“CHIAMATEMI ANNA” SERIE TV DA GUARDARE CON LA FIGLIA ADOLESCENTE

Una serie tv non cambia certo la vita.

Ci vuole ben altro per costruire relazioni con i figli, ci vogliono tempo, fatica, impegno e tantissima pazienza.

Ma anche una serie tv alle volte, diventa un’alleata preziosa per fermarsi un momento a riflettere su qualcosa che fino a quel momento lì, ci era sempre sfuggito di mano, un’occasione per capire dove stanno con la testa i nostri figli senza chiederglielo apertamente (che tanto non risponderebbero).

Io mi sono sentita così guardando “Chiamatemi Anna” in compagnia di mia figlia che tra pochi giorni compirà 17 anni.

“Chiamatemi Anna” racconta le vicende di un’orfana che dopo aver vissuto un’ infanzia difficile e solitaria, viene adottata da due fratelli anziani che vivono in Canada in una fattoria immersa nel verde chiamata Green Gables, di cui Anna si innamora subito. La vicenda in sé non racconta niente di nuovo, ma ciò che la rende attuale e appassionante è la stragrande quantità di temi sociali che vengono affrontati attraverso lo sguardo di un’adolescente che con coraggio e determinazione non scende a compromessi con nessuno.

Fin dalle prime puntate la rivendicazione dei diritti femminili esplode con una potenza che lascia senza fiato.

Siamo alla fine dell’1800 e per una donna è tutto complicato: pochi, pochissimi diritti e infiniti doveri tra i quali compiacere prima il padre e poi il marito.

Ma Anna di Green Gables non ci sta.

“Non sono gli uomini che completano le donne, le donne sono già complete nel momento in cui vengono alla luce”.

Ecco figli mia, tieni bene a mente queste parole, perché l’amore tra un uomo e una donna, non ha niente a che vedere con tutto questo, è un’altra cosa, è complicità, passione, rispetto,  certamente non dominio, sottomissione, paura o debolezza.  Soltanto noi misuriamo il nostro valore.

E ancora, la diversità: “Diverso non è un male, solo non è lo stesso”.

Nell’amore, nell’amicizia, a scuola, nello sport, nella politica e nella fede, la diversità ci rende speciali, unici.

Decidi quali sono i tuoi ideali per poi inseguirli senza esitare, racconta le tue ragioni, se credi che ne valga la pena,  altrimenti dai le spalle a chi non ti accetta, a chi ti critica, ma soprattutto a chi vorrebbe cambiarti.

Tanto  è lo spazio dedicato alla famiglia, l’amicizia, gli affetti. “Quando un tenero affetto si è accumulato in noi per molti anni, l’idea che potremmo accettare qualunque cosa in cambio di esso sembra sminuire la nostra vita”.

Sii grata per l’amore della tua famiglia, per le amicizie che hai saputo coltivare, per i legami che hai costruito con saggezza e che ora sono fondamenta salde di una vita piena di amore.

E poi, la difesa dei deboli.

Ricordi quanto Anna si è battuta per la sua piccola amica indiana?

Ti ho vista sussultare più di una volta per la quantità di ingiustizie contro le quali ha combattuto.

La difesa dei deboli tu ce l’hai dentro figlia mia, radicata come il colore dei tuoi occhi. Fanne buon uso, perché è da lì che si comincia a cambiare il mondo.

Di Anna abbiamo amato la sua libertà dai pregiudizi, il desiderio di andare sempre oltre la superficialità di certi punti di vista. I pregiudizi sono catene che impediscono di camminare a testa alta, di scoprire la bellezza delle persone, di cui pochi vanno alla ricerca.

Cresci fiera figlia mia, non lesinare lacrime, sorrisi, abbracci, e fai tue le parole che Anna ripete spesso puntata dopo puntata:

“Non è meraviglioso che ogni giorno sia un’avventura?”

Una serie tv non cambia certo la vita, ma guardata accanto a una figlia, forse sì.

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