I tortellini di Natale

Pubblicato su Confidenze n. 1 Dicembre 2020

Aspettando il Natale…

“E tu cosa la hai risposto?”

“La verità. Che avrei fatto una passeggiata con il cane prima di pensare alla cena. E’ stato in quel momento che mi ha guardata malissimo”.

“Non ci posso credere”.

“Io avrei mentito spudoratamente”.

Vi domanderete se questa sia una conversazione tra amiche adolescenti esasperate dalle loro madri. In verità è così, con l’unica differenza che le amiche sono alla soglia dei sessant’anni e le loro mamme hanno passato gli ottanta da un pezzo.

Sono molti anni che io e le mie amiche abbiamo questa bella consuetudine di trovarci tutte le settimane per fare colazione assieme. Nel tempo gli argomenti di conversazione sono stati i più svariati. All’inizio parlavamo tanto di mariti, della fatica di imparare a vivere assieme a una persona, accettarla per quello che è sforzandoci di non cambiarla, non mancavamo di infilare anche qualche commento sulle suocere, donne di ferro di fronte alle quali ci si sentiva eternamente inadeguate.

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La memoria del cuore

Era ancora troppo giovane per sapere che la memoria del cuore elimina i brutti ricordi e magnifica quelli belli, e che grazie a tale artificio riusciamo a tollerare il passato.”
Gabriel García Márquez

In questi giorni Google foto mi sta inondando di ricordi.
Era il 2003, l’anno in cui è nata la piccola Susi, l’anno in cui ho vinto il mio primo concorso letterario ad Aosta e mi hanno invitata a ritirare il premio, l’anno in cui è nata una tradizione nella nostra famiglia.

Chissà che belli i mercatini di Natale, saranno un’occasione per prendere respiro prima di tornare a immergerci nella confortante ma impegnativa routine quotidiana.

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Vigilia con sorpresa

pubblicato su Confidenze n. 52 Dicembre 2016

Aspettando il Natale

Giuro che non so nemmeno da che parte cominciare.

Dicono che un papà certe cose ce le ha dentro, non le deve né leggere sui libri e neppure imparare a memoria, ma io sono veramente in difficoltà, ho la testa che mi scoppia e tutto quello che vorrei fare adesso sarebbe uscire a fumarmi una sigaretta, riordinare le idee e tirare il fiato. Che è poi quello che faccio quando sono in ufficio e mi trovo di fronte a una grana da risolvere.

Credevo che la responsabilità del mio lavoro fosse la cosa più impegnativa della mia vita, ma decisamente mi sbagliavo. Ho investito tanto nella mia attività in termini di soldi, di ore, di sacrificio, e oggi che ho raggiunto una buona posizione, che vedo i risultati, sono davvero fiero di me. Il problema è che non posso dire la stessa cosa sul mio ruolo di genitore.

Silvia e io siamo sposati da 6 anni ma il piccolo Mattia è arrivato solo l’anno scorso, per tante ragioni. Innanzitutto non me la sentivo di  mettere al mondo un figlio prima di aver raggiunto una certa stabilità economica, e poi sinceramente di energie da dedicare a un bambino, quando la sera rientro tardi, ne ho veramente poche.

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