Sensi di colpa vendesi

Avevamo ancora i figli piccoli quando mio marito una sera è tornato dall’ufficio con due piccole piante di castagno.

“Cosa ne facciamo?” avevo chiesto perplessa.

“Le piantiamo in giardino”.

Oggi quelle piccole piante sono diventati due alberi che in questo periodo traboccano di castagne che io amo, ma che ahimè nuocciono alla mia pancia e a quella dei miei familiari.

Eppure ogni anno la storia si ripete: le raccolgo, mi dico stavolta resisto e poi inevitabilmente le faccio lesse o caldarroste salvo poi annegare nei sensi di colpa quando tutti quanti, dopo averle mangiate, si lamentano.

A volte compiamo dei gesti sapendo che produrranno conseguenze spiacevoli, ma perseveriamo, chissà perché.

I sensi di colpa sono una brutta storia, quando veniamo al mondo ce li abbiamo già sottopelle, inclusi nel DNA di famiglia e sono difficili da scrollare di dosso, forse perché troppo spesso siamo convinti di meritarceli.

C’è sempre qualche buona ragione per sentirsi in colpa: il lavoro, la famiglia, i figli, i genitori, i colleghi, gli amici, il volontariato.

Ci sentiamo in colpa per qualcosa che abbiamo fatto
e non avremmo dovuto fare
o per qualcosa che avremmo dovuto fare e non abbiamo fatto.

Per questo non esiste via d’uscita.

C’è come un senso di inadeguatezza in noi che ci impedisce di accogliere le situazioni per quelle che sono, ci spinge a cercare in qualche modo di modificarle, aggiustarle, plasmarle seguendo il nostro rigido senso del dovere.

Sentirci perennemente in colpa perché non riusciamo a soddisfare le aspettative degli altri, non farà di noi persone migliori, anzi, saremo spesso irascibili, scontente e pure nervosette.

Ma è soprattutto con le nostre aspettative che dobbiamo fare i conti.

A volte corriamo a perdifiato mentre qualcuno accanto a noi ci chiede di rallentare, non di correre ancora più veloci. 

Signore, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare;
la forza ed il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare;
e la saggezza di conoscerne la differenza.

Soltanto facendo del nostro meglio, accettando il limite bruciante oltre il quale non riusciremo ad andare, potremo arrivare a un compromesso con i nostri sensi di colpa e imparare che non siamo cattive persone se qualche volta diciamo no.

Vi dico la verità, io con i sensi di colpa  ho fatto passi da gigante.

Ultimamente quando li scorgo da lontano mentre camminano verso di me, cerco di evitarli e la mia qualità di vita è decisamente migliorata.

E’ un altro l’aspetto importante sul quale intendo lavorare: non suscitare i sensi di colpa nelle persone che amo.

Non è facile, a volte quando non riesco a mordermi la lingua in tempo e cedo alla tentazione di muovere osservazioni e rimproveri, e mia figlia mi dice: “Mi fai sentire stra in colpa”, dico la verità, mi fa male il cuore dal dispiacere, perché capisco come si sente e vorrei risparmiarle questo sentimento.

Insomma siamo imperfetti, ma possiamo sempre migliorare, impegnarci per rendere la vita di chi ci sta accanto più morbida e meno pungente. Come i ricci delle mie castagne.

8 pensieri su “Sensi di colpa vendesi

  1. io penso che i sensi di colpa siano importanti. Sviluppano la coscineza e migliorano il nostro relazionarci con gli altri e il senso del rispetto verso gli altri. Bisogna però imparare a fare in modo che i sensi di colpa o gli scrupoli non ci investano in mdo tale da farli diventare un problema di carattere e psicologico di una ceta portata. Ma … magari avere scrupoli, cambierebbe il mondo. Lavorare con i sensi di colpa, si produrrebbe di più e si starebbe meglio insieme, in famiglia con i sensi di colpa, migliorerebbe l’affetto, tra amici con i sensi di copla, avremmo più gente introno a noi nei momenti difficili. grazie per avermi dato la possibilità di riflettere. ciao

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  2. Davvero bello il parallelismo tra i ricci delle castagne e i sensi di colpa. Un articolo molto delicato e allo stesso tempo molto utile per riflettere su questo sentimento che, la maggior parte delle volte, non ci porta da nessuna parte. Davvero carino 🙂

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  3. Avevo in cantiere un articolo da un bel po’ di tempo che iniziava cosi’ : il senso di colpa è una brutta bestia… e si riferiva a quello che sento quando mia madre col suo vittimismo mi condiziona e col quale lotto ancora per restare centrata e non farmi manipolare.. Volevo vedere cosa avevo scritto, quanta rabbia c’era dentro, o quale altra emozione.. Beh l’ho cercato e non lo trovo più. Chissà se significa qualcosa.. Comunque anch’io ho fatto dei passi di gigante, il mio senso di colpa risaliva a tanto tempo fa, era il senso di colpa di esistere, tanto forte da svalutarmi, farmi piccola, cercare di non disturbare, diventare un tappetino. E quindi soprattutto ne ho subito le conseguenze nelle mie relazioni con gli altri e nell’andare nel mondo, non sentendomi mai abbastanza o adeguata. Solo con un duro lavoro su di me e con il passare degli anni, sono riuscita a lasciarmi tante cose alle spalle o almeno a migliorarle. Ci casco ancora dentro a volte, quando mi impegno o investo e quindi mi aspetto qualcosa, oppure quando sento di non aver abbastanza forza, volontà, desiderio per cambiare quello che potrei cambiare.. Discorsi molto lunghi.
    Ecco capisco poi la tendenza che a volte va fuori controllo, di far sentire in colpa, anch’io vorrei non farlo con figlia, marito, persone care, ma a volte scappa in automatico e l’attimo dopo averlo fatto, che me ne accorgo, mi sento in colpa per quello!
    Un abbraccio

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    1. Patty quanto ti capisco, l’ho avuta anch’io una mamma faticosa da questo punto di vista e non è stato facile, per questo non voglio commettere lo stesso errore con i miei figli, ma porca miseria quanto è difficile..quello che ci salva, credo sia quella consapevolezza che forse mancava ai nostri genitori, di cui io voglio fare tesoro. Grazie!

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  4. Pingback: Il primo passo – Comodamentesedute

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