Un po’ di tenerezza

Ieri sera mi è venuta voglia di preparare una ciambella soffice, di quelle semplici, che mentre cuociono in forno sprigionano in tutta la casa profumo di bontà e di tenerezza. 😋 😋  

Avevo in frigo uno yogurt bianco da troppo tempo e quindi ho deciso di preparare la torta 7 vasetti, non so se la conoscete.

E’ facilissima, ecco la ricetta da provare subito, mi raccomando lo yogurt a temperatura ambiente

TORTA SOFFICE AI 7 VASETTI
Ingredienti
2 vasetti di farina (180 gr)
1 vasetti di fecola di patate (90 gr)
3 uova a temperatura ambiente
1 vasetto di yogurt bianco a temperatura ambiente
1 vasetto di olio di semi di girasole (100 gr)
2 vasetti di zucchero (250 gr)
Buccia grattugiata di un limone
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale
Montate le uova con lo zucchero e la scorza di limone, aggiungete l’olio, lo yogurt e
dopo averle setacciate, unite la farina unita alla fecola, al lievito e al sale . Versate l’impasto nella teglia precedentemente imburrata e infarinata (per lo stampo della ciambella non uso la carta forno perché è scomodissima secondo me) e infornate a 180 gradi per 25-30 minuti. A piacere spolverate con zucchero a velo.

 Mi è sempre piaciuta la parola tenerezza.

Mi piace il suo significato, perché deriva da un’espressione greca che significa tendere verso l’altro, accoglierlo, fare spazio per ospitarlo anche a rischio di rimanere coinvolti.

Veniamo al mondo intrisi di tenerezza, ma non lo sappiamo e purtroppo raramente ci concediamo di manifestarla. Perché mostrare tenerezza è rischioso, significa esporsi, spalancare il cuore mettendo a nudo le proprie fragilità, le proprie debolezze, togliere quella maschera con la quale così astutamente andiamo incontro alla vita ogni giorno per non correre il pericolo di essere feriti profondamente.

Generazioni di madri hanno cresciuto figli maschi proteggendoli dalla tenerezza,  raccontando loro storie di uomini forti, invulnerabili, mai teneri con se stessi e verso gli altri.

La tenerezza esce allo scoperto solo quando qualcuno con pazienza e con amore la invita ad uscire.

Si manifesta attraverso gesti di affetto, carezze, abbracci, baci.

Ma non solo.

Per molto tempo ho rimproverato a mio marito la sua mancanza di tenerezza fisica nei miei confronti. Più lo invitavo ad esprimerla soprattutto in pubblico e più lui era restio perché per nulla abituato.

Ci sono voluti tanti anni di matrimonio per capire che la tenerezza che mi concedeva era di gran lunga superiore ai gesti di affetto.

La sua tenerezza era come la terra sulla quale potevo poggiare saldamente i miei piedi senza il rischio di cadere in malo modo quando tutto intorno a me girava vorticosamente.

La sua tenerezza è ancora qui perché nonostante tutto, continuo a rimanere in piedi.

Non è facile interpretare i gesti di tenerezza, perché ciascuno di noi ha la sua idea e quella degli altri è faticosa da comprendere.

Capita quindi di tendere la mano e vederla respinta, oppure di ricevere un gesto di affetto in un momento sbagliato e perderlo per sempre.

Ci si allena alla tenerezza giorno dopo giorno, sotto gli occhi dei nostri figli i quali crescendo ne diverranno portatori e allora sì che sarà tutta un’altra storia.

Vi auguro una domenica dedicata alla riscoperta di gesti di tenerezza e se volete raccontarne qualcuno, sapete come fare 🥰  🥰, a me farebbe molto piacere.

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