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M come mare M come meraviglia

Sono andata qualche giorno al mare con tre splendide adolescenti, mia figlia e due tra le sue amiche più care, Letizia e Maria.

In realtà si è trattata di una mini-vacanza, di quelle organizzate in breve tempo senza troppe pretese né aspettative, con il solo desiderio di  regalarsi uno spicchio di estate.

Amo la montagna, ma devo ammettere che rimango sempre meravigliata da questa infinita distesa d’acqua che è il mare, esercita su di me un potere benefico, soprattutto durante la passeggiata all’alba lungo la riva deserta e silenziosa, in compagnia dei miei pensieri e dei miei passi.

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Lo smarrimento di un hamburger

Ieri sera per sconfiggere il primo vero freddo invernale e scrollarci di dosso quella sensazione di malinconia che assale senza preavviso, ho decisamente proposto la serata hamburger.

Ancora devo comprenderne la ragione, ma contrariamente a quando cucino bistecca, arrosto o petto di pollo, sempre accolti con indifferenza 😞 😞  , di fronte a un hamburger ( che poi altro non è che carne macinata alla quale è stata data una forma circolare 🤷‍♀️ 🤷‍♀️  ) la risposta è innegabilmente migliore 😋 😋  .

Devo ammettere che la serata hamburger è speciale, l’atmosfera (e l’odore 😣 )  ricorda un po’quella di Mc Donald e si cena in un clima di allegria.

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L’ABITO DA SPOSA

Domenica pomeriggio ci ha preso un po’ la noia a tutti quanti in famiglia, e non sapendo bene come combatterla, mi è venuta un’idea.

Ho chiesto alla mia terzogenita  quasi diciassettenne di indossare il mio abito da sposa. Non mi aspettavo che rispondesse con entusiasmo,  chi ha un’adolescente in casa sa di cosa sto parlando.

Nella loro testolina i pensieri non seguono il filo logico che diamo ai nostri pensieri  e raramente ci si trova in sintonia , ma tant’è (nemmeno io probabilmente all’età di mia figlia avrei voluto sentirmi in sintonia con la mia mamma!)

Insomma, abbiamo tirato fuori dal ripiano più alto dell’armadio uno scatolone bianco, l’abbiamo aperto e lì dentro, protetto  e  immobile da quasi 30 anni, ci stava il mio abito bianco.

Non era un grande abito vi dico la verità, l’avevo preferito corto e semplicissimo avendo organizzato una cerimonia pomeridiana con conseguente rinfresco in oratorio.

Però era il mio abito , dentro quel pezzetto di stoffa accuratamente cucito da abili mani, ci stavano custoditi oltre ogni tempo e ogni spazio, tutti i miei sogni, le mie aspettative, e il mio desiderio sconfinato di realizzarli tutti quanti.

Poi mia figlia l’ha indossato e le stava pure bene. Cosa pensa un’ adolescente di 17 anni mentre indossa un abito da sposa? Posso dirvi cosa vorrei che avesse pensato.

Che ci credesse almeno un po’ al valore di quell’abito, al suo significato, che comprendesse la responsabilità e  la meraviglia di una promessa che dura per l’intera vita.

Vorrei che trovasse una persona speciale, che si impegnasse a cercarla, una persona che avesse come scopo nella vita quello di renderla felice, capace di suscitare in lei il desiderio di indossare un abito simile, un giorno.

Mio marito ed io ci siamo guardati con un po’ di emozione, l’ondata di ricordi che ci ha sommersi è stata notevole, ma posso dire che tra fatiche e impegno, lacrime e risate, conflitti e riconciliazioni, alla fine, non stiamo mica poi così male dentro questa storia che va avanti da 30 anni, anzi , a Dio piacendo, ci piacerebbe starci dentro ancora un bel po’.

E voi? Se avete in casa questi due semplici ingredienti (adolescente + abito ), vi consiglio di sperimentarne l’effetto, poi se volete, potete raccontarne i pensieri dentro questo blog.