimo viaggio, perché quando la sofferenza dei nostri animali è smisurata abbiamo una responsabilità di misericordia nei loro confronti.
E ne ho riportato indietro un altro, perché per fortuna non era ancora giunta la sua ora.

E cerco di non lamentarmi dei miei due gatti, che non vanno d’accordo tra di loro, e del mio cane, che non va d’accordo con i miei gatti, perché alla fine gli animali gestiscono le relazioni molto meglio di quanto non sappiano fare gli esseri umani.

Nell’estate più calda della mia vita ho creato il più fresco dei rifugi per la mia piccola Angelica: la nostra taverna, dove abbiamo sistemato un bel tappeto, tanti giochi, un milione di libri e il mio amore smisurato per lei, sperando che tutto questo possa convincerla che il mondo, alla fine, da qualunque punto di vista lo si guardi, è sempre un posto meraviglioso in cui vivere.

Nell’estate più lunga della mia vita ho incontrato amiche che mi hanno ricordato quanta vita abbiamo percorso e ci siamo lasciate alle spalle e quanta poca ne rimane ancora da vivere.
Ma va bene così.

Nell’estate più calda della mia vita Guccini se n’è andato, non prima di aver spalancato la porta della mia adolescenza e avermi ricordato quanto era stato capace di convincermi che, cantando forte “Dio è morto”, un po’ il mondo l’avremmo cambiato.”

 Nell’estate più calda della mia vita ascolto e riascolto il nuovo EP di Susanna, in anteprima, e ci piango su ogni volta.
Perché quella capacità di racchiudere in una frase ciò che io, per raccontarla, avrei bisogno di scrivere in un intero libro, giuro, non so dove l’abbia presa.
Ma ringrazio Dio ogni giorno che abbia deciso di farne dono al mondo, che ne abbiamo un bisogno smisurato.

Nell’estate più calda della mia vita ho guardato Everwood, la serie TV più bella dopo This Is Us, e porto con me le parole che mi hanno rapito il cuore.

“Ma tu non sei infelice”
“Qualche volta lo sono”

Nell’estate più calda della mia vita ho letto i libri di Viola Ardone, Il treno dei bambini e Oliva Denaro, e ancora una volta ho imparato che scrivere significa soprattutto arrivare al cuore delle persone, offrire occasioni di riflessione, anche commuoversi, ma sopra ogni altra cosa uscirne, in qualche modo, migliori.

“Le paure sono porte che esistono solo fino a quando non abbiamo il coraggio di attraversarle.”

Nell’estate più calda della mia vita mi sono innamorata delle canzoni di Marco Masini, che mi ha tenuto sempre compagnia negli anni, restando un passo indietro. E oggi ho capito perché.

Perché le canzoni sono così: non vanno bene per tutti i momenti della vita. Ma quando tocca a loro, lo sanno: arrivano puntuali e diventano colonna sonora dei tuoi giorni.

E Ci vorrebbe il mare mi ha avvolto il cuore come un morbido strato di seta, e io l’ho lasciato fare.

Ci vorrebbe il mare che accarezza i piedi
Mentre si cammina verso un punto che non vedi

Nell’estate più calda della mia vita ho programmato un cammino che poi ho deciso di non fare perché, appunto, l’estate più calda della mia vita mi ha decisamente dissuaso.

E ancora non so come abbia fatto, ma ho anche lavorato a nuovi progetti che presto vi racconterò.
Ma per adesso non dico niente.

Nell’estate più calda della mia vita non ho mai smesso di farmi domande, anche se retoriche, senza risposta, inutili e ripetitive, perché alla fine, se non hai più niente da chiedere e da chiederti, ho paura che la vita finisca e dico la verità un po’ ci rimarrei male.

A questo punto vi starete domandando: che cosa c’entrano le marmellate?

C’entrano, c’entrano.

Perché alla fine, nell’estate più calda della mia vita, faccio quello che amo fare ogni estate: preparo marmellate per l’inverno.

Così, quando mi sembrerà di morire di freddo, aprendo il vasetto sentirò il profumo di questi caldi giorni estivi e forse mi dirò:

“Ma perché ti lamentavi tanto di me?”

E voi?
Avete voglia di raccontarmi cosa avete fatto nell’estate più calda della vostra vita? 🥰🥰🥰

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“L’amore non si butta”: quando le parole diventano voce grazie al Libro Parlato Lions.

In ricordo di Irene 💚

C’è un pensiero ricorrente di questi giorni che vorrei condividere con voi.

In questo tempo in cui le presentazioni di “L’amore non si butta” sono sospese, mi accorgo che il mio pensiero non si ferma tanto al libro, quanto alle persone: a coloro che lo hanno letto, a chi lo sta leggendo, a chi non lo ha ancora iniziato per mancanza di tempo o di coraggio, ma so per certo che lo leggerà; a chi lo ha regalato, consigliato, raccomandato; a tutte le persone che hanno trovato un momento per scrivermi, chiamarmi, dedicarmi del tempo per condividere ciò che hanno ricevuto da queste pagine. ❤️❤️❤️

Ma c’è una persona che, suo malgrado, non lo potrà mai leggere.
Sto parlando della mia amica Irene, di cui più volte ho raccontato in questo blog.

È mancata lo scorso anno e proprio questo mese ricorre il suo compleanno, che non ho mai cancellato dal calendario. È rimasto lì, come una carezza discreta che ogni anno torna a ricordarmi quanto sia stato prezioso per me averla conosciuta e aver potuto godere della sua amicizia.
Non è un giorno triste, ma un giorno sospeso, in cui il ricordo si fa un po’ più vicino.

Quando scrivi un libro, è naturale immaginare anche le persone alle quali vorresti consegnarlo.
E io, in qualche modo, avevo immaginato anche lei.

Irene, che ha attraversato la vita con una forza inaudita anche nei momenti più difficili, che non sono stati pochi.
Irene che aspettava l’uscita domenicale dell’articolo del mio blog per condividerlo sui social.

E allora mi sono chiesta: come avrei potuto farle leggere il mio libro, sapendo che era non vedente?

Ebbene, in risposta a questa domanda è arrivato un dono inatteso.

La cara Marzia Consonni, persona speciale che ringrazio di cuore, mi ha chiesto di poter prestare la sua voce al mio libro, leggendo ogni pagina con attenzione e generosità, perché potesse diventare un audiolibro.

Un gesto semplice, eppure profondissimo: ore del suo tempo regalate per trasformare le parole scritte in parole ascoltate.

Attraverso questo gesto ho scoperto una realtà preziosa: il Libro Parlato Lions.

“Il Libro Parlato Lions opera sull’intero territorio nazionale e all’estero, con lo scopo – senza finalità commerciali o lucrative – di diffondere la cultura tra coloro che, per disabilità fisica o sensoriale certificata (anche temporanea), non sono in grado di leggere in modo autonomo: non vedenti, ipovedenti, persone con dislessia, sindrome di Down, SLA e altre condizioni.
Tutti i servizi del Libro Parlato Lions sono gestiti dall’Associazione Amici del Libro Parlato Lions di Verbania, già ONLUS. L’obiettivo è offrire loro cultura, compagnia e inclusione sociale attraverso la distribuzione gratuita in prestito di libri registrati in viva voce.
Le attività del servizio sono svolte con adeguate attrezzature e con la collaborazione di dipendenti e volontari “donatori di voce”, insieme all’Associazione Amici del Libro Parlato per i Ciechi d’Italia del Lions Club Verbania e al supporto del Lions Club Chiavari Host.

Ma che meraviglia.

Che bello pensare che dietro un audiolibro non c’è solo una registrazione, ma una persona che sceglie di donare la propria voce per permettere ad altre persone di accedere alle storie. Persone che, per motivi diversi, non possono leggere un libro stampato.

È un gesto silenzioso, quasi invisibile, ma incredibilmente concreto. Perché apre pagine, apre mondi, apre possibilità.

Dietro ogni audiolibro non c’è solo una voce: c’è un atto di cura.
E il solo pensiero mi commuove.

E mentre penso a tutto questo, mi rendo conto che le parole, quando vengono condivise così, non appartengono più solo a chi le ha scritte: iniziano un viaggio di cui essere grati, che porterà solo bellezza.

E sì, Irene non leggerà mai il mio libro, questo è vero, ma lo leggeranno tanti suoi amici che in qualche modo colmano il vuoto che ha lasciato.

Mentre si avvicina il suo compleanno, mi piace pensare che il modo più vero per ricordarla non sia solo nella nostalgia, ma anche nel bene.

Nel bene che continua a passare da una persona all’altra.
In una voce che legge.
In un’altra che ascolta.
In qualcuno che, senza conoscersi, viene raggiunto da una storia.

Perché alla fine è proprio vero che l’amore non si butta.
Nemmeno quando cambia forma.
Nemmeno quando cambia voce.
Nemmeno quando chi amiamo non può più riceverlo.

Perciò, se conoscete qualcuno a cui vorreste far leggere il mio libro, sapendo che non può farlo, ricordate che esiste sempre un altro modo: sedersi accanto a quella persona e leggere ad alta voce, oppure affidarsi al Libro Parlato Lions, dove le parole diventano voce e la voce diventa presenza.