25 novembre: Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne

Come sentinelle vigili

C’è una giornata che si celebra proprio nel mese di Novembre che mi sta particolarmente a cuore e per la quale io credo sia giunto il momento di spendere due parole dentro questo blog che come sapete è nato con l’intento di tenere compagnia alle donne, raccontarne le storie, i successi, i fallimenti, ma soprattutto la caparbietà e la tenacia che dimostrano nel rialzarsi dopo ogni caduta.

Sto parlando del 25 Novembre, che dal 1999 è ufficialmente riconosciuta dall’Onu come

la Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne. 

Questa data è stata scelta per una motivazione ben precisa.

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L come lutto L come libro

Ogni tanto dentro le pagine di questo blog, lascio cadere questa parola, lutto, perché pur essendo una definizione che implica una pesantezza di cuore, sono convinta che come ogni altra parola, che sia letta, pronunciata o ascoltata, rappresenti sempre un efficace mezzo per comunicare qualcosa.

Il lutto è il tempo che fa seguito alla perdita di una persona cara.

Nessuno è in grado di quantificare quanto possa durare questo tempo: giorni, mesi, a volte anni, ogni persona che subisce un lutto deve fare i conti inevitabilmente con due aspetti dolorosi e inaspettati dai quali rischia di essere sopraffatta

Accettare la perdita e gestire il dolore.

Quando è mancato mio marito, e con lui la terra sotto i miei piedi, c’è stata una realtà preziosa che mi ha tratto in salvo traghettandomi da un mare di disperazione ad acque più tranquille nelle quali perlomeno ho imparato a stare a galla, ed è stata la possibilità di condividere il mio dolore con un gruppo di persone che come me avevano vissuto un’ esperienza di perdita.

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Squadra che vince

Correva il mese di Giugno quando per la prima volta si è presentata alla mia porta l’opportunità di  candidarmi alle elezioni amministrative del mio paese, nella squadra del sindaco uscente, Giovanni Bernocco che aveva deciso di ricandidarsi.

Di quei giorni ricordo i dubbi, i timori, la preoccupazione di non essere all’altezza di tale incarico, l’assoluta mancanza di competenza in questo ambito.

Ricordo di aver tormentato figli, fratelli e amici chiedendo un consiglio sulla cosa migliore da fare.  

Insomma stiamo parlando di un impegno che durerà almeno cinque anni, e se getto uno sguardo indietro ai cinque anni appena trascorsi, mi rendo conto che ne sono accaduti di eventi che mi hanno in qualche modo costretta ad andare alla ricerca di nuove strade da percorrere perché quelle sulle quali ero incamminata si erano chiuse bruscamente.

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