S come sole S come stanchezza

Qualche volta me lo domando come faccia il sole a non essersi ancora stancato di riscaldare e illuminare la terra.🔆🔆

In questi giorni in cui finalmente sembra essere arrivato il bel tempo e con lui il desiderio di uscire di casa, regalarsi un po’di salute, esporre il viso al sole, desiderare di lasciarsi alle spalle il grigiore dell’inverno, della zona rossa, delle restrizioni, del Covid e di tutto il dolore che ha portato con sé, mi ritrovo a pensare al sole che contrariamente a me non si stanca mai.

STANCHEZZA

Ci sono diversi modi di essere stanchi.

C’è la stanchezza che percepiamo al termine di una grande fatica fisica: dopo una giornata lavorativa, o di pulizie, dopo una lunga camminata o un allenamento, il nostro corpo ci chiede di concederci un momento di riposo che possa riportare equilibrio e benessere: io quando voglio riposare leggo un bel libro, cucino, guardo una serie tv, dormicchio un po’ sul divano e poi naturalmente scrivo. Insomma cerco di dedicarmi del tempo di qualità con il quale ricaricarmi per poter ripartire di nuovo il giorno successivo.

Poi c’è la stanchezza intesa come sentimento, che ci assale quando abbiamo sopportato troppo a lungo momenti di tensione, di grande emotività, di paura e di dolore, e ci fa perdere il controllo della situazione che fino a quel momento avevamo così ben rigidamente gestito.

E’la stanchezza che ruba la voglia di parlare, di agire, di prendere decisioni, di andare avanti insomma. Da un momento all’altro, senza preavviso alcuno, precipitiamo in caduta libera senza trovare la forza di ribellarci.

Io provo questa stanchezza quando ho la sensazione che per quanto mi dia da fare, le situazioni non cambiano perché non dipendono da me, e mi assale un tale senso di frustrazione da aver voglia di gridare, anche se sono consapevole che non servirebbe a niente.

Sono assalita da questa stanchezza quando mi scontro con la maleducazione, la prepotenza, l’ingiustizia, con chi mente, chi si prende gioco degli altri, chi non rispetta le regole e per questo si sente furbo, con chi promette e non mantiene, chi assicura che arriva e poi non arriva mai, lasciandomi dentro un limbo di attesa scoraggiante.

E poi c’è la stanchezza di chi sta dentro le situazioni difficili da tempo e vorrebbe uscirne, ma non lo fa per un milione di ragioni.

Stanchezza per una relazione che non funziona più, che ci costringe a fare i conti ogni giorno con una grande sensazione di infelicità e di impotenza che ci intrappola e ci soffoca.

Stanche di ascoltare mariti, figli, genitori, amici e colleghi senza che nessuno provi ad ascoltare noi, stanche di cercare un lavoro, una casa, un senso a quanto facciamo, senza trovarlo mai.

Io sento la stanchezza del mio primo anno vissuto senza mio marito, delle numerose decisioni che ho dovuto prendere, dei passi che mio malgrado ho dovuto compiere, della solitudine che ho cercato di vincere, della ricerca del mio posto nel mondo, a volte molto complicata.

Tuttavia ho capito che accogliere la stanchezza è un bene per il nostro cuore.

Quando mi ritrovo abbandonata su un divano senza la forza di muovere qualunque parte del mio corpo, vedo il mondo in maniera differente e penso: “Sono stanca, perché sono viva”.

Penso al sole e mi dico che se dovesse stancarsi di fare il suo dovere, l’umanità non sopravvivrebbe. Allora imparo da lui, accolgo la stanchezza, mi fermo, magari verso qualche lacrima di sconforto, e poi riprendo a camminare, a essere in qualche modo un raggio di luce per qualcuno.

La stanchezza fa parte della nostra vita, segna un limite raggiunto che impone una sosta, un cambiamento di rotta.

E’ importante accogliere questo momento di riposo come occasione favorevole per metterci in ascolto prima di tutto di noi stesse e poi di chi ci circonda.

Benedetta stanchezza, che ci ricorda che siamo fatte di carne e ossa e che per quanto sia nostra ferma intenzione far straripare la nostra vita di faccende da sbrigare e di situazioni da aggiustare, ogni tanto una pausa è doverosa.

La stanchezza sa essere spietata e dura,
ma a volte ha una dolcezza che ti lascia senza difese e ti dice chi sei.
(Fabrizio Caramagna)

La stanchezza va raccontata, va condivisa, riconosciuta e rispettata.

Quando vi accorgete di essere stanche ditelo a chi vi sta accanto, chiedete aiuto e conforto e calore.

State alla larga da chi sottovaluta la vostra stanchezza e non la considera.

E sempre pensando al sole  prima di salutarvi e augurarvi una buona domenica, vi regalo la ricetta di una crostata con la farina di pistacchi buonissima da fare subito come dolce domenicale.

CROSTATA DI FRAGOLE CON FARINA DI PISTACCHI
Ingredienti
300 gr di farina
100 gr di farina di pistacchi (si trova facilmente nel reparto dolci del supermercato)
120 gr di burro ammorbidito
150 gr di zucchero
1 uovo
1 tuorlo
1 pizzico di sale
Preparazione
In una ciotola mettete tutti gli ingredienti e impastateli prima con una forchetta e poi con le mani fino a ottenere un panetto di pasta liscio e morbido che avvolgerete nella pellicola trasparente e metterete in frigorifero a rassodare per una mezzoretta. Trascorso questo tempo stendete la pasta frolla al pistacchio ( io la stendo tra due fogli di pellicola per evitare che attacchi al mattarello) e mettetela in una tortiera imburrata e infarinata.  Io ho poi steso la marmellata di fragole e con la pasta frolla rimasta ho realizzato un sole che sorride, ma voi potete sbizzarrirvi come preferite. Infornate a 180 gradi per circa 30-35 minuti.

Aspetto i vostri pensieri sulla stanchezza e se questo articolo vi è piaciuto vi invito a condividerlo cliccando qui sotto👇👇, a me farebbe molto piacere.

Vi abbraccio

10 pensieri su “S come sole S come stanchezza

  1. Luisa Bolis

    Ho letto questo tuo racconto tutto d’un fiato…..mi sono sentita coinvolta fin dalla prima riga.
    “Sono stanca perché sono viva”
    Questa frase per me è stata una botta di vita miracolosa.
    Grazie un abbraccio

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  2. Ciao, in questo articolo hai espresso pienamente quella stanchezza dalla quale anch’io vengo alle volte afflitta, e quando mi accade pure io mi fermo a ragionarci su, come dici tu la accolgo e mi rendo conto che proprio merito a quel momento di stanchezza mi ricarico con nuove energie e anche soluzioni.

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  3. Silvia

    Stanchezza grande compagna di vita!
    Ma anche stimolo ad andare avanti e superarla, a volte controvoglia a volte con grande determinazione.
    Siamo tutte stanche ma tutte grandi, noi donne cariche di responsabilità e dedizione, cariche di dolori e di grandi pesi nel cuore, ma siamo piene di vita e questo ci salva!
    E vediamo di riposarci un po’ che male non ci fa!!!

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  4. Che bell’articolo, scritto in modo delicato ma allo stesso tempo deciso, ricco di verità! Sembra che tutti abbiano sempre una gran fretta e che non ci si possa permettere di essere stanchi, ma le cose non stanno così, tutti abbiamo il diritto di sentirci esattamente come ci sentiamo! Ti auguro il meglio.. 🙏🏻💕

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  5. La mia stanchezza è sia mentale che fisica, perché oltre al lavoro e ai mille impegni che abbiamo tutti, mi occupo anche di mio padre malato di parkinson. Lo faccio con tutto il cuore, ma spesso la stanchezza mi assale in modo esagerato…e a quel punto, metto in pratica quello che scrivi nel tuo articolo: “accolgo la stanchezza, mi fermo, magari verso qualche lacrima di sconforto, e poi riprendo a camminare”.

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  6. Concordo con te per tutto.
    Io quando sono stanca sbotto, schizzo, a volte provoco.. talvolta non riesco a fermarmi in tempo, prendermi un attimo e lasciare decantare, sgomberare la mente..
    Come tu dici le soste sono importanti per ricaricarsi, in questo mondo poi in cui tutto scorre, e vogliono scorra, in fretta..
    Un abbraccio per la tua stanchezza di quest’anno.

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  7. È giusto accogliere la stanchezza e farla sedimentare. A volte fermarsi a riflettere fa bene e sentirsi stanchi ci costringe a farlo. Se siamo mentalmente stanchi siamo obbligati a pensare a noi stessi, a far qualcosa per stare meglio e ritornare in pista. A volte “ammalarsi fa guarire”.

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