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Sposarsi (parte seconda) quando lo sposo è tuo figlio

Amiche care anche oggi arrivo tardi perché ieri è stata una
giornata talmente impegnativa, da aver bisogno di un momento per lasciare
sedimentare quanto è accaduto.

Dopo la parte prima di Sposarsi in cui vi ho raccontato del
matrimonio di mia nipote Alessandra con Pietro, ieri si è sposato mio
figlio Samuele, con la dolcissima Benedetta, l’amore della sua vita.

Cosa rimane il giorno dopo le nozze di un figlio?

Se chiudo gli occhi lo rivedo tra le mia braccia mentre mio marito ed io lo contempliamo nella sua assoluta perfezione, nella sua bellezza, nella sua profonda bontà, che lo ha contraddistinto ogni giorno della sua vita.

Vedo Benni, figlia di una delle mie amiche più care (e già potete immaginare come questo sia un grande dono per me), guardare Samuele con occhi così innamorati da credere che veramente a un certo punto, l’amore di una donna per un uomo possa superare quello di una madre per un figlio.

Quante presenze e quante assenze in questo giorno.

La presenza dei familiari, caldissima certezza che non conoscerà mai
tramonto e degli amici, bene prezioso, sostegno e presenza inossidabile nei
giorni a venire.

E l’assenza.

Dei nonni che tanto avrebbero desiderato fino al loro ultimo respiro di
poterci essere, perché non esiste niente di più toccante di due generazioni
così distanti che si sfiorano per un istante.

Di un papà fiero e di un marito commosso, che farebbe venire voglia di
gridare al mondo la rabbia per la mancata condivisione di questo giorno che
lascerà il segno per sempre.

Ma poi, più forte, più potente, più inarrestabile tra tutti i sentimenti, è
esplosa dentro il mio cuore una immensa, profonda gratitudine per il privilegio
di esserci stata in un giorno così, di essermi nutrita della gioia e dello
stupore di tutti coloro che erano presenti.

Un figlio che si sposa è in qualche modo un risposta a tante domande che
rimangono nell’aria, è una strada che qualcuno continuerà a percorrere al posto
tuo, è la sensazione, timida, nascosta, silenziosa, che in qualche modo tu e
io, amore mio, siamo riusciti a raccontare il senso di qualcosa che è davvero
infinitamente più grande di noi.

Siamo tutti parte di un mistero talmente impregnato di eternità e di
bellezza, che ne conosceremo il senso soltanto alla fine dei nostri giorni, ma
nel frattempo la felicità è qui, su questa terra, ed è nostro dovere
assaporarla anche per chi non è più accanto a noi, o perlomeno non lo è come
avremmo desiderato che lo fosse.

Vi lascio con questa bella preghiera e tante foto, perché possiate
immergervi anche voi per un attimo, nella nostra gioia, che vi giuro, è stata
davvero tanta.

Ci amiamo: ci siamo incontrati,
piaciuti, conosciuti, riconosciuti.

Abbiamo scoperto che qualcuno ci conosceva da sempre, il Dio di Gesù, e
ci amava di un amore libero e adulto. Dio ha inventato l’amore e ha un progetto
di bene sul mondo, su di noi.

Abbiamo deciso di aiutarlo a salvare il mondo, amandolo, amandoci.
Ci amiamo tanto da sposarci: insieme cercheremo il senso della vita,
camminando verso Dio, verso il Signore.

Ci siamo scelti come compagni di strada, cambieremo insieme, cresceremo
insieme, insieme prenderemo il Vangelo come metro di giudizio della nostra
vita.

Doneremo la vita, che abbiamo ricevuto come un dono, accogliendo dei
bambini e amandoli, come Dio li ama, con tutta la concretezza e la pazienza che
l’amore richiede.

Se il nostro amore si stancherà, ci sosterremo l’uno l’altro, amando e
donando tutti noi stessi, come Gesù ha fatto.

Sapremo perdonarci, diventando, per la comunità e il mondo, un segno
dell’amore che Dio ha per ogni uomo.

(Paolo Curtaz, da In coppia con Dio).

Buona domenica a ciascuno di voi, e se ne avete, riguardate la foto del
vostro matrimonio, aiuterà a togliere la polvere che si è accumulata
inevitabilmente negli anni e farà bene al vostro cuore.

 

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Sposarsi (parte prima)

Amiche oggi arrivo tardi perché ieri è stata una giornata intensa di quelle che difficilmente la memoria potrà cancellare.

Si è sposata la mia adorata nipote Alessandra con quel ragazzo d’oro che è Pietro.

Come dare parola a così tante emozioni?

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Benvenuta al Sud

E’ proprio vero che se ti lasci condurre, la vita ti porta veramente dove non avresti mai pensato di arrivare.

Certo ci si deve fidare e affidare, due atteggiamenti che mica sempre ci appartengono. Ma da quando è mancato mio marito, ho ricominciato a rincorrere la felicità, perché ho capito che non sempre ti viene data in dono gratuitamente, e quando non accade, se la desideri, devi proprio andartela a prendere.

E così ho provato a fare.

Venerdì mattina ho preso un treno con destinazione Eboli per andare incontro a un appuntamento irrinunciabile che come immaginavo si è rivelato magico e indimenticabile.

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