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Il diavolo e l’acquasanta

La scorsa domenica sono andata a Milano a trovare una cara persona che sta attraversando un momento difficile e doloroso😔😔.

Nonostante conosca Milano molto bene e l’esperienza negli anni mi abbia insegnato a muovermi sui mezzi senza abbassare la guardia, a quanto pare ho ancora tanto da imparare perché mi hanno rubato il portafoglio 😭😭.

Non è la prima volta che mi capita di essere derubata, sempre a Milano e sempre sui mezzi mi era già accaduto diversi anni fa, ma mi sono resa conto che non ci si abitua mai a questo genere di cose.

Quando mi sono accorta di ciò che era accaduto ho provato un fortissimo senso di smarrimento.

Anche se di breve durata, la sensazione che si prova di impotenza, solitudine, ma soprattutto umiliazione, è indescrivibile. Ritrovarsi in un luogo così affollato senza documenti né soldi genera uno strato di sottile ansia e vi garantisco che non è facile scrollarsela di dosso.

E’ stato come se improvvisamente seppure per un breve lasso di tempo, avessi smesso di essere me stessa.

Un ladro non ti ruba soltanto un portafoglio, ma molto di più.

Ti rende diffidente verso il prossimo, e timoroso, e incredibilmente vulnerabile. Cambia il tuo sguardo sulle persone e serve molto tempo per riacquistare una sorta di equilibrio.

Forse ti insegna anche a essere più accorto (non a me), ma pagando un prezzo veramente caro.

Dopo lo sconforto è sopraggiunta la frustrazione, al solo pensiero della quantità di tempo che avrei dovuto spendere per richiedere tutti i duplicati dei documenti e sporgere denuncia.

Tuttavia, sapete bene che io amo i bicchieri mezzi pieni.

E quindi voglio raccontarvi anche un altro aspetto di questa vicenda, un aspetto che ha a che fare con le brave persone.

Nei giorni seguenti ho richiesto il blocco della carta di credito e la mia amica Cristina ha reso tutto molto più sbrigativo e semplice di quanto non credessi.

Per non parlare delle commesse dell’Esselunga e di Arca Planet, che mi hanno dedicato buona parte del loro tempo per farmi duplicati delle tessere.

Quando poi mi sono decisa a sporgere denuncia, e mi sono recata dai Carabinieri, ho trovato un Appuntato comprensivo e gentile.

Ma la certezza che al mondo alla fine ci sono molte più brave persone che gente disonesta,  l’ho avuta ieri mattina, quando ho ricevuto una telefonata dal signor Giuliano che  mi comunicava di aver ritrovato il mio portafoglio sotto la sua auto.

Non posso descrivervi la gioia e il sollievo provati in quel momento, ma credo riusciate a immaginarla.

Così ieri sono tornata a Milano a riprenderlo e ho conosciuto anche la moglie del signor Giuliano, altra persona squisita che mi ha accolta con un tale affetto, da rasentare la commozione.

Insomma, tutto è bene quel che finisce bene, e quindi volevo dire al ladruncolo che si è preso il mio portafoglio che non ce l’ha fatta nemmeno questa volta a farmi perdere la fiducia nel genere umano, perché ci hanno pensato tutte le splendide persone che ho incontrato lungo la settimana a dimostrami che alla fine il bene vince su tutto.

E siccome voglio chiudere questo articolo con una nota di dolcezza, visto il titolo, vi giro la ricetta di una torta buonissima che ho realizzato per festeggiare la felice conclusione di questa vicenda.

Sto parlando della torta paradiso, una delle mie preferite, delicata, profumata e perfetta per la colazione del mattino e il te del pomeriggio.

Vi giro gli ingredienti ma per il procedimento vi invito a seguire il video di questa ragazza stra-simpatica perché è pieno zeppo di accorgimenti importanti per realizzare una torta veramente squisita


TORTA PARADISO
100gr burro morbido, tolto dal frigo almeno due ore prima di preparare la torta
180gr zucchero
4 uova a temperatura ambiente
buccia grattugiata di un limone non trattato un cucchiaino (5ml)
estratto di vaniglia
80gr fecola di patate o amido di mais
200gr farina 00
una bustina (16gr) di lievito per dolci
un pizzico di sale
zucchero a velo vanigliato per decorare
Cottura 180°C | 40 minuti, ripiano centrale.

Amiche care, se anche voi avete una storia da raccontare vi ricordo che potete inviarla alla mail gio.fumagalli66@gmail.com, così la pubblicherò nella categoria “Protagoniste per un giorno” .

Vi auguro una buona domenica e naturalmente se questo articolo vi è piaciuto, non dimenticate di condividerlo.

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Raccontami una storia

Pubblicata su Confidenze n. 21 Maggio 2020

Per quanto scavi dentro la mia memoria, faccio fatica a ricordare un pranzo della mia vita in cui non sia stata seduta a tavola con i miei nonni.

Loro ci sono sempre stati, dentro la mia infanzia, la mia adolescenza e ancora oggi che ho diciotto anni compiuti, non vado a dormire se prima non sono salita da loro per un saluto. Sono i genitori della mia mamma, e abitano sopra di noi da sempre, anzi, noi abitiamo sotto di loro, perché quando si sono sposati i miei genitori, i nonni hanno fatto alzare il tetto della casa e ricavato un piccolo appartamento per lasciare a loro la casa più grande.

Per i miei genitori è stata una grande fortuna poter contare sui nonni, la mamma mi racconta sempre che per ogni cosa ci sono sempre stati.

Quando partivamo per le vacanze non c’era nemmeno il problema di chiudere casa, perché la nonna scendeva, la ripuliva per bene e al nostro ritorno trovavamo sempre profumo di pulito e frutta fresca sul tavolo.

E’ stata semplice e meravigliosa la vita con i nonni.

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E’ il pensiero che conta

Mai come quest’anno in famiglia per quanto riguarda la scelta dei regali natalizi, abbiamo commesso errori clamorosi.

I giorni successivi al Natale c’è stata la corsa al reso e al cambio: Susanna ha ricevuto da parte mia delle scarpe che non erano proprio quelle che desiderava 🙄🙄, Sara con Fabrizio si è tanto impegnata per regalarmi un pile bellissimo (indumento che io adoro😍😍) ma sbagliando sia la taglia che il colore 😭😭, per non parlare dei regali che si sono scambiati tra fratello e sorelle: portachiavi, calze, libri, insomma un disastro.

Invece di essere riconoscenti e felici per i doni ricevuti eravamo tutti piuttosto delusi e scontenti.

Com’è possibile che persone che si conoscono da tutta la vita e si vogliono così bene, facciano tanta fatica a scegliere un regalo capace di soddisfare le aspettative reciproche?

Questa cosa mi ha fatto pensare un po’ al significato dello scambio dei doni natalizi che è iniziata con la nascita di Gesù ed in particolare con la visita dei Re Magi e dei doni che portarono: oro, incenso e mirra.

Insomma l’intento era quello di celebrare un momento di gioia, anche se purtroppo nel corso degli anni sappiamo bene quale caratteristica un po’ troppo consumistica ha preso questa bella usanza.
Però al di là del consumismo la gioia che si prova a donare e ricevere dovrebbe essere comunque autentica, a prescindere da ciò che riceviamo perché come si ripete sovente:

E’ il pensiero che conta

Di questa frase lungo gli anni abbiamo un po’ smarrito il significato secondo me.
Se ripenso ai Natali della mia giovinezza, ricordo che scegliere un regalo per le persone a me care, non era fonte di ansia e indecisione e soprattutto non vivevo la preoccupazione di trovare ad ogni costo qualcosa di utile che potesse soddisfare i gusti e le necessità di chi l’avrebbe ricevuto.

Quando trovavo qualcosa di bello mi domandavo: a chi potrei regalarlo? E poi lo accompagnavo con un bel biglietto nel quale magari raccontavo la storia della mia scelta augurandomi che potesse piacere.
E nessuno ci rimaneva male.

Perché la magia di un regalo sta tutta racchiusa lì: nella gioia di sapere che qualcuno ti ha pensato e te lo dimostra con un piccolo gesto concreto.

E non importa cosa ne farai di quel regalo: potrai riciclarlo senza sentirti in colpa come si riciclano abiti, libri, carta e penne, oppure dimenticarlo in un angolo, o dedicargli uno spazio speciale in qualche angolo della casa: ma l’emozione di riceverlo e sentirti amata, non la dimenticherai per il resto della tua vita

I doni non sono mai sbagliati, nemmeno quando ci deludono, ma è necessario che impariamo ad andare oltre, a leggere l’affetto di chi ce lo regala, che non sempre va di pari passo con la conoscenza dei nostri gusti, ma questa credetemi, è veramente tutta un’altra storia, di poca importanza.

E a proposito di regali natalizi prima di salutarvi voglio raccontarvi di un regalo molto carino che mi è arrivato da Alessandra, mia nipote.

Questo vaso contiene una miscela di farina, zucchero e non so cos’altro, per realizzare biscotti natalizi 😋😋

Stamattina forse un po’ nostalgica per la fine delle vacanze ho provato a realizzarli.

Ho aggiunto 100 g di burro, un uovo, ho impastato, ricavato biscotti con l’aiuto di alcune formine che avevo in casa, e infornato a 180 gradi per 15 minuti.

Guardate che meraviglia 😊😊

Potrebbe essere un’idea per i vostri regali di Natale cosa ne dite?

In casa si è subito sprigionato un fragrante profumo di cannella e mentre ne assaggiavo uno, ho salutato con un po’ di malinconia, il secondo Natale della mia vita senza mio marito.

Il tuo cuore lo porto con me.
Lo porto nel mio
Non me ne divido mai.


Edward Estlin Cummings

Vi auguro una buona domenica e se anche voi come me state già pensando al prossimo Natale (io vorrei tanto andare a New York e voi?), vi mando un abbraccio solidale 🥰🥰.

E non dimenticate di condividere questo articolo, se vi è piaciuto naturalmente 😉