La diffidenza rende tristi

Premetto che abito in fondo a una stradina sterrata che passa inosservata al resto del mondo,  i corrieri fanno sempre una gran fatica a trovare casa mia e non ho mai, dico mai ricevuto un volantino pubblicitario.

Eppure un sabato mattina di qualche settimana fa, un uomo è arrivato fin davanti al cancello e ha suonato il citofono.

Mi sono affacciata dalla porta finestra per chiedergli di cosa avesse bisogno e lui mi ha fatto capire con un gesto che mi avrebbe rubato solo un minuto.

Mi sono avvicinata con cautela al cancello senza aprirlo e ho visto un uomo non più giovanissimo, con i capelli bianchi, la pelle scura e una vecchia bici malandata.

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La solitudine del limone

Molti anni fa, mia suocera mi ha regalato una pianta di limone della quale vado veramente fiera, innanzitutto perché sono riuscita a tenerla in vita 🙄🙄e poi perché almeno una volta all’anno mi regala qualche piccolo limone dal profumo strepitoso.

I primi anni, all’arrivo dell’inverno, portavo la pianta in taverna per proteggerla dalle gelate mattutine, poi quando le ho cambiato vaso ed è diventata troppo pesante per essere trasportata, ho acquistato un apposito telo per ricoprirla e così ogni Novembre la saluto con un po’ di tristezza perché so che trascorrerà l’inverno in solitudine.

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Lacrime di cipolla

Non vado pazza per le cipolle e le cucino veramente di rado, persino per preparare il soffritto preferisco utilizzare lo scalogno.

Invece a casa nostra i miei figli le adorano proprio.

Allora ogni tanto per farli contenti le acquisto ma poi ci pensano loro a cucinarle.

L’altra sera ad esempio Susanna si è cimentata nella preparazione di una spettacolare frittata .

La ricetta è molto semplice eccola qui

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