La piadina indignata

A casa nostra la piadina una volta alla settimana non manca mai.

E’ un piatto unico che accontenta tutti, colora la giornata, e mette di buonumore.

Di solito noi la farciamo con affettato a scelta, mozzarella o squacquerone, pomodori, insalata e a chi piace, un po’ di maionese.

Quando ho voglia di sorprendere i miei figli però, cambio ripieno e ne preparo uno speciale che ho elaborato traendo spunto come sempre da altre ricette.

Ho creato un misto tra lo Sloppy Joe e il Chili e l’ho chiamato:

Sloppy Giò (che sta per Giovanna 😉)

Ingredienti per 4 o 5 piadine

1 cipolla o se non vi piace anche uno scalogno (io lo preferisco)
Olio
Un peperone giallo o rosso
500 gr. di carne trita
Sale
Una bottiglia di salsa di pomodoro
Zucchero di canna un cucchiaino
Salse che avete in casa: ketchup, salsa barbecue, senape, salsa Worcester
Aromi, quelli che vi piacciono: curry, peperoncino
Una scatola di fagioli
Una scatola di mais

Preparate un soffritto con la cipolla e l’olio, aggiungete il peperone tagliato molto sottile e dopo qualche minuto la carne trita, fateli tostare bene, aggiungendo un goccio di vino bianco e poi la passata di pomodoro come per preparare un ragù. Io aggiungo anche un po’ di acqua calda di solito. Salate e aggiungete lo zucchero di canna e tutti i sapori che vi piacciono. Cottura per un’oretta a fuoco lento, quindi aggiungete i fagioli e il mais e lasciate cuocere ancora un po’, diciamo fino a quando il tutto non diventa piuttosto ristretto (essendo un ripieno per piadina non deve essere troppo liquido). Scaldate bene la piadina e adagiate lo Sloppy Gio ancora caldo. 😋 

E’ un piatto che diverte, si dimenticano le regole del bon ton e ci si sporca facilmente la bocca, ma credetemi se vi dico che è un’esperienza fantastica. L’insieme di sapori che si sprigiona in bocca è davvero appetitoso (quasi simile ai club sandwich ve li ricordate?🥪).

Quando preparo questo ripieno, tuttavia la mia piadina si indigna, perché manco di rispetto alla sua origine e alla sua tradizione, mettendo in discussione la sua assoluta convinzione (errata) di essere appetitosa soltanto con il classico affettato.

Io la trovo un’indignazione ingiustificata, nata dall’incapacità di guardare oltre i pregiudizi e di aprirsi a nuovi sapori.

Preparare questo piatto mi ha fatto pensare all’uso e all’abuso che anche a noi spesso capita di fare di questa parola dal profondo significato.

Indignazione:
stato dell’animo indignato,
risentimento vivo soprattutto per cosa che offende il senso di umanità, di giustizia e la coscienza morale.

Questa parola ha perduto secondo me un po’ del suo significato più autentico. Spesso ci indigniamo per motivi banali, perché siamo diventati un po’ insofferenti a tutto e basta poco per renderci irritabili.

Ho visto gente indignarsi per i capricci di un bambino, per un auto male parcheggiata, per un abbigliamento o un colore di capelli incompatibili con i loro gusti, per i politici inconcludenti, i calciatori super pagati e gli attori che non riescono a tenere insieme una famiglia.

Ma di indignazione non dobbiamo esagerare, perché è un nobile sentimento che nasce davanti al non degno, e non ha nulla a che vedere con la delusione, la rabbia e il disprezzo.
L’autentica indignazione nasce dentro di noi quando ci troviamo di fronte a un fatto o una situazione che reputiamo profondamente ingiusta.

Io mi indigno di fronte alla pena di morte, alla violenza nei confronti di esseri umani e animali, all’ingiustizia in ogni sua espressione e all’ipocrisia di chi crede che basti per cavarsela sempre. 

Il mio augurio a tutti voi, a ciascuno di voi, è che abbiate un motivo per indignarvi. È fondamentale. Quando qualcosa ci indigna allora diventiamo militanti, forti e impegnati”

STÉPHANE HESSEL

Se l’ indignazione tira fuori la nostra parte più agguerrita, scuote la nostra coscienza, suscitando il desiderio di cambiare le cose, allora sì che diventa virtù.

Ma se è un indignazione generata dal pregiudizio, dal pettegolezzo, da luoghi comuni, lascia il tempo che trova, non fa crescere e non ci rende persone migliori.

“L’indignazione fa così presto a logorarsi che andrebbe tenuta da parte e riservata solo per le ingiustizie di fondo.

SAUL BELLOW

Quando i miei figli vengono a conoscenza di qualche ingiustizia e fremono di indignazione io ne vado fiera, perché significa che non sono indifferenti a ciò che li circonda, ma la loro anima trepida per il bisogno di rendere più bello il mondo.

Io mi indigno per chi si indigna senza fondate ragioni.

Un po’ come la mia piadina, che non aveva ragione di indignarsi, anzi.

E voi per cosa vi indignate?

Ma soprattutto con cosa farcite la vostra piadina?

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9 pensieri su “La piadina indignata

  1. Elisabetta Lizzyelibetta

    Davvero bello questo post! Noi mangiamo le piadine di solito con pomodoro e mozzarella oppure cotto e crescenza. I miei bambini purtroppo non amano i peperoni, magari in futuro! Per quanto riguarda l’indignazione concordo con te, speso vedo persone indignate eccessivamente per piccole cose, più rabbiose che altro. In fondo l’indignazione è un alto sentimento!

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  2. Mi piace il tuo modo di partire da un sentimento o una qualità dato a un cibo, per trattare un argomento!
    Adoriamo anche noi le piadine, restiamo molto sul classico, prosciutto e mozzarella (io adoro anche metterci la rucola condita), oppure cipolla e salsiccia. Se poi le compriamo in Romagna andiamo sul crescione o cassone, come si chiama in base alla zona, con pomodoro e mozzarella prevalentemente.
    Riguardo all’indignazione, concordo pienamente, riguardo al fatto che sia un sentimento importante, collegato all’ingiustizia e contrario all’indifferenza, e mi piace molto, ma anche sul fatto che tanti oggigiorno si indignano per cavolate, disonorando il sentimento, per restare in tema cucina, si lamentano del brodo grasso!

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  3. Mabka

    Diciamo che storpiare i piatti della tradizione, quelli che ci hanno reso quelli che siamo, quelli che hanno con se gli alimenti tipici della zona da cui nascono come per esempio lo strutto appunto nella piadina romagnola, una farcia diversa dalla classica e molto altro ci lascia sempre un velo di perplessità ma è quella cosa che poi ci porta a scoprire tanti nuovi gusti e piatti che ad oggi hanno fatto la storia, partendo appunto da errore o storpiature, quindi benvengano!

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  4. Pingback: Cento di queste pagine – Comodamentesedute

  5. Pingback: La piadina indignata by Giovanna Fumagalli – MasticadoresItalia // Editora: Ylenia Ely / Fundador de Masticadores: J re crivello

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