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C’è un tempo per nascere e un tempo per morire

Nascere e morire sono esperienze che toccano ogni essere vivente.
Eppure, mentre celebriamo la nascita come un miracolo luminoso, facciamo spesso fatica ad accogliere la morte come parte della vita.
La evitiamo, rifuggendone ogni occasione in cui si potrebbe provare a parlarne.

Il 2 Novembre è proprio uno di quei giorni, perché si celebra la Commemorazione di tutti i defunti.

Un giorno che potrebbe aiutarci a riflettere, a fermarci, ad ascoltare ciò che abbiamo perduto e ciò che resta.

Ma anziché farne un’occasione di riflessione, capita che la si trascorra migrando di cimitero in cimitero, come a svolgere un compito ingrato dal quale rifuggire al più presto, per fare ritorno alla confortante quotidianità.

Abbiamo timore della morte, ma forse è proprio il silenzio a renderla così spaventosa. Parlare del dolore, del vuoto, di ciò che rimane, è un modo per guarire e per fare pace con la paura.

“L’amore non si butta”, in uscita il 7 Novembre, vuole essere anche questo:
un invito gentile a non chiudersi, a raccontare ciò che significa lasciar andare qualcuno, credere di morire insieme a lui tanto è grande il dolore, e poi scoprire che dentro di noi esiste una forza potente che ci spingerà a rinascere. Sempre.

E voi amiche care?
Come vivete il ritorno al cimitero?
È un gesto che vi fa paura, o vi consola?
Se vi va, potete raccontarlo.

Le parole, quando si incontrano, accarezzano anche ciò che fa male.

Vi auguro di quel che resta una buona domenica e vi ricordo che potete preordinare “L’amore non si butta” nelle librerie oppure su Amazon attraverso questo link:

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Le cene d’estate

Abbiamo un piccolo pergolato che mio marito adorava.

Appena la bella stagione si profilava, anzi qualche volta anche prima, con indosso una felpa o un golfino, si cenava fuori.

Usciva dall’ufficio, si metteva in auto e mi chiamava: “Ceniamo sul pergolato stasera?”

Era la sua maniera di sentirsi già un po’ a casa, perché il viaggio di ritorno non era tanto breve.

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L’altalena della vita, tra passato e futuro

C’è qualcosa che mi manca tanto della vita con mio marito e in questi giorni, la frase di una canzone di Gazzelle che amo molto, me la ricorda di continuo.

Vorrei guardare il passato con te

Durante i dopocena, quando i figli si ritiravano nelle loro stanze e a noi rimanevano la tavola da sparecchiare, il caffè da sorseggiare e le storie da raccontare, o nelle calde sere d’estate mentre ci godevamo la frescura della sera comodamente seduti nel nostro pergolato, ogni tanto ci concedevamo di guardare il nostro passato, la nostra vita insieme, i ricordi che avevamo creato con impegno e tenacia.

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