Da quando nel lontano 1986, mio marito (allora mio fidanzato) scelse di fare per 24 mesi l’obiettore di coscienza presso un Istituto Salesiano, anziché il servizio militare, un filo sottile ha legato la nostra storia di coppia a Don Bosco, figura importante vissuta nei primi anni del 1800, che dedicò la sua intera esistenza ai giovani, occupandosi della loro educazione che da sempre lui definì “cosa del cuore”.
L’arrivo mensile del Bollettino Salesiano ricco di articoli e testimonianze è spesso stato spunto di confronto e condivisione anche con i nostri figli e ancora oggi che sono rimasta l’unica della famiglia a leggerlo, lo considero un appuntamento rassicurante.
E’ stato proprio durante i caldi giorni di Agosto in cui stavo decidendo la meta del mio prossimo cammino, che sfogliando l’ultimo numero, ho visto l’articolo che parlava del Cammino di don Bosco.
Forse non tutti lo ricordano, ma esattamente tre anni fa esordivo con questo articolo, con il quale esprimevo la mia gratitudine per l’amore e l’affetto con cui tante persone seguivano questo blog nato da poco.
Ve lo ripropongo perché sto per raggiungere un nuovo traguardo: tra pochissimo infatti ( e mentre leggete l’articolo credo proprio che sarà anche stato superato🤗🤗 ) raggiungerò 100.000 visite.
I numeri sono solo numeri, avete ragione, ma per me, almeno in questo caso, raccontano tante cose.
Raccontano di voi, che vi prendete il tempo, comodamente sedute o almeno lo spero, di leggere ciò che scrivo e mi auguro, di trovarlo qualche volta utile, interessante, ma soprattutto mai banale né scontato.
Ogni volta che siedo davanti al PC per scrivere, mi metto nei vostri panni e mi domando: cosa avrei voglia di leggere?
Cerco di soddisfare i vostri bisogni, che alla fine sono anche i miei.
Per questo ripubblico volentieri questo articolo. Perché parla di gratitudine, che mi piace immaginare sia reciproca. E ve lo dedico con tutto il cuore.
Credo che la gratitudine sia veramente una gran bella cosa. Quando ci sentiamo grati per qualcosa o qualcuno che inaspettatamente e piacevolmente entra a far parte della nostra vita, non importa per quanto tempo, diveniamo a nostra volta portatori di gioia e prosperità. La gratitudine non è altro che un modo di stare al mondo. Sentirsi grati ci permette di apprezzare tutto ciò di cui godiamo dalla mattina quando mettiamo i piedi giù dal letto (che fortuna!) alla sera, quando di nuovo facciamo ritorno a quel letto (altra fortuna! ). Oggi mi sento grata perché celebro 10.297 visite dentro a questo blog, avvenute in poco più di cento giorni dalla sua nascita. Mi sento enormemente grata per la vostra compagnia nei giorni buoni e in quelli duri, per la costanza e l’affetto con cui mi state seguendo, per i commenti ricevuti dentro e fuori dal blog, i likes, i consigli, e tutto quanto mi impedisce ogni giorno di rincorrere pensieri ingarbugliati. A volte mi chiedono: “Ma di cosa si parla nel tuo blog?” “Di tutto ciò di cui mi va e vi va di parlare”. Non so quale sarà il prossimo argomento e non lo sa nemmeno chi mi segue, ma dentro a questo girotondo fatto di dare e avere, mi piace pensare che ci sia una sorta di gratitudine reciproca che fa stare bene tutti quanti. Ogni volta che la lettura, di qualunque forma, spessore, significato si rivesta, ruba un sorriso, un pensiero, una riflessione, una lacrima, sempre di buona lettura si tratta. Quindi 10.297 grazie.
E prima di salutarvi e darvi appuntamento a Settembre, vi lascio con due bellissime iniziative a voi completamente dedicate.
La prima è questa, sei appuntamenti imperdibili per regalarvi del tempo prezioso
Dedicato a tutte coloro che come me non sono ancora in vacanza, oppure sono già tornate:
SABATO 19 AGOSTO faremo una bella camminata, perciò tenetevi libere per l’intera giornata e confermate la vostra presenza a questa mail gio.fumagalli66@gmail.com.
non lo nascondo è stata una settimana emotivamente impegnativa.
Delle ricorrenze faticose da affrontare ho raccontato più volte, e dal 12 Luglio, giorno del compleanno di mio marito, non è mai facile uscire indenne.
Mi è tornato alla mente il post che avevo scritto tre anni fa, che raccontava proprio di questa fatica, che allora avevo affrontato cucinando i panzerotti di Davide, ve li ricordate?