La gentilezza delle olive

Ci sono regali che accettiamo con il sorriso in volto e il dispiacere nel cuore.

Consapevoli di non poter offendere chi ce li dona, li accogliamo fingendo stupore e gioia.

Dico la verità, mi sono sentita un po’ così l’altro giorno quando una persona a me molto cara mi ha regalato due chili di olive verdi in salamoia.

E scrivendo queste parole ho già diviso i lettori di questo blog a metà.

Chi ama le olive avrà pensato: “Che meraviglia!”

Chi le detesta (come me) avrà riso dicendo: “E cosa ci farai con due chili di olive?”

Appunto.

Per due giorni non ho fatto altro che:

  1. regalarne a chiunque mi capitasse a tiro (ma si sa, le olive pur piacendo non sono come le ciliegie, non se ne possono certo regalare a cesti)
  2. Metterle regolarmente in tavola a ogni pranzo e cena nella speranza che i figli ne mangiassero almeno una mezza dozzina a testa.

Ma anche dopo aver messo in atto queste strategie, il livello del secchiello che le conteneva, non accennava a diminuire.

Poi è accaduta una cosa.

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