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Il melograno responsabile

Circa cinque anni fa, in occasione della festa della mamma, mio marito ed io avevamo regalato a mia suocera un piccolo albero di melograno, pianta che io amo molto (infatti ne avevo regalata una di benvenuto anche ai nostri nuovi e fantastici vicini di casa, vero Simo?😉) perché, non so se ne siete a conoscenza, il suo frutto è simbolo di abbondanza.
I piccoli e numerosi grani squisiti che si trovano dentro il frutto (gli arilli) rappresentano ricchezza, fertilità, prosperità e regalare questa pianta è di buon auspicio!
Dopo qualche anno, quando ho visto che la pianta di mia suocera non produceva frutti e che lei non era più in grado di prendersene cura, ho deciso di andare a riprenderla e le ho trovato un posto d’onore nel mio giardino, certa che con le mie attenzioni, in breve tempo avrebbe cominciato a fruttificare.

In realtà non è andata proprio così. 🙄

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NON SARÃ’ MAI PIÙ SOLA

Pubblicato su Confidenze N. 6 – Febbraio 2010

di Giovanna Fumagalli Biollo

Sono di nuovo sola. Non faccio che pensare e ripensare a questo. Anche adesso che sono seduta qui in pizzeria e guardo l’orologio un po’ innervosita dal ritardo di Angela, il mio pensiero fisso è che sono di nuovo sola. Ripenso a cosa sono stati questi anni per me e mi appaiono d’un tratto così lontani. Ho cinquant’anni, pochi per pensare di non avere più nulla da dare e da ricevere, troppi per anche solo lontanamente immaginare di poter ricominciare da zero. Ho inseguito così a lungo la felicità che quando lei mi è venuta incontro, mi sono voltata indietro perché ero convinta che non stesse cercando me. Avevo quasi smesso di crederci. Sono un’insegnante e fino a cinque anni fa ero la classica single, quella che una volta chiamavano impietosamente zitelle, dedita all’insegnamento e ai miei ragazzi. Avevo così ben costruito la mia esistenza su correzioni di compiti in classe, impegno politico, gite con il CAI e genitori anziani da accudire, che mi ero persino illusa di avere una vita piena e soddisfacente. Insomma a quarantacinque anni bisogna crederci che la nostra vita ci appaga completamente, altrimenti quello che rimane è il nulla.

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