GIGIUANNA: STORIA DI UN NOME

Avevo 17 anni quando sono diventata zia.

Ricordo un’emozione così intensa da farmi quasi male.

Quando ho visto Gabriele per la prima volta, figlio di mio fratello, mi sono chiesta come potesse essere la dimensione di amore di un genitore, se già quello di una zia era così potente da ubriacarmi.

Poi negli anni diventando genitore, ho capito che l’amore non è così facilmente misurabile come forse ci farebbe comodo che fosse in certi momenti della nostra vita.

Ogni forma di amore che proviamo verso le persone che ci stanno a cuore, ha una dimensione unica e irripetibile,  totalmente al di fuori di ogni schema umano, sempre nuovo, sempre inatteso e sorprendente.

Ma prima di innamorarmi dei miei figli, mi sono innamorata dei miei nipoti.

Oggi ne ho 10, quasi tutti adulti e incamminati nella loro vita, ciascuno con la propria storia e la propria bellezza, tutti in fila dentro il mio cuore come un bene prezioso.

In loro vedo proiettata la storia della nostra famiglia, vedo uomini e donne generose e oneste, che pur avendo intrapreso direzioni completamente differenti, hanno radici ben piantate nelle loro origini e sono saldamente legati da un affetto che nessuna esperienza potrà mai cancellare.

Portano dentro lineamenti e sapere appartenuti ad altre generazioni e li spargono nel mondo con sapienza e fierezza.

A 17 anni per Gabriele, ero una compagna di giochi.

Quando arrivava in visita dai nonni, mi trovava lì, figura strana, a metà strada tra l’amore  educativo dei genitori e quello gratuito ed esclusivo dei nonni, troppo giovane per essere una mamma e troppo vecchia per essere una sorella. Un folletto senza età venuta al mondo per farlo divertire.

Non so quali ricordi lui oggi serbi nel cuore, ma ciò che non ho mai dimenticato, è stato il suo modo di chiamarmi.

Siccome zia Giovanna era lungo e faticoso, lui lo aveva trasformato in Gigiuanna.

Nessun altro è mai riuscito a  pronunciare quel nome con lo stesso trasporto e lo stesso divertimento che ci metteva lui.

Oggi, il mio Gigiuanna, l’ho portato dentro un blog. Perché mi fa sentire speciale. E perché non voglio dimenticare tutto la gioia che ha portato nella mia vita.

Un pensiero su “GIGIUANNA: STORIA DI UN NOME

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