In evidenza

L’estate più calda della mia vita

Nell’estate più calda della mia vita ho salutato mia suocera per l’ultima volta.
Mancavano pochi giorni al compimento dei suoi 90 anni e mi solleva il cuore pensare che ora si trova esattamente dove vorrebbe essere: in compagnia di suo figlio.

Nell’estate più calda della mia vita ho accompagnato un micetto di nome Matisse a intraprendere il suo ultimo viaggio, perché quando la sofferenza dei nostri animali è smisurata abbiamo una responsabilità di misericordia nei loro confronti.
E ne ho riportato indietro un altro, perché per fortuna non era ancora giunta la sua ora.

E cerco di non lamentarmi dei miei due gatti, che non vanno d’accordo tra di loro, e del mio cane, che non va d’accordo con i miei gatti, perché alla fine gli animali gestiscono le relazioni molto meglio di quanto non sappiano fare gli esseri umani.

Nell’estate più calda della mia vita ho creato il più fresco dei rifugi per la mia piccola Angelica: la nostra taverna, dove abbiamo sistemato un bel tappeto, tanti giochi, un milione di libri e il mio amore smisurato per lei, sperando che tutto questo possa convincerla che il mondo, alla fine, da qualunque punto di vista lo si guardi, è sempre un posto meraviglioso in cui vivere.

Nell’estate più lunga della mia vita ho incontrato amiche che mi hanno ricordato quanta vita abbiamo percorso e ci siamo lasciate alle spalle e quanta poca ne rimane ancora da vivere.
Ma va bene così.

Nell’estate più calda della mia vita Guccini se n’è andato, non prima di aver spalancato la porta della mia adolescenza e avermi ricordato quanto era stato capace di convincermi che, cantando forte “Dio è morto”, un po’ il mondo l’avremmo cambiato.”

 Nell’estate più calda della mia vita ascolto e riascolto il nuovo EP di Susanna, in anteprima, e ci piango su ogni volta.
Perché quella capacità di racchiudere in una frase ciò che io, per raccontarla, avrei bisogno di scrivere in un intero libro, giuro, non so dove l’abbia presa.
Ma ringrazio Dio ogni giorno che abbia deciso di farne dono al mondo, che ne abbiamo un bisogno smisurato.

Nell’estate più calda della mia vita ho guardato Everwood, la serie TV più bella dopo This Is Us, e porto con me le parole che mi hanno rapito il cuore.

“Ma tu non sei infelice”
“Qualche volta lo sono”

Nell’estate più calda della mia vita ho letto i libri di Viola Ardone, Il treno dei bambini e Oliva Denaro, e ancora una volta ho imparato che scrivere significa soprattutto arrivare al cuore delle persone, offrire occasioni di riflessione, anche commuoversi, ma sopra ogni altra cosa uscirne, in qualche modo, migliori.

“Le paure sono porte che esistono solo fino a quando non abbiamo il coraggio di attraversarle.”

Nell’estate più calda della mia vita mi sono innamorata delle canzoni di Marco Masini, che mi ha tenuto sempre compagnia negli anni, restando un passo indietro. E oggi ho capito perché.

Perché le canzoni sono così: non vanno bene per tutti i momenti della vita. Ma quando tocca a loro, lo sanno: arrivano puntuali e diventano colonna sonora dei tuoi giorni.

E Ci vorrebbe il mare mi ha avvolto il cuore come un morbido strato di seta, e io l’ho lasciato fare.

Ci vorrebbe il mare che accarezza i piedi
Mentre si cammina verso un punto che non vedi

Nell’estate più calda della mia vita ho programmato un cammino che poi ho deciso di non fare perché, appunto, l’estate più calda della mia vita mi ha decisamente dissuaso.

E ancora non so come abbia fatto, ma ho anche lavorato a nuovi progetti che presto vi racconterò.
Ma per adesso non dico niente.

Nell’estate più calda della mia vita non ho mai smesso di farmi domande, anche se retoriche, senza risposta, inutili e ripetitive, perché alla fine, se non hai più niente da chiedere e da chiederti, ho paura che la vita finisca e dico la verità un po’ ci rimarrei male.

A questo punto vi starete domandando: che cosa c’entrano le marmellate?

C’entrano, c’entrano.

Perché alla fine, nell’estate più calda della mia vita, faccio quello che amo fare ogni estate: preparo marmellate per l’inverno.

Così, quando mi sembrerà di morire di freddo, aprendo il vasetto sentirò il profumo di questi caldi giorni estivi e forse mi dirò:

“Ma perché ti lamentavi tanto di me?”

E voi?
Avete voglia di raccontarmi cosa avete fatto nell’estate più calda della vostra vita? 🥰🥰🥰

Le aspettative, di nuovo

Buongiorno amiche care, questo caldo mi sta mettendo a dura prova e la fatica di dedicare tempo alla scrittura unitamente al desiderio di mangiare solo cibi freschi, mi ha fatto venire voglia di riproporvi in queste ultime domeniche, prima della pausa estiva, articoli estivi già postati su questo blog per dare modo a chi non li aveva ancora letti, di poterlo fare, magari comodamenteseduta sotto l’ombrellone.⛱⛱

Quello che vi propongo oggi è un articolo che risale a quasi due anni fa, ma ancora molto attuale, in cui raccontavo di una ricetta semplice per fare un buonissimo gelato alla frutta:
Le aspettative di un gelato.

Tra l’altro l’argomento di cui avevo parlato riguardava le aspettative, tema sempre molto scottante soprattutto per noi donne.

La mia amica Luisa la scorsa settimana mi ha inviato un video che spiega come fare un buon gelato in breve tempo senza gelatiera. E’ un procedimento davvero semplice e l’unico ingrediente necessario è la frutta. Eccolo qui

Mi sono subito cimentata, ma quando ho visto il risultato, ho provato un po’ di delusione, perché non era venuto esattamente come quello del video. Poi però l’ho offerto ai miei figli e loro mi hanno fatto i complimenti dicendomi che era molto buono. Mi sono chiesta come mai a loro avesse fatto questa impressione, e a me proprio il contrario. Poi ho capito.
Nei confronti di questo gelato avevo riposto troppe aspettative.
Le aspettative sono una enorme fregatura. Finché si limitano a un gelato va tutto bene. Ma quando le abbiamo alte, altissime nei confronti delle persone che amiamo, quando ci aspettiamo che loro siano ciò che non possono essere, che  intuiscano i nostri bisogni e possibilmente li soddisfino, che ci rendano felici insomma, allora la situazione si complica e si fa fatica a venirne fuori. 
Perché non possiamo caricare gli altri di una simile responsabilità.
Se ci hanno a cuore, potranno certamente accrescere, arricchire, illuminare la nostra felicità.
Ma difficilmente potranno renderci felici se in cuor nostro, noi non lo siamo, almeno un poco.
Quando ho ridotto le aspettative nei confronti del mio gelato, e l’ho accettato per ciò che era e cioè un gelato fatto in casa fresco e dal sapore gradevole, anche se non perfetto, mi sono ritenuta soddisfatta del risultato.
E adesso alcune indicazioni pratiche che potrebbero farvi comodo.
1 Mettete la frutta in freezer già tagliata a piccoli pezzi altrimenti farete molta fatica a frullarla.
2 Se il gelato vi piace particolarmente dolce (a noi sì!) prima di frullare aggiungete un po’ di zucchero a velo (così non sentirete i granelli di zucchero).
3 Se non avete un mixer, andrà benissimo un frullatore a immersione, anche se richiede un po’ più di tempo e pazienza.
Io ho provato con le fragole e le pesche
Il gusto non posso descriverlo, è da assaggiare.
Aspetto i vostri gelati e i vostri pensieri sulle aspettative.


Prima di salutarvi voglio augurarvi di cuore che possiate smettere di aspettarvi cose.

Di aspettarvi che le persone intorno a voi cambino, perché sarà improbabile che ciò avvenga, se non sarete voi le prime a mettervi in discussione.

Di aspettarvi che la vostra vita prenda un’altra direzione, perché non sarà possibile a meno che non siate voi a indicargliela.

Di aspettarvi che le situazioni affettive, lavorative, familiari, amicali, dentro le quali siete finite per mille ragioni, che improvvisamente si sono fatte scomode, si risolvano da sole, perché sarà difficile che accada, se non vi deciderete a metterci mano.

Prendetevi cura di voi stesse, perché nessun’altro saprebbe farlo meglio.


Così, a cavallo del nostro secchio, ci affacceremo al nuovo millennio,
senza sperare di trovarvi nulla di più di quello che saremo capaci di portarvi.
Italo Calvino

Una buona domenica e naturalmente se questo articolo vi è piaciuto, potete come sempre condividerlo cliccando qui sotto 👇👇👇

Il caldo maleducato

Nel mio articolo Anguria e melone in competizione avevo già colto l’occasione per dirvi che l’estate non è esattamente tra le mie stagioni preferite.

Io la definisco la stagione del troppo perché in questo periodo tutto è esagerato: i temporali, le zanzare, l’insonnia, e la causa di tanto disagio è da attribuirsi soltanto a lui : il caldo torrido .🥵🥵

Ieri sono andata a Roma in giornata ( e prima o poi vi racconterò anche questa storia, lo prometto!) e il termometro ha raggiunto i 36 gradi: vi assicuro che per una come me innamorata del freddo, è stato veramente difficile non soccombere.

Il caldo è così: arriva, non si preannuncia, e ti mette fuori combattimento.

Spesso ripeto che dal freddo possiamo difenderci, ma il caldo lo si può solo sopportare.

Ha proprio una mancanza di rispetto verso noi umani, insomma è veramente maleducato.

Continua a leggere “Il caldo maleducato” →