Poi accade che dopo un’attesa lunga nove mesi, un’attesa differente da quella che hai sperimentato tu, vissuta da lontano eppure incredibilmente vicina, un’attesa di giorni sospesi tra l’ansia e la gioia, tra l’inquietudine e lo stupore, una mattina di autunno tiepido, una bambina di nome Angelica viene al mondo e stravolge per sempre le priorità della tua vita.
E’ arrivata come un dono dal cielo senza che abbia fatto nulla per meritarla, e tutte quelle domande rimaste troppo a lungo in sospeso, improvvisamente hanno trovato una risposta di senso.
Perché il giorno in cui il Cielo ti elargisce un simile dono, comprendi tante cose.
Che nonostante siano più gli anni che hai vissuto che quelli che ti rimangono da vivere, e il tuo corpo ti ricorda che il tempo è volato via veloce, sei pronta ad andare incontro a questa avventura meravigliosa con il cuore stracolmo di gratitudine.
Che questo è l’impegno più sensato, più prezioso, più sorprendente che vorrai prendere da qui in avanti.
Che questa sarà la costruzione di una storia mai narrata prima, e qualcosa ti dice che potrebbe essere la più bella mai vissuta fino ad ora.
Ma soprattutto, comprendi che tutto quell’amore rimasto così a lungo dentro il tuo cuore rischiando di avvizzire, ora può riprendere vita e tornare finalmente in circolo.
Buona vita piccola Angelica!
Che sia io la tua estate
Che io sia la tua estate Quando l’estate sarà lontana! E la tua musica, quando allodola E pettirosso taceranno! Saprò evitare la tomba e fiorirò per te E seminerò promesse di fiori Ovunque! Ti prego coglimi – Anemone – Tuo fiore – per sempre!
Saranno gli anni che passano, o la consapevolezza che ogni giorno vissuto è un regalo grande che non va mai buttato via, o ancora la confortante sensazione di gratitudine che provo per ogni esperienza che mi è data di celebrare.
Insomma per tutte queste ragioni e altre ancora oggi ho deciso di creare una nuova rubrica che ho intitolato le quattro stagioni.
Ormai l’estate del 2025 volge velocemente al termine e ci stiamo incamminando verso l’autunno, ma prima di salutare definitivamente questa calda e colorata stagione, mi piace l’idea di fermarla per un momento e con tre punti, ricordarmi perché non la dimenticherò e invitare voi, amiche care, a fare lo stesso, se vi va.
Inutile dire quanto mi mancate, quanto mi mancano i vostri messaggi, le vostre mail, tutte quelle parole di incoraggiamento che fanno così bene al cuore e che dovremmo seminare sempre con generosità, affinché ogni essere umano possa goderne. 💚💚
La mia assenza non è stata vana, come vi avevo preannunciato nell’ultimo post, ho lavorato a un progetto speciale che ormai è quasi terminato e non vedo l’ora di raccontarvelo, ma vi chiedo ancora un attimo di pazienza.
Però nel frattempo, siccome ormai mi conoscete e sapete che se mi imbatto in una cosa bella poi non vedo l’ora di condividerla, oggi oltre a un saluto voglio raccontarvi dell’ultimo cammino che ho fatto questa settimana, davvero, davvero speciale.
Se siete in un momento della vostra vita in cui state trascurando l’aspetto spirituale che in passato non era mai venuto meno, questa è un’occasione bellissima per riavvicinarvi.
Il sentiero di Maria è un pellegrinaggio che parte dall’antica Basilica di San Zeno a Verona e termina al Santuario della Madonna della Corona, situato a 774 metri sul mare.
Io l’ho percorso in tre giorni, sì faceva molto caldo, ma gran parte dell’itinerario per fortuna si snoda lungo le fresche sponde del fiume Adige e nei boschi dove l’ ombra vi permetterà di camminare più agevolmente.
Ecco l’itinerario
PRIMA TAPPA
VERONA-BUSSOLENGO 17 km
Sono partita da Verona verso le 8.30 e subito mi sono ritrovata in compagnia del fiume Adige che con il suo scorrere lento ha accompagnato i miei passi e i miei pensieri lungo tutta la giornata. La tappa è praticamente tutta in pianura, ci vogliono 5 ore ma io ne ho avuto bisogno di una in più perché lungo il tragitto si incontrano tante piccole chiese che impongono una visita che ristora e rinfranca. Arrivata a Bussolengo ho raggiunto l’albergo http://www.albergoaiperseghi.it/ dove la gentile Sara mi ha accolto con acqua fresca, succo di frutta e simpatia. A Bussolengo c’è il Santuario della Madonna del perpetuo Soccorso https://www.santuariobussolengo.it/ che regala a chiunque lo desideri, l’occasione bella di ringraziare, chiedere, offrire.
SECONDA TAPPA
BUSSOLENGO – RIVOLI VERONESE 18 KM Il segreto è partire presto la mattina. Alle 6 ero già in cammino e a quell’ora tutto il silenzio e la pace che ti circondano hanno un valore inestimabile. Il cammino riprende dal Santuario e risale l’argine sinistro nuovamente in compagnia del fiume Adige. Anche lungo questo percorso non mancano chiese e monumenti impregnati di fede che non smettono di sorprendere i pellegrini. A Rivoli Veronese ho alloggiato alla https://locandaalmuseo.it/assolutamente consigliato, dove ho anche cenato e goduto il meritato riposo. E sì Rivoli è davvero ventosissima.
TERZA TAPPA
RIVOLI VERONESE – SANTUARIO DELLA CORONA 15,5 KM
Il fiume Adige è ormai lontano, è tempo di salita e questa è sicuramente la tappa più impegnativa. Però la salita è dolce e le strade facilmente percorribili, è un itinerario consentito a tutti e permette di raggiungere il santuario in circa 5 ore di cammino. E poi mentre percorri gli ultimi metri a un certo punto lo vedi, anzi è lui che vede te: il Santuario della Madonna della Corona,https://www.madonnadellacorona.it/ luogo di silenzio e di meditazione, un gioiello incastonato nella montagna sospeso tra cielo e terra, celato nel cuore delle rocce del Monte Baldo e io fatico a credere che possa essere soltanto opera umana.
Appena varco la soglia della chiesa, è come se qualcuno mi dicesse: “Ce ne hai messo di tempo ad arrivare, ma finalmente sei qui”. Si sono qui ho pensato. Sono qui e non vorrei essere altrove.
“Davvero, dovrei raccontare queste cose? Queste sono cose che non si raccontano, cose assai semplici, che occorre aver vissuto in prima persona”
Durante il ritorno a casa il cuore si è fatto più leggero. Il corpo è affaticato, ma sfidare i miei limiti è qualcosa a cui non riesco a rinunciare, perché mi fa sentire incredibilmente viva e felice di esserlo. Questi cammini mi impongono di guardarmi dentro, chiedermi chi sono, dove sto andando e qual è il senso della mia storia su questa terra. E’ difficile porsi queste domande nella faticosa quotidianità che affrontiamo giorno dopo giorno, ma ritagliarsi una piccola fuga non solo dal luogo nel quale viviamo, ma anche e soprattutto dai nostri pensieri più esigenti che richiedono di continuo soluzioni e strategie per stare dentro questo mondo cosi complicato che fa tanta paura, ci costringe a fare spazio a pensieri belli, nobili, gentili e generosi.
Questa estate già avanzata regala giornate più lunghe, tempo in più che sarebbe un peccato buttare. Ritagliatevene un po’, anzi andatevelo a prendere, rubatelo, pretendetelo. Perché ve lo meritate. Siate le prime a crederci e piano piano ci crederanno anche gli altri. Vi abbraccio. A prestissimo con altre belle novità.
E se avete voglia di raccontarmi cosa ne fate del tempo rubato, io non vedo l’ora di leggervi.