L’ultima missione

Pubblicato su Confidenze n.25 Giugno 2018

Diversi anni fa partecipai al funerale del figlio quindicenne di una mia cara amica, morto in un incidente stradale. Ricordo di aver pensato all’inizio della celebrazione, che avrei proprio voluto ascoltare l’omelia del sacerdote  per scoprire cosa si sarebbe inventato per rendere se non sensato almeno sopportabile quel dolore. Rimasi stupita quando lui semplicemente disse che ciascuno di noi nasce con il compito di portare a termine delle missioni, e soltanto nel momento in cui adempiamo a questo compito, siamo pronti per lasciare questa vita.

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Le ricorrenze

Ci pensavo da giorni a questa ricorrenza.

Mi domandavo come avrei fatto a trascorrere indenne questa giornata senza esserne consumata dai ricordi.

Perché i giorni normali, quelli che si infilano uno dietro l’altro come perle di una collana, sono più semplici da gestire basta riempirli di pranzi, cene, lavatrici, spesa, e si fa in fretta ad arrivare a sera.

Ma i giorni contrassegnati dalle ricorrenze, quelli sì che sono faticosi da attraversare e la tentazione di scavalcarli è irresistibile.

Poi mi è venuta un’idea.

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Cambiamento

Il cambiamento ci appartiene, ci fa stare meglio, riporta equilibrio e serenità nella nostra storia.

Appena arriva è spiazzante, mette un po’ d’ansia, ma la capacità di accettarlo, di accoglierlo è il nostro punto di forza.

Cambiare auto, cambiare lavoro, cambiare casa, cambiare idea, o più semplicemente cambiare taglio di capelli, di abitudini, di sapori, ci concede un vantaggio sulla vita, ci convince che veramente possiamo cominciare dalle piccole cose per rimettere in ordine qualcosa che non sta funzionando e non ci fa stare bene.

Ci vuole coraggio, ma soltanto per partire, perché poi a sostenerci arrivano forza e determinazione e quelle siamo brave ad andare a procurarcele scavando a fondo dentro noi stesse.

Io oggi ho cambiato il tema del mio blog.

Ero un po’ preoccupata, non me la cavo troppo bene con la tecnologia e voglio fare sempre tutto da sola.

Ma siccome esattamente 3 mesi, fa scrivevo dentro a questo blog per la prima volta, ho sentito il bisogno di celebrare questo avvenimento, perché anche se non del tutto consapevole,  mi stavo costruendo una rete che mi avrebbe impedito di cadere duramente a terra, un giorno, e magari farmi anche del male.

Quindi, se da qualche parte, testa o cuore, avete in mente un cambiamento che non se ne vuole andare, cominciate a cullarlo, a considerarlo, a non soffocarlo. Lasciatelo emergere, guardatelo in faccia, affezionatevi e poi, a piccoli passi, senza fretta, e soprattutto senza aspettare l’approvazione di chi vi circonda, adoperatevi per realizzarlo.

Fate in modo che fuoriesca da voi per andare verso gli altri e non viceversa.

E infine se ne avete voglia, raccontatelo.