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Cento di queste pagine

Quando ho iniziato a scrivere dentro questo blog ormai quasi un anno fa, lo ammetto, avevo poche idee e ben confuse, e non immaginavo nemmeno lontanamente quanto sarebbe durato questo cammino e soprattutto dove mi avrebbe condotta.

Mi ero ripromessa soltanto una cosa, di dare valore ad ogni singola pagina che avrei pubblicato, perché le parole che scegliamo per raccontare storie hanno un peso, volano dirette al cuore delle persone e muovono sentimenti, creano stati d’animo, rievocano ricordi e per questo vanno maneggiate con cura. Per questo è importante pensarle bene prima di pronunciarle, di scriverle, essere rispettosi dei contenuti che pubblichiamo, concentrandoci a lungo sulle conseguenze che potrebbero avere sulle persone.

Le parole si depositano leggere, ma strato dopo strato nel tempo, diventano come granito che non si scalfisce e appunto diventano pesanti, quasi insopportabili da sostenere.

Con questo post oggi celebro le mie prime cento pagine e chiedo scusa se scrivendole, inconsapevolmente, ho ferito qualcuno, ma soprattutto ringrazio chi non si è ancora stancato di leggermi e leggendomi, ha colto un’opportunità di fermarsi a riflettere, che di questi tempi, non è proprio cosa da buttare.

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La forza dei sogni

I CONTENUTI DEL MIO BLOG: CONCORSI LETTERARI

CONCORSO LETTERARIO PAROLE DI DONNA QUARTA EDIZIONE
CONSULTA FEMMINILE CITTA’ DI LECCO

OPERA SEGNALATA – MARZO 2010

Stamattina mi ha svegliato un pensiero: io sono una persona per bene. Ho quasi 50 anni, un buon lavoro in uno studio notarile e vivo sola in un grazioso appartamento arredato con buon gusto che non necessitava di grandi pulizie fino a tre settimane fa, quando la mia vita ha subito uno scossone dal quale non mi sono ancora ripresa.

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OGNI TANTO CI PENSO

Ogni tanto ci penso.

A come sarà quando tutto questo sarà terminato.

A come saremo noi, che adesso ci viviamo dentro forse fin troppo inconsapevolmente.

Ogni tanto ci penso.

A come sarà andare a fare la spesa senza mascherina, alzarsi la mattina e decidere di andare dal parrucchiere, o a comprarsi un paio di scarpe o fare una lunga passeggiata nei boschi senza voltarsi indietro, senza sentirsi in colpa.

Ogni tanto ci penso.

A come si sentiranno i nostri figli a tornare nei banchi di scuola, all’emozione e alla commozione che esploderà nei loro cuori nel rivedere volti che non si nasconderanno più dietro una videocamera. A cosa racconteranno ai loro figli e ai loro nipoti ricordando la Primavera del 2020.

Ogni tanto ci penso.

Agli anziani sopravvissuti e increduli.

A noi, adulti catapultati in una storia che non sembrava appartenerci e invece eccoci qua.

Ogni tanto penso a dove troveremo il coraggio di tornare ad abbracciarci senza che questo ci metta angoscia, di fare ritorno alla nostra folle vita di un tempo, come se nulla fosse accaduto.

Ci penso e mi dico che non saremo più gli stessi.

Per fortuna o forse no.

Alle volte ci penso, e poi smetto di pensarci.

E’ una bella giornata, l’aria profuma di pulito, sono viva e sto bene.

Per oggi può bastare.