La resistenza delle carote

Certe sere quando fatico a prendere sonno, ho l’abitudine di indirizzare la mia mente verso la preparazione del menù per il giorno successivo.

Ho scoperto che questo genere di pensieri poco impegnativi è piuttosto rilassante, concilia il sonno e soprattutto mi tiene alla larga da scomode riflessioni che mi porterebbero inevitabilmente a una bella notte insonne.

Dico la verità, detesto girarmi e rigirarmi nel letto alla ricerca del sonno perduto.

Eppure avrete sperimentato certamente anche voi che basta davvero poco a volte per perdere il sonno. Magari andiamo a letto stanche morte dopo una giornata pesante, ma appena posiamo la testa sul cuscino, la mente si inerpica su sentieri tortuosi e finisce che anziché addormentarci, ci svegliamo del tutto.

Ma quando arriva la notte, la notte

E resto sola con me

La testa parte e va in giro

In cerca dei suoi perché.

La notte – Arisa

Per qualcuna di noi la notte è sempre un momento difficile da affrontare.

Ricordo che le settimane successive alla perdita di mio marito dormivo pochissime ore, cadevo subito in un sonno profondo, ma al primo risveglio, piuttosto che affrontare ore di veglia preferivo di gran lunga dare inizio alla giornata.

Detesto anche solo il pensiero di cadere vittima dei pensieri notturni che nel buio e nel silenzio assumono proporzioni gigantesche .

Non è semplice perché siamo fatte così: un impasto di ansie e preoccupazioni a cui dare una risposta, un nome, un senso e finché non le abbiamo aggiustate, non c’è modo di liberarsi di loro.

Una situazione lavorativa non risolta, il comportamento di un figlio che preoccupa, un problema di salute o economico, un familiare in difficoltà: c’è sempre un valido motivo per far lavorare la mente.

“Notte difficile, sir?”

“L’ennesima piena di incubi, Lloyd”

“Credo che sia una questione alimentare, sir”

“Colpa di ciò che mangio alla sera, Lloyd?”

“Colpa di ciò che manda giù di giorno, sir”

“Forse dovrei stare più leggero, Lloyd”

“O evitare di stare con chi è pesante, sir

Vita con Lloyd

Ma di cosa sono fatti i nostri pensieri notturni?

Qualche volta di passato, rincorriamo i tempi felici che abbiamo vissuto e che vorremmo rivivere, tempi che sappiamo per certo non potranno più fare ritorno.

Altre volte è l’incognita del futuro a tenerci svegli, l’ inquietudine e il timore di non riuscire ad affrontare ciò che non conosciamo.

Oppure ci preoccupa il presente, ci illudiamo che il silenzio della notte ci sia di aiuto per pensare lucidamente, senza tenere conto del fatto che abbiamo già vissuto intensamente la giornata e il nostro corpo reclama riposo.

Finiamo per dormire poco, dormire male, non dormire affatto.

La notte è silenziosa, oscura, tanto da far paura.
Nonostante la nostra spiccata capacità evolutiva,
non ci siamo spinti a tal punto da dominarla. 

Però se non possiamo dominarla possiamo almeno fare in modo che non sia lei a dominare noi.

Ricordate quando da piccoli i nostri figli non ne volevano sapere di addormentarsi e lottavano contro il sonno? Ecco parlo proprio di quella resistenza lì, che adesso certe notti riconosco davvero.

Per combatterla ho messo in atto alcune strategie che mi sono di grande aiuto. Ve le condivido a patto che voi poi mi raccontiate le vostre.

1 Preparo una tisana. Cercate quella che preferite e bevetene una bella tazza, quella che amo io si chiama Caldo Abbraccio, non so se è il pensiero di assumerla che mi fa bene o davvero ha proprietà rilassanti, però funziona.

2 Guardo serie tv fino a cadere morta di sonno. Certo la TV in camera aiuta, perché appena capisco di stare per crollare, spengo tutto e in due secondi sono sotto le coperte.

3 Leggo libri assolutamente noiosi fino a quando mi cascano letteralmente addosso.

4 Recito un bel rosario. Lo consiglio anche a chi non è credente, perché la preghiera ripetitiva concilia il sonno (e non fa mai male !)

5 Ultimo e non da ultimo, come vi dicevo, mi concentro sul menù per il giorno successivo.

Ieri sera sono finita proprio lì con i pensieri e mi sono ricordata di avere in frigo un pacchetto di carote che aspettano il loro turno di essere cucinate da troppi giorni, un po’ perché non rientrano tra le verdure più amate in famiglia e poi perché da cucinare sono veramente faticose, prima che diventino morbide devono cuocere a lungo.

La loro resistenza mi ricorda un po’ quella del mio sonno e anche lei va combattuta.

Se tutte le strategie che vi ho consigliato non dovessero funzionare, non arrendetevi: uscite dal letto e dedicatevi a qualcosa di bello (che non siano cellulare e computer però!) : leggete, lavorate a maglia, scrivete, guardate un po’ di TV (non thriller!) e se albeggia, preparate una bella colazione e godetevela con calma nel silenzio magico della vostra cucina.

Insomma non lasciatevi prendere dall’ansia che avete dormito poco, vorrà dire che recupererete la prossima notte.

A proposito di carote: io le faccio semplicemente al burro, ma per vincere la loro resistenza, le faccio scottare per una decina di minuti in acqua bollente 😉  😉 .  

Sogni d’oro 🥱 🥱, e se non volete perdere nemmeno un articolo di questo blog, potete iscrivervi cliccando QUI, e raccontarmi come cucinate le carote.

12 pensieri su “La resistenza delle carote

  1. Come hai ragione! Sempre più spesso notti tirate fino all’alba …un po’mi dicono che con un bambino piccolo è normale perché il ciclo del sonno è interrotto. Vedremo, spero che effettivamente crescendo la situazione migliori. Io tendo a pensare al lavoro a programmare scritti, contatti…ma non è che mi rilasso particolarmente 😅

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  2. Silvia

    E’ notte, sento Marco respirare un po’ agitato credo stia sognando, lui dorme sempre così profondamente e soprattutto prende sonno in due secondi! E io qui, di fronte a questa lunga e conosciuta notte tra pensieri e gratitudine. Ovviamente vincono i pensieri perchè nel silenzio tornano a galla tante cose quelle brutte quelle che vorrei tanto mettere a tacere ma non è facile come sembra.
    Io la abolirei la notte…
    Anche io ho un mio rituale serale, dopo aver sistemato la cucina mi metto a lavorare un paio d’ore all’uncinetto mentre ascolto la tv , poi mi mangio un gelato, lavo i denti, dò i biscottini della buona notte ai cani e poi… a letto. Vado a letto per dovere non perchè ne senta il bisogno. Allora per stancare il cervello faccio dei giochini semplici al computer, finchè sento gli occhi chiudersi. Ok metto via il pc spengo la luce e BAM eccolo li che riprende vita… Da qualche tempo su consiglio della psicologa provo ad eseguire degli esercizi di mindfulness ma non sempre sono efficaci.
    Chissà se convogliare invece il pensiero su cosa mettere in tavola domani potrà essermi di aiuto, non cucinerò carote non le ho in frigo, però il frigo è pieno …
    Ci provo chissà magari funziona! ti farò sapere
    E intanto buona notte un grande abbraccio
    p.s. anche io le faccio al burro ma prima le ammorbidisco in microonde al vapore

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  3. ciao. Una volta ho dovuto fare ricorso ad un sonnifero per addormentarmi. In realtà avevo rinunciato al sonno notturno poichè, visto che ero sveglia, avevo la possibilità di riletttere ma la mattina dopo mi mancavano le ore di sonno ed ero uno straccio e così ho capito che ho bisogno di dormire e ho preso il sonnifero. Il dottore mi ha dato un sonnifero per bambini dal valore 0,25, lo so considera dal basso valore. Poi a problema risolto ho lasciato il sonnifero e adesso mi addormento tranquillamente. Da questa esperienza ho imparato che la veglia notturna ha il suo fascino proprio perchè nella quiete notturna si può pregare, pensare e si possono mettere in ordine le idee, ritrovare sé stessi, scrivere un diario, (questo quando appunto c’è qualche guaio che lascia svegli). Ovviamente bisogna fare i conti con le proprie possibiità fisiche.
    Ovviamente bisogna capire il perchè della veglia notturna. Se è fisiologico, ok, ma se c’é da attraversare un periodo difficile come fu nel mio caso, è bene ricorrere ad altri mezzi.
    grazie del contributo. il tema del sonno È sempre molto attuale e riguarda tanta gente. ciao

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  4. Adoro la canzone di Arisa, la trovo tremendamente intensa, e anche il saggio Lloyd..
    Sei stata molto brava a trovare i tuoi antidoti al non riuscire a dormire, ci vuole forza di volontà anche per quello, soprattutto quando si cova ansia, preoccupazione, tristezza e i pensieri girano e rigirano nella testa, piu’ di noi nel letto..
    Io faccio più fatica a dare inizio alla giornata, in certe giornate per me è durissima metter in moto l’energia e partire, mi lascio fagocitare da pensieri e divagazioni inutili, con la sensazione di perdere del tempo…pur sapendo che il miglior antidopo all’ansia è l’azione!

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  5. Pingback: Cento di queste pagine – Comodamentesedute

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