Ci sono regali che accettiamo con il sorriso in volto e il dispiacere nel cuore.
Consapevoli di non poter offendere chi ce li dona, li accogliamo fingendo stupore e gioia.
Dico la verità, mi sono sentita un po’ così l’altro giorno quando una persona a me molto cara mi ha regalato due chili di olive verdi in salamoia.
E scrivendo queste parole ho già diviso i lettori di questo blog a metà.
Chi ama le olive avrà pensato: “Che meraviglia!”
Chi le detesta (come me) avrà riso dicendo: “E cosa ci farai con due chili di olive?”
Appunto.
Per due giorni non ho fatto altro che:
- regalarne a chiunque mi capitasse a tiro (ma si sa, le olive pur piacendo non sono come le ciliegie, non se ne possono certo regalare a cesti)
- Metterle regolarmente in tavola a ogni pranzo e cena nella speranza che i figli ne mangiassero almeno una mezza dozzina a testa.
Ma anche dopo aver messo in atto queste strategie, il livello del secchiello che le conteneva, non accennava a diminuire.
Poi è accaduta una cosa.
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