L’amore in fondo ai piedi

Pubblicato su Confidenze N 9 Febbraio 2019

Forse con i figli bisogna tenere la giusta distanza,

quella che basta a farli camminare da soli,

senza allontanarci troppo, nel caso avessero bisogno.

“Se andate avanti così tu e Carla, sai dove andrà a finire il mio amore per Walter? In fondo ai piedi!”

Arianna mi urla questa frase in faccia e se ne va in camera sbattendo la porta.

Io rimango lì, immobile e inebetita, ancora indecisa se arrabbiarmi, disperarmi, o fare entrambe le cose.

Non so se mi hanno ferita maggiormente le parole che ha pronunciato, il tono che ha usato o la porta che sbattendo ha fatto tremare le mura di questa casa.

Quello che so è che assieme a mio marito due anni fa se ne è andata anche la mia bussola, colui che sapeva perfettamente tenere in equilibrio la storia di questa famiglia e io mi sento ogni giorno sempre più sola e impotente di fronte a ogni decisione da prendere.

Ecco perché mi sono legata ancora di più a Carla, la mia amica da sempre, anche lei rimasta sola da molti più anni di me. Carla è sempre stata al mio fianco, e ci siamo spalleggiate a vicenda nel corso degli anni ogni volta che c’era da affrontare un problema. Con lei ho attraversato l’adolescenza dei nostri figli, l’accudimento dei genitori e infine la perdita dolorosa dei nostri mariti.

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Un bambino non infrange i sogni

I CONTENUTI DEL MIO BLOG: CONCORSI LETTERARI

Concorso letterario “Scrivere Donna” 2010/11
NEOS EDIZIONI

“…perché ogni figlio che mettiamo al mondo ci rende invincibili verso le prove a cui la vita ci sottopone ogni giorno”

“Non potevi stare più attenta?”.

La frase non è tra le più felici, purtroppo me ne rendo conto soltanto dopo averla pronunciata e lo sguardo di mia figlia è più eloquente di qualunque risposta.

“Marta mi dispiace non volevo dire questo” dico cercando di rimediare all’offesa.

“Lascia stare mamma, tanto lo so che è proprio quello che pensi”.

Guardo la donna che ho di fronte e fatico a convincermi che sia mia figlia, visto che non abbiamo niente in comune, nemmeno la somiglianza fisica.

Avevo vent’anni quando è nata, ero piena di sogni e progetti, volevo laurearmi, andare all’estero, trovare un lavoro gratificante e non sarebbe stato certo un figlio a fermarmi.

D’altro canto mi ero lasciata abbindolare dagli occhi più azzurri che avessi mai incontrato e avevo pagato caro quel momento di debolezza. Se non ci fosse stata mia madre non so come avrei fatto, praticamente Marta l’ha cresciuta lei.

E’ diventata una splendida donna, ma ha fatto scelte completamente distanti dalle mie. A ventidue anni ha conosciuto Stefano e si è innamorata follemente, ha abbandonato gli studi nonostante io fossi contraria, si è trovata un lavoro, e nel giro di un anno non solo si è sposata, ma addirittura è rimasta incinta subito.

Ed è nata Silvia, la mia nipotina che ora ha cinque anni. Speravo che le bastasse una figlia, com’era bastata a me. E invece, dopo due anni è rimasta incinta di nuovo ed è nato Tommaso.

Io mi sono sempre stupita di come potessero essere felici nonostante questa vita mediocre, fatta di sacrifici e di notti in bianco.

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Amina nipote prediletta

Pubblicato su Confidenze N. 36 Settembre 2007

Non basta amare un figlio per renderlo felice,
ma è necessario rispettare le sue scelte,
pur sapendo che potrebbe sbagliare
.

Dedicato a tutte le zie del mondo, guai se non ci fossero.

“Ciao Giudy sei in partenza?”

Mentre carico il trolley in auto, non ho bisogno di voltarmi per sapere che è la mia vicina a farmi questa domanda.

 “Sì Antonia, vado qualche giorno da mio fratello, perché si laurea mia nipote Aurora”.

Io vivo e lavoro a Lecco, mentre Guido, mio fratello gemello al quale sono legatissima, si è trasferito in Valtellina quando ha sposato Adele.
Salgo in macchina e via, mi aspetta un bel viaggio, ma conto di arrivare per l’ora di cena.
Mio fratello e sua moglie vivono in una graziosa villetta in fondo al paese, Guido è medico condotto, mentre Adele ha messo in un cassetto la sua laurea in architettura per seguire i loro tre figli: i gemelli Alberto e Aurora che hanno 25 anni, e la piccola Amina che compie 15 anni il mese prossimo.
Alberto studia per diventare medico come suo papà, ma la strada è ancora lunga, mentre Aurora si laurea in Farmacia. Amina è la mia prediletta, mi somiglia anche fisicamente e le ho fatto da madrina quando è stata battezzata.
Io sono assistente sociale e amo molto questo lavoro che assorbe gran parte della mia giornata e purtroppo anche della mia vita. Ho passato la cinquantina da un pezzo e sto cominciando a rassegnarmi alla mia condizione di single.
Tutto l’amore che mi è rimasto dentro, l’ho riversato sui miei nipoti, e oggi sono la mia ragione di vita anche se li vedo poche volte all’anno.

Lo squillo del cellulare mi distoglie dai pensieri.

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