L’amore in fondo ai piedi

Pubblicato su Confidenze N 9 Febbraio 2019

Forse con i figli bisogna tenere la giusta distanza,

quella che basta a farli camminare da soli,

senza allontanarci troppo, nel caso avessero bisogno.

“Se andate avanti così tu e Carla, sai dove andrà a finire il mio amore per Walter? In fondo ai piedi!”

Arianna mi urla questa frase in faccia e se ne va in camera sbattendo la porta.

Io rimango lì, immobile e inebetita, ancora indecisa se arrabbiarmi, disperarmi, o fare entrambe le cose.

Non so se mi hanno ferita maggiormente le parole che ha pronunciato, il tono che ha usato o la porta che sbattendo ha fatto tremare le mura di questa casa.

Quello che so è che assieme a mio marito due anni fa se ne è andata anche la mia bussola, colui che sapeva perfettamente tenere in equilibrio la storia di questa famiglia e io mi sento ogni giorno sempre più sola e impotente di fronte a ogni decisione da prendere.

Ecco perché mi sono legata ancora di più a Carla, la mia amica da sempre, anche lei rimasta sola da molti più anni di me. Carla è sempre stata al mio fianco, e ci siamo spalleggiate a vicenda nel corso degli anni ogni volta che c’era da affrontare un problema. Con lei ho attraversato l’adolescenza dei nostri figli, l’accudimento dei genitori e infine la perdita dolorosa dei nostri mariti.

Abbiamo anche riso tanto insieme, e credo che il Padreterno alla fine ci abbia fatto  un grande regalo: quello di far innamorare Walter, il figlio di Carla con Arianna la mia secondogenita.

Prima di lei ho avuto Valentina che vive sola e proprio non ci pensa nemmeno un po’ a mettere su famiglia, invece Carla ha perso due bambini prima di avere Walter ed è rimasto il suo unico figlio al quale è sempre stata legatissima, soprattutto dopo la morte di suo marito.

Senza che ce lo dicessimo, in fondo al cuore abbiamo sempre accarezzato l’idea di  condividere gli stessi nipoti e alla fine è accaduto veramente. Il mio rammarico più grande è che i nostri mariti non hanno potuto godere dell’amore di questa coppia così bella e adesso che fervono i preparativi per il matrimonio, la loro mancanza si sente moltissimo, soprattutto mi manca la pacatezza con la quale mio marito Armando sapeva gestire le situazioni difficili.

Sono settimane che Arianna è nervosa, non le va bene niente e io non so proprio cosa fare, soprattutto perché mi sono resa conto che lei e Carla non vanno affatto d’accordo.

Due anni fa, Carla ha proposto di alzare di un piano la loro casa per ricavare un appartamento e nonostante Arianna fosse inizialmente titubante, alla fine ha accettato, consapevole del dono privilegiato che le veniva offerto. Io naturalmente l’avevo spinta in quella direzione pregustando già i pomeriggi che Carla e io avremmo trascorso a cucire trapunte e a preparare enormi scorte di cibo che avremmo stipato nel loro freezer.  

All’inizio, quando Carla si è offerta di seguire i lavori, Arianna ha accettato di buon grado, aveva appena cominciato a lavorare e non poteva permettersi di prendere giorni di ferie e ore di permesso. Poi però, ogni decisione che prendeva Carla, non le andava bene, teneva il muso per giorni, e Walter con la sua santa pazienza, ci metteva tutto l’impegno possibile per appianare le divergenze.

Anch’io le dicevo di essere più tollerante, che Carla è una brava persona e tutto quello che stava facendo, lo faceva soltanto per la loro felicità, in cuor mio ero davvero contenta che si occupasse di così tante cose, e non perdevo occasione di dire ad Arianna quanto fosse ingrata nei suoi confronti.

“Tu non ti rendi conto del regalone che vi ha fatto. Avresti preferito caricarti di un mutuo ventennale e andare a vivere in un appartamento in condominio?”

Comunque tra una polemica e l’altra la casa è finalmente pronta, ora manca solo l’arredamento e si può cominciare a pianificare una data di matrimonio. Naturalmente ho già fatto due o tre proposte ad Ari ma figuriamoci, non mi ha nemmeno ascoltata dicendo che la decisione della data è soltanto sua e di Walter.

La situazione poi è degenerata oggi, quando è passata da casa a prendere due misure per ordinare il divano e ha trovato la nostra sorpresa: le tende nuove di zecca appese alle finestre. E’ andata su tutte le furie e io mi sto ancora chiedendo la ragione. Ci abbiamo messo settimane io e Carla a scegliere i tessuti, cucirle, ricamarle e fargliele trovare appese.

Assaporavamo il momento in cui le avrebbero trovate e ci avrebbero chiamato commossi per un simile regalo, pensando a tutto il lavoro e i soldi che avrebbero risparmiato.

Invece lei è tornata a casa furiosa.

“Hai detto qualcosa a Carla?” le ho chiesto preoccupata sapendo quanto sia permalosa quella donna.

“Certo! Mi sono fermata al piano di sotto, le ho suonato e le ho detto tutto quello che mi tenevo dentro da mesi! Mamma se la casa è sua può farne quello che vuole, ma se è mia e di Walter, che ci lasci decidere in santa pace come la vogliamo arredare. Altro che dono, quello è un dono avvelenato! Io e Walter non facciamo altro che litigare per causa vostra!”.

Povera me. Spero che Walter stia sistemando le cose altrimenti qui succede un putiferio. Non posso chiamare Carla, non mi sento pronta ad affrontarla. E poi sono preoccupata per le parole che mi ha detto Arianna.

Cosa significa l’amore in fondo ai piedi? Che non lo ama più per colpa nostra?

Continuo a pensarci e ripensarci e alla fine corro da Valentina a vuotare il sacco.

Contrariamente a quanto pensavo lei mi ascolta fino in fondo e poi scoppia in una fragorosa risata.

“Mamma mi fai quasi tenerezza, ma cosa credevate di fare voi due? Ti sembra che Arianna sia la persona che si commuove perché le avete messo le tende in casa? Lo so che tu e Carla fate tutto con le migliori intenzioni, ma loro hanno tanti progetti in testa e chiedono soltanto di poterli realizzare. Insomma stiamo parlando del loro futuro mica del vostro. Sono sicura che vi sono immensamente grati per tutto ciò che avete fatto e che farete, ma quando in una storia si è dentro in troppi, le cose faticano a funzionare. E’ già impegnativo andare d’accordo in due, figuriamoci se si mettono in mezzo le suocere!”

Mentre torno a casa rimugino sulle parole di Vale e non so come mai mi torna in mente la mia di suocera che i primi tempi del nostro matrimonio aveva fatto proprio la stessa cosa con me e Armando, cacciava il naso in ogni nostra decisione e alla fine mi ero talmente stufata che avevo detto a mio marito di scegliere tra lei e me.

Negli anni a venire Armando mi aveva confidato che questo ultimatum l’aveva fatto soffrire moltissimo.

Ma io non sono così, voglio bene a Walter e l’ultima cosa che desidero è proprio essere la causa dei loro bisticci. Devo andare subito da Carla e parlare con lei.

La trovo seduta sul divano con gli occhi rossi, mi fa tanta tenerezza la mia amica. E’ invecchiata e non me ne sono accorta, lei probabilmente pensa lo stesso di me, ma tra amiche non sempre si ha voglia di parlare di rughe e menopausa.

Noi ci concediamo qualche pizza, un bel cinema ogni tanto, anche un viaggetto se capita l’occasione e poi facciamo dei sogni e ce li raccontiamo, diventare nonne dello stesso nipotino, crescerlo, che male c’è a cercare ancora un pezzetto di felicità?

Mi siedo accanto a lei e prendo una mano tra le mie.

“Lucia l’abbiamo combinata grossa stavolta che dici? Tua figlia si è proprio incavolata di brutto!”

“Sai cosa dice Valentina? Che la famiglie di origine sono un recinto che protegge ma anche una gabbia che intrappola.  Forse tu e io siamo state troppo sia l’una che l’altra cosa. Abbiamo cresciuto i nostri figli dentro un recinto di amore e protezione e poi senza rendercene conto l’abbiamo trasformato a poco a poco in una gabbia dalla quale faticano a uscire”.

Avevo così paura che Arianna potesse commettere errori, che mi sono messa al suo fianco sempre con il consiglio pronto in tasca, per timore che non ce la potesse fare a vivere la sua vita e a compiere le sue scelte senza farsi del male.

Forse però con i figli bisogna tenere la giusta distanza, quella che basta a farli camminare da soli, senza allontanarci troppo, nel caso avessero bisogno.

Ci abbracciamo senza bisogno di tante parole Carla ed io, grate nonostante tutto, di avere ancora del tempo per aggiustare le cose e vedere felici i nostri figli.

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