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Arrivederci a Settembre

Anche quest’anno è arrivato per me il momento di mettere la scrittura in stand by.

Non perché mi manchino le storie da raccontarvi amiche mie, o sia a corto di pensieri e riflessioni da condividere, anzi, mi trovo in un momento della mia vita in cui stanno accadendo tante cose, ci sono progetti da realizzare, cammini da percorrere, incontri preziosi di cui parlare.

Ma vi dico la verità, questo caldo mi ha veramente messa a dura prova e anche sedere davanti al PC per scrivere, è diventato faticoso.

Quindi mi prendo una pausa e vi do appuntamento a Settembre, dove spero di trovarvi ancora tutte quante, con il vostro affetto che non perdete occasione di dimostrarmi.

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Le aspettative, di nuovo

Buongiorno amiche care, questo caldo mi sta mettendo a dura prova e la fatica di dedicare tempo alla scrittura unitamente al desiderio di mangiare solo cibi freschi, mi ha fatto venire voglia di riproporvi in queste ultime domeniche, prima della pausa estiva, articoli estivi già postati su questo blog per dare modo a chi non li aveva ancora letti, di poterlo fare, magari comodamenteseduta sotto l’ombrellone.⛱⛱

Quello che vi propongo oggi è un articolo che risale a quasi due anni fa, ma ancora molto attuale, in cui raccontavo di una ricetta semplice per fare un buonissimo gelato alla frutta:
Le aspettative di un gelato.

Tra l’altro l’argomento di cui avevo parlato riguardava le aspettative, tema sempre molto scottante soprattutto per noi donne.

La mia amica Luisa la scorsa settimana mi ha inviato un video che spiega come fare un buon gelato in breve tempo senza gelatiera. E’ un procedimento davvero semplice e l’unico ingrediente necessario è la frutta. Eccolo qui

Mi sono subito cimentata, ma quando ho visto il risultato, ho provato un po’ di delusione, perché non era venuto esattamente come quello del video. Poi però l’ho offerto ai miei figli e loro mi hanno fatto i complimenti dicendomi che era molto buono. Mi sono chiesta come mai a loro avesse fatto questa impressione, e a me proprio il contrario. Poi ho capito.
Nei confronti di questo gelato avevo riposto troppe aspettative.
Le aspettative sono una enorme fregatura. Finché si limitano a un gelato va tutto bene. Ma quando le abbiamo alte, altissime nei confronti delle persone che amiamo, quando ci aspettiamo che loro siano ciò che non possono essere, che  intuiscano i nostri bisogni e possibilmente li soddisfino, che ci rendano felici insomma, allora la situazione si complica e si fa fatica a venirne fuori. 
Perché non possiamo caricare gli altri di una simile responsabilità.
Se ci hanno a cuore, potranno certamente accrescere, arricchire, illuminare la nostra felicità.
Ma difficilmente potranno renderci felici se in cuor nostro, noi non lo siamo, almeno un poco.
Quando ho ridotto le aspettative nei confronti del mio gelato, e l’ho accettato per ciò che era e cioè un gelato fatto in casa fresco e dal sapore gradevole, anche se non perfetto, mi sono ritenuta soddisfatta del risultato.
E adesso alcune indicazioni pratiche che potrebbero farvi comodo.
1 Mettete la frutta in freezer già tagliata a piccoli pezzi altrimenti farete molta fatica a frullarla.
2 Se il gelato vi piace particolarmente dolce (a noi sì!) prima di frullare aggiungete un po’ di zucchero a velo (così non sentirete i granelli di zucchero).
3 Se non avete un mixer, andrà benissimo un frullatore a immersione, anche se richiede un po’ più di tempo e pazienza.
Io ho provato con le fragole e le pesche
Il gusto non posso descriverlo, è da assaggiare.
Aspetto i vostri gelati e i vostri pensieri sulle aspettative.


Prima di salutarvi voglio augurarvi di cuore che possiate smettere di aspettarvi cose.

Di aspettarvi che le persone intorno a voi cambino, perché sarà improbabile che ciò avvenga, se non sarete voi le prime a mettervi in discussione.

Di aspettarvi che la vostra vita prenda un’altra direzione, perché non sarà possibile a meno che non siate voi a indicargliela.

Di aspettarvi che le situazioni affettive, lavorative, familiari, amicali, dentro le quali siete finite per mille ragioni, che improvvisamente si sono fatte scomode, si risolvano da sole, perché sarà difficile che accada, se non vi deciderete a metterci mano.

Prendetevi cura di voi stesse, perché nessun’altro saprebbe farlo meglio.


Così, a cavallo del nostro secchio, ci affacceremo al nuovo millennio,
senza sperare di trovarvi nulla di più di quello che saremo capaci di portarvi.
Italo Calvino

Una buona domenica e naturalmente se questo articolo vi è piaciuto, potete come sempre condividerlo cliccando qui sotto 👇👇👇

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Il cammino di Oropa in tre giorni: quando la fatica stempera il dolore

Non c’è tristezza che, camminando, non si attenui e lentamente si sciolga.
Romano Battaglia
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Certi giorni spezzano le gambe e tolgono il respiro come quando si sale in vetta.
E’ da giorni così che scappo, anche se poi torno.

La fuga che preferisco in assoluto è quella che faccio quando intraprendo un cammino.

Lo scorso anno avevo affrontato la via Francisca del Lucomagno, scoprendo nella modalità della camminata una carica e una forza che non avevo mai sperimentato prima.

Quest’anno invece ho scelto il Cammino di Oropa e ne sono rimasta letteralmente rapita.

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