Poi accade che dopo un’attesa lunga nove mesi, un’attesa differente da quella che hai sperimentato tu, vissuta da lontano eppure incredibilmente vicina, un’attesa di giorni sospesi tra l’ansia e la gioia, tra l’inquietudine e lo stupore, una mattina di autunno tiepido, una bambina di nome Angelica viene al mondo e stravolge per sempre le priorità della tua vita.
E’ arrivata come un dono dal cielo senza che abbia fatto nulla per meritarla, e tutte quelle domande rimaste troppo a lungo in sospeso, improvvisamente hanno trovato una risposta di senso.
Che nonostante siano più gli anni che hai vissuto che quelli che ti rimangono da vivere, e il tuo corpo ti ricorda che il tempo è volato via veloce, sei pronta ad andare incontro a questa avventura meravigliosa con il cuore stracolmo di gratitudine.
Che questo è l’impegno più sensato, più prezioso, più sorprendente che vorrai prendere da qui in avanti.
Che questa sarà la costruzione di una storia mai narrata prima, e qualcosa ti dice che potrebbe essere la più bella mai vissuta fino ad ora.
Ma soprattutto, comprendi che tutto quell’amore rimasto così a lungo dentro il tuo cuore rischiando di avvizzire, ora può riprendere vita e tornare finalmente in circolo.
Buona vita piccola Angelica!
Che sia io la tua estate
Che io sia la tua estate Quando l’estate sarà lontana! E la tua musica, quando allodola E pettirosso taceranno! Saprò evitare la tomba e fiorirò per te E seminerò promesse di fiori Ovunque! Ti prego coglimi – Anemone – Tuo fiore – per sempre!
Il time-out è una sospensione del gioco che l’allenatore richiede quando capisce che i giocatori hanno bisogno di una pausa. Vengono date nuove disposizioni e poi il gioco riparte.
Mi è piaciuta questa espressione e oggi desidero farla mia, pensando al mio blog.
Un time-out si impone in questo momento della mia vita in cui faccio fatica a trovare il tempo, la concentrazione e le idee per scrivere.
Non voglio forzarmi ma non voglio abbandonare, quindi chiedo un time-out.
E per non lasciarvi senza la vostra occasione di mettervi comodamentesedute amiche mie, spero vi faccia piacere leggere qualche storia natalizia che avevo scritto per Confidenze.
Vi terrò compagnia per qualche settimana con l’augurio di accompagnarvi dentro la magia del Natale con la consueta serenità e il grande affetto che nutro per voi.
Nonostante i buon propositi ci sono cascata di nuovo.🙄🙄
Tentata dall’offerta, prima di Pasqua ho acquistato una colomba senza pensare alle solite conseguenze che posso riassumere in due semplici punti
1 La colomba pasquale non è certamente il dolce preferito della nostra famiglia (ho pure scelto la versione con i canditi che tutti detestiamo😣😣)
2Non ho calcolato che per finirla ci avremmo impiegato almeno sei mesi.
Insomma un disastro.
Così questa settimana dopo aver tentato di proporla inutilmente a colazione in primis alla sottoscritta e poi ai figli, mi sono arresa e ho cercato una ricetta che la trasformasse in qualcosa di più appetitoso.
Ebbene, è con grande soddisfazione che posso dire di esserci riuscita.
Leggete un po’ qui.
Torta morbida con la colomba e le uova di Pasqua
colomba e uova avanzati
latte a pari peso della colomba, (io ho utilizzato 300 gr di colomba e 300 di latte)
2 uova (per 300 di colomba, o 3 per 500 g.)
Ho tagliato fette di circa un cm di spessore, le ho disposte in una teglia con carta forno, ho messo dei pezzetti di cioccolato e poi di nuovo una strato di fette di colomba.Ho sbattuto le uova, ho aggiunto il latte e ho versato il tutto sopra le fette di colomba inzuppandole per bene. Ho infornato a 180°C per circa mezz’ora.
Come potete vedere dalle foto l’aspetto non è proprio dei più invitanti, ma vi garantisco che il risultato è stupefacente.
Vi raccomando solo di consumarla fredda, meglio ancora se il giorno successivo.
Se la volete ascoltare recitata dalla voce di Fabio Volo, è ancora più bella.
Questa settimana ho avuto l’occasione di incontrare diverse donne, alcune per lavoro, altre per amicizia, altre ancora per caso.
Ciascuna di loro mi ha raccontato la sua storia, storia di una rinascita già avvenuta, non ancora pensata, oppure in divenire.
Ho ascoltato i loro dubbi, le perplessità , il timore di non farcela, di sbagliare, di ferire, di deludere.
Eppure rinascere è qualcosa di cui non possiamo fare a meno, ci spaventa l’idea di lasciare certezze, stabilità , sicurezza per intraprendere un percorso che non conosce nemmeno una risposta a tutte le domande che ci salgono dentro, un percorso che potrebbe portare a un fallimento, a una sconfitta, a un declino.
Ma potrebbe anche farci scorgere nuovi scenari, altri colori, altre sfumature di cui ignoravamo completamente l’esistenza.
Certo, la rinascita richiede sempre un cambiamento.
Sorrido pensando alla mia colomba pasquale, forse buona lo stesso, ma certamente migliore dopo aver accettato la trasformazione.
Allora dedico questa poesia a tutte le donne al bivio che ho avuto l’onore e il privilegio di incontrare in questi giorni, non è tanto la decisione che prenderete che parlerà di voi, ma la modalità con la quale arriverete a decidere il vostro progetto di rinascita che farà la differenza. E poi, comunque vada non dimenticate di andarne fiere.
E se avete una storia di rinascita da raccontare, potete farlo attraverso le pagine di questo blog.
Per me sarà un onore ospitarle.
Amiche vi auguro una buona domenica, se volete scrivermi vi ricordo che potete farlo qui :