Guardare una serie TV ovvero mettere la vita in stand by

Esiste un momento nella giornata di una donna in cui emerge prepotente la necessità di prendersi una pausa da tutti i ruoli impegnativi che è chiamata a ricoprire di continuo con responsabilità e cura.

Un tempo in cui smettere di pensare a quanto ancora si sarebbe potuto fare avendo tempo, voglia ed energia per farlo e a ciò che inevitabilmente ci attende l’indomani.

Io lo definisco l’attimo in cui si mette in stand by la propria vita.

Ciascuna di noi sa di cosa ha bisogno e ha tutto il diritto di adoperarsi per realizzarlo.

Alcune lavorano a maglia, oppure all’uncinetto o si cimentano in attività manuali.

Non so se avete mai provato, ma in quei momenti la mente  prende il volo e i pensieri si fanno più lievi. Sembra quasi che le mani seguano un percorso e la testa un altro, e nessuno se ne accorge eccetto voi.

Altre si dedicano alla lettura, magari vanno a letto presto e si tuffano a capofitto in qualche storia romantica, drammatica o di tensione a seconda del loro stato d’animo. Immedesimarsi nella vita dei personaggi, affezionarsi alla loro storia, commuoversi o gioire per ogni avvenimento, e sentire dentro un grande dispiacere quando si arriva all’ultima pagina, aiuta a prendere le distanze dai propri pensieri e qualche volta concilia il sonno.

Altre ancora praticano un’attività fisica, una corsa, una passeggiata, si iscrivono a un corso di yoga o di nuoto, tutto quanto possa servire a scaricare tensioni e controllare il respiro per rientrare in possesso del proprio corpo e regalarsi un momento di benessere.

Io guardo le serie TV.

Quando ho cominciato avevo solo il desiderio e di sedermi accanto a mio marito al termine della giornata con lo scopo di godere della reciproca compagnia senza necessariamente lasciare spazio alla parola. Ci piacevano quelle thriller, ricche di colpi di scena che lasciavano con il fiato sospeso fino all’ultima puntata.

Nelle scene più cruente, chiudevo gli occhi e poi domandavo: “Hanno finito? Dimmi quando li posso riaprire”.

E lui ogni volta mi ripeteva: “Tutto a posto aprili pure”, sempre in tempo perché vedessi la scena.

Era un gioco divertente, potevo arrabbiarmi, spaventarmi, impressionarmi, ma con lui accanto aveva tutto un altro senso.

Adesso che anche questa stagione è terminata, (proprio come le stagioni delle serie TV) pur continuando a guardarle per soddisfare il mio bisogno di mettermi per qualche ora nei panni degli altri senza dover risolvere i loro garbugli, ho decisamente cambiato genere preferendo qualcosa di più tranquillo.

La scelta è caduta su  When Calls the Heart – Quando chiama il cuore, una serie storica canadese di sei stagioni (ma so che è già pronta la settima e gireranno anche la ottava) ambientata nei primi del 1900.

Protagonisti Elizabeth, una maestra appartenente a una ricca famiglia che, dopo aver terminato gli studi, accetta di insegnare ai bambini di un piccolo paese di frontiera e Jack , l’affascinante e intrepido conestabile di cui lei si innamora perdutamente.

E’ una serie TV adatta a tutta la famiglia nella quale parallelamente alla storia di amore si affrontano anche temi di grande valore: la sicurezza sul lavoro, la dislessia, la disabilità e la collaborazione tra amici e vicini di casa quando si tratta di superare le avversità della vita. E naturalmente tanto amore.

Se come me avete amato Chiamatemi Anna, non potrete che innamorarvi di questa serie TV.

Anche qui le figure femminili che compaiono sono coraggiose, determinate, e fortemente solidali tra loro.

Se invece vi piacciono altri generi, non farete fatica a trovare ciò che vi serve, quello che conta è che risponda al bisogno di mettere in stand by la vostra vita fosse anche solo per un’ora.

Certi giorni, quando il carico si fa pesante, la leggerezza di un film ci viene incontro come preziosa opportunità di riposo, metterci comodamente sedute accanto a qualcuno oppure in compagnia di noi stesse per ricaricare le pile, non può che contribuire a migliorare il nostro umore e a volerci un po’ più bene.

E’ come essere a bordo di una giostra che non si ferma mai, e anche se tutto sommato troviamo confortante il paesaggio e la seduta è comoda, non c’è niente di male nel voler scendere ogni tanto per regalarci un po’ di tregua dai pensieri che il mondo esterno ci presenta di continuo.

E voi? Avete voglia di raccontare cosa fate di bello quando mettete in stand by la vostra vita?

Aspetto con impazienza i vostri suggerimenti.

Un pensiero su “Guardare una serie TV ovvero mettere la vita in stand by

  1. “mettere la propria vita in Stand By” , è un concetto semplice e illuminante. Questa pagina l’ho letta volentieri, mette in luce le motivazioni sul massaggio elettrico prodotto dalla televisione sugli utenti. Sembra un trattamento di fisioterapia. Grazie signora Anna, grazie ancora

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