Imparerò

Imparerò.

A cuocere meno pasta e meno riso e a fare torte più piccole, che sennò avanzeranno sempre.

Imparerò a ricordare scadenze, chiavi e fazzoletti.

Imparerò a guardare il cielo per capire se andrà a piovere, anziché domandartelo.

Imparerò a fare ordine, anche se eri tu quello preciso e io ti avevo sposato per non perdermi.

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Accettazione

A guardarla, solo per come è scritta non la si potrebbe definire proprio una gran bella parola.

Anche la pronuncia è dura, fredda, quasi intimidatoria.

Eppure nel suo significato più profondo,  Accettazione significa accoglienza che invece è una parola confortante, morbida nella bocca, di quelle che ti spiace pronunciare perché te la vorresti tenere tutta dentro.

Credo che il pezzetto che venga richiesto di fare, sia quello lì, quando la speranza se l’è data a gambe levate e si ha la sensazione di scivolare nelle tenebre.

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Gigiuanna storia di un nome

Avevo 17 anni quando sono diventata zia.

Ricordo un’emozione così intensa da farmi quasi male.

Quando ho visto Gabriele per la prima volta, figlio di mio fratello, mi sono chiesta come potesse essere la dimensione di amore di un genitore, se già quello di una zia era così potente da ubriacarmi.

Poi negli anni diventando genitore, ho capito che l’amore non è così facilmente misurabile come forse ci farebbe comodo che fosse in certi momenti della nostra vita.

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