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“L’amore non si butta”: quando le parole diventano voce grazie al Libro Parlato Lions.

In ricordo di Irene 💚

C’è un pensiero ricorrente di questi giorni che vorrei condividere con voi.

In questo tempo in cui le presentazioni di “L’amore non si butta” sono sospese, mi accorgo che il mio pensiero non si ferma tanto al libro, quanto alle persone: a coloro che lo hanno letto, a chi lo sta leggendo, a chi non lo ha ancora iniziato per mancanza di tempo o di coraggio, ma so per certo che lo leggerà; a chi lo ha regalato, consigliato, raccomandato; a tutte le persone che hanno trovato un momento per scrivermi, chiamarmi, dedicarmi del tempo per condividere ciò che hanno ricevuto da queste pagine. ❤️❤️❤️

Ma c’è una persona che, suo malgrado, non lo potrà mai leggere.
Sto parlando della mia amica Irene, di cui più volte ho raccontato in questo blog.

È mancata lo scorso anno e proprio questo mese ricorre il suo compleanno, che non ho mai cancellato dal calendario. È rimasto lì, come una carezza discreta che ogni anno torna a ricordarmi quanto sia stato prezioso per me averla conosciuta e aver potuto godere della sua amicizia.
Non è un giorno triste, ma un giorno sospeso, in cui il ricordo si fa un po’ più vicino.

Quando scrivi un libro, è naturale immaginare anche le persone alle quali vorresti consegnarlo.
E io, in qualche modo, avevo immaginato anche lei.

Irene, che ha attraversato la vita con una forza inaudita anche nei momenti più difficili, che non sono stati pochi.
Irene che aspettava l’uscita domenicale dell’articolo del mio blog per condividerlo sui social.

E allora mi sono chiesta: come avrei potuto farle leggere il mio libro, sapendo che era non vedente?

Ebbene, in risposta a questa domanda è arrivato un dono inatteso.

La cara Marzia Consonni, persona speciale che ringrazio di cuore, mi ha chiesto di poter prestare la sua voce al mio libro, leggendo ogni pagina con attenzione e generosità, perché potesse diventare un audiolibro.

Un gesto semplice, eppure profondissimo: ore del suo tempo regalate per trasformare le parole scritte in parole ascoltate.

Attraverso questo gesto ho scoperto una realtà preziosa: il Libro Parlato Lions.

“Il Libro Parlato Lions opera sull’intero territorio nazionale e all’estero, con lo scopo – senza finalità commerciali o lucrative – di diffondere la cultura tra coloro che, per disabilità fisica o sensoriale certificata (anche temporanea), non sono in grado di leggere in modo autonomo: non vedenti, ipovedenti, persone con dislessia, sindrome di Down, SLA e altre condizioni.
Tutti i servizi del Libro Parlato Lions sono gestiti dall’Associazione Amici del Libro Parlato Lions di Verbania, già ONLUS. L’obiettivo è offrire loro cultura, compagnia e inclusione sociale attraverso la distribuzione gratuita in prestito di libri registrati in viva voce.
Le attività del servizio sono svolte con adeguate attrezzature e con la collaborazione di dipendenti e volontari “donatori di voce”, insieme all’Associazione Amici del Libro Parlato per i Ciechi d’Italia del Lions Club Verbania e al supporto del Lions Club Chiavari Host.

Ma che meraviglia.

Che bello pensare che dietro un audiolibro non c’è solo una registrazione, ma una persona che sceglie di donare la propria voce per permettere ad altre persone di accedere alle storie. Persone che, per motivi diversi, non possono leggere un libro stampato.

È un gesto silenzioso, quasi invisibile, ma incredibilmente concreto. Perché apre pagine, apre mondi, apre possibilità.

Dietro ogni audiolibro non c’è solo una voce: c’è un atto di cura.
E il solo pensiero mi commuove.

E mentre penso a tutto questo, mi rendo conto che le parole, quando vengono condivise così, non appartengono più solo a chi le ha scritte: iniziano un viaggio di cui essere grati, che porterà solo bellezza.

E sì, Irene non leggerà mai il mio libro, questo è vero, ma lo leggeranno tanti suoi amici che in qualche modo colmano il vuoto che ha lasciato.

Mentre si avvicina il suo compleanno, mi piace pensare che il modo più vero per ricordarla non sia solo nella nostalgia, ma anche nel bene.

Nel bene che continua a passare da una persona all’altra.
In una voce che legge.
In un’altra che ascolta.
In qualcuno che, senza conoscersi, viene raggiunto da una storia.

Perché alla fine è proprio vero che l’amore non si butta.
Nemmeno quando cambia forma.
Nemmeno quando cambia voce.
Nemmeno quando chi amiamo non può più riceverlo.

Perciò, se conoscete qualcuno a cui vorreste far leggere il mio libro, sapendo che non può farlo, ricordate che esiste sempre un altro modo: sedersi accanto a quella persona e leggere ad alta voce, oppure affidarsi al Libro Parlato Lions, dove le parole diventano voce e la voce diventa presenza.

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L’inverno del 2026

Amiche care,
eccomi di nuovo con la rubrica delle quattro stagioni.

Non so come la pensiate voi, ma questo inverno del 2026 mi sembra il più lungo e il più freddo di tutti quelli che ricordo.
Un freddo che entra nelle ossa e dal quale non c’è modo di liberarsi;
giornate così corte che fa subito buio e pensieri malinconici che restano imprigionati e faticano a prendere il volo.
Sono davvero stanca di starci dentro.
Speravo che l’interminabile Gennaio si portasse via almeno un po’ di gelo, ma a quanto pare mi sbagliavo.

Proprio per non lasciarmi — e non lasciarvi — scivolare nella malinconia, ho pensato, come avevo scritto nell’articolo che parlava dell’estate
https://comodamentesedute.com/2025/09/07/lestate-del-2025/
che l’unico modo per reagire sia raccontarci le cose belle che, nonostante la stagione fredda, abbiamo vissuto.

Vi racconto le mie e poi, naturalmente, vi invito a fare lo stesso.

L’inverno mi ha regalato tanti bellissimi incontri di presentazione del mio libro L’amore non si butta.
Il primo a Olgiate Molgora, il mio paese, che mi ha riservato un’accoglienza e un affetto che non potrò mai dimenticare.

Poi il prezioso sabato pomeriggio a Missaglia, con l’amica counselor e bibliotecaria Angela Isella, che mi ha accompagnata con le sue domande di senso attraverso un percorso dentro il mio libro davvero emozionante.

https://www.casateonline.it/notizie/152471/missaglia-il-libro-di-giovanna-fumagalli-biollo-presentato-in-sala-civica

La presentazione in biblioteca a Valgreghentino, insieme alla dolcissima Francesca, che ringrazio per la delicatezza, l’ascolto e la cura con cui mi ha accompagnata.

https://www.facebook.com/biblioteca.valgreghentino/posts/-che-cosa-meravigliosa-leggere-un-libro-che-ti-entra-nel-cuore-e-che-ti-sussurra/926177319764742/

E la presentazione nella biblioteca di Brivio, con la spumeggiante Alice, che mi ha accolta con entusiasmo, affetto e una presenza capace di mettere subito a proprio agio.

https://www.facebook.com/share/p/1ANyXKzjaw/

Incontri diversi, ma uniti dalla stessa sensazione: sentirsi nel posto giusto per condividere parole che raccontano di tanta vita.
Ho ascoltato storie di chi come me sta cercando o ha trovato il proprio modo di stare al mondo con una ferita nel cuore e prova con i suoi tempi, a fare ritorno alla vita.

La seconda bellissima notizia riguarda la mia terzogenita Susanna, che prosegue il suo percorso musicale con una nuova canzone che non potrete fare a meno di ascoltare infinite volte, perché, come sempre, lei arriva dritta al cuore.

Dietro la schiena
https://www.youtube.com/watch?v=MOk6XNgt9sA

E infine, ultimo ma non ultimo, il terzo momento racchiude tutti gli istanti preziosi trascorsi con la mia famiglia, ma soprattutto con la mia nipotina Angelica, luce dei miei occhi.

In tanti mi avevano raccontato la bellezza di diventare nonna, ma ho imparato che questa sensazione va vissuta per poterla comprendere fino in fondo. 🥰🥰

Allora, amiche?
Adesso mi raccontate i vostri tre momenti belli dell’inverno?
Sono sicura che ci sono e io non vedo l’ora di leggerli. 😍😍

Vi abbraccio, e a presto con l’articolo sulla primavera.

E, se ancora non l’avete fatto, vi invito a leggere il mio libro, che potete acquistare qui

<a href=”https://linktr.ee/giovannafumagallibiollo?utm_source=linktree_profile_sharehttps://linktr.ee/giovannafumagallibiollo?utm_source=linktree_profile_share<sid=0516e2b4-d97b-4d13-b775-0ac2c6b31362

oppure presso la Libreria La Torre – Mondadori Bookstore Merate

o trovare in tantissime biblioteche del territorio (se non c’è, proponetene l’acquisto!).

https://lecco.biblioteche.it/opac/detail/view/lc:catalog:674638

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L’amore non si butta: ricominciare a ogni età

Accettare che non possiamo sapere cosa ci riserva il futuro, ma che possiamo adoperarci affinché somigli il più possibile a ciò che avevamo sognato, salvo essere pronti ad adattarci nel caso qualcosa andasse storto. Perché quello storto lì, a volte, è molto più dritto di quanto non avremmo mai immaginato. Sarà una vita zoppa, manchevole, amputata, ma sarà pur sempre vita, sarà pur sempre quel contenitore svuotato di tanta bellezza dove, per assurdo, si è creato un nuovo spazio da riempire con altrettanto splendore.
L’ amore non si butta

Nelle scorse settimane ho avuto il privilegio di presentare il mio libro “L’ amore non si butta”  a due gruppi davvero speciali: Allenalamente di Olgiate Molgora e lo Spazio Anziani di Montevecchia.

Questi gruppi sono composti da persone anziane che si ritrovano una volta la settimana per trascorrere insieme del tempo di qualità e combattere la solitudine.
Sono coordinati dalla bravissima Silvia Tricarico, operatrice sanitaria che con grande passione, è riuscita a creare uno spazio accogliente, dove ci si sente ascoltati, compresi e valorizzati.

Durante il nostro incontro, ho condiviso la mia esperienza di lutto con loro raccontando di come, dopo la morte di una persona cara, sia possibile ritrovare la forza di vivere, anche quando sembra che il mondo intorno a noi si stia sgretolando.
Ma quando mi sono messa in ascolto delle loro testimonianze, così intense e commoventi, mi sono resa conto di quanto sia ancora più faticoso provare a ricominciare quando l’età è avanzata.

Il lutto è sempre un tema delicato da affrontare, ma lo è ancor di più se riguarda persone anziane che spesso devono fare i conti con la perdita di un amore dopo una vita intera condivisa o addirittura di un figlio venuto a mancare ancora giovane.
Per loro, il lutto non è soltanto la morte di una persona amata, ma anche la fine di una parte di sé.
Molti fanno fatica a parlare del proprio dolore per tante ragioni.
Perché la generazione a cui appartengono ha insegnato loro che la sofferenza è un fardello di cui non potersi lamentare, perché non è opportuno appesantire i propri cari con la tristezza, e perché è meglio tacere piuttosto che correre il rischio di non essere compresi.

Quell’assenza, li priva anche di una routine rassicurante, fatta di piccoli gesti quotidiani, di parole gentili e rimproveri affettuosi, sempre colmi della presenza dell’altro. E quando tutto questo scompare, la solitudine diventa insopportabile.
Si fa fatica a guardare avanti quando tutto richiama il passato, quando i ricordi sono così lucidi e vivi che ti pare di viverci dentro ancora e ancora come le scene di un film che non smetteresti mai di riguardare.
Ti dicono di andare avanti a piccoli passi, ma ogni passo è una fatica enorme.
Cosa rimane?
Rimane una visita quotidiana al cimitero, nel tentativo di trovare un po’ di conforto,  una foto sul comodino, alla quale confidare segreti che in vita non si era mai osato raccontare e dispiacersi un po’ per questo e poi rimangono loro, i ricordi, che non solo danno un senso a ciò che è stato, ma aiutano a mantenere vivo un legame che ha cessato di esistere.

E quando comincia un nuovo giorno, si torna nell’orto, si va a trovare i nipoti, si fa la spesa, si esce per una passeggiata, perché alla fine ricominciare non significa riempire completamente il vuoto lasciato dalla perdita, ma andare alla ricerca di nuove modalità che insegnino come convivere con il dolore: concedersi spazio per la tristezza e, allo stesso tempo, permettersi di riconoscere e accogliere i momenti di serenità che ancora possono arrivare.

Pensa un po’: mi sono presentata a loro con il mio libro tra le mani e la pretesa di raccontare qualcosa, e me ne sono tornata a casa con le tasche piene di saggezza e il cuore colmo di una tenerezza infinita e di un’immensa gratitudine.

Accade anche questo quando parlo del mio libro.

L’ amore non si butta