C come Casa, C come calore

Dove amiamo è casa.
I nostri piedi possono lasciarla, ma non i nostri cuori.
Oliver Wendell Holmes

Ormai da diversi giorni mi capitava di trovare sul mio pergolato rametti di ogni forma e dimensione e non riuscivo a capire da dove provenissero.

Poi una mattina attirata dal rumore, ho alzato gli occhi al cielo (cosa che dovremmo fare tutti un po’più spesso secondo me) e mi sono accorta che una coppia di tortore grigie sta costruendo un nido sul cornicione del mio tetto.

Vi dico la verità mi sono emozionata, ho iniziato a tenerli d’occhio e ho scoperto che mentre la mamma cova immobile, il papà si da un gran daffare per procurare il necessario per la costruzione del nido.

Ancora una volta Madre Natura mi regala uno spettacolo meraviglioso che non mi stanco mai di contemplare e che mi ricorda quanto sia perfetta in ogni sua manifestazione.

Siccome sono anche curiosa, mi sono documentata un po’ su questi uccelli e ho scoperto che simboleggiano il livello più alto ed eterno dell’amore: la fedeltà, e non perché seguano un codice morale, ma perché percepiscono la relazione di coppia come unica e definitiva. 

Quanto abbiamo da imparare dalla natura.

Anche se probabilmente non riuscirò a vedere i piccoli, il pensiero che questi uccelli abbiano scelto di costruire il loro nido a casa mia, nonostante sia piantonata da un cane e due gatti, mi riempie di gioia e di orgoglio.

Se dite agli adulti: «Ho visto una bella casa di mattoni rosa, con gerani alle finestre e colombi sul tetto…»,
loro non riescono a immaginarsi la casa.
Dovete dire: «Ho visto una casa di centomila franchi». Allora esclamano subito: «Oh, che bella!»
Il piccolo Principe
Antoine de Saint-Exupéry

Casa

Ecco una delle parole che amo di più in assoluto e che solo a pronunciarla mi si scalda il cuore. Ogni tanto mi soffermo sul suo significato che è complesso, perché non sta ad indicare soltanto il semplice edificio dentro il quale si abita, ma racconta una storia, la storia di un luogo stipato di ricordi e di vissuti verso il quale proviamo un profondissimo senso di appartenenza.

Avere una casa da salutare ogni mattina e da ritrovare ogni sera, genera un senso di pace e di sicurezza che permette di affrontare tutte le avversità che ci investono quotidianamente.

Quando i miei figli erano piccoli, e dovevo accompagnarli a scuola, era sempre faticoso uscire di casa, perché non era mai il momento.

“Ancora un minuto ti prego” e poi prima di uscire infilavano un piccolo oggetto nella tasca del grembiule “perché mi ricorda casa” dicevano, e io potevo forse biasimarli?

Chi di noi potendo non si porterebbe ovunque appresso la casa in volo legata a migliaia di palloncini come aveva fatto il protagonista dell’indimenticabile film UP?

La casa è lo spazio dove a ciascun abitante è concessa l’opportunità di fare il pieno di stima, di rispetto, di energia, per poi ripartire fiducioso.

Ancora oggi che i figli sono diventati adulti, ho cercato di conservare quell’atmosfera calda e accogliente che trovavano sempre al loro ritorno quando erano piccini, fatta di sorrisi, di attenzioni, di profumo di cibo buono che li faccia sentire speciali e amati.

Perché casa è anche questo. E’ sollievo, è serenità, è un recinto che protegge, un riparo che sostiene e non una gabbia che intrappola, una prigione che vincola, uno spazio che soffoca.

Ogni tanto mi fermo e sto ad osservarla, la mia casa, sognata e costruita con mio marito più di vent’anni fa, scelta tra tante perché speciale (o forse lei ha scelto noi?).
Se chiudo gli occhi vedo ancora Susanna che gioca nella casetta di plastica che avevamo messo in giardino, vedo la piccola piscina nella quale hanno giocato per interminabili ore fino ad avere la pelle avvizzita, vedo animali di ogni genere scorrazzare felici e vedo fiori, piante, arbusti che si sono ricavati uno spazio e restituiscono gioia ai nostri occhi. E vedo tanti, tantissimi amici e familiari, che hanno varcato il nostro cancello condividendo con noi pezzetti di vita pregiati. Anni volati via veloci, che hanno lasciato uno strascico di gioia perenne.

Perché la casa è anche questo, accoglienza, apertura, ascolto e foto, libri, oggetti che riflettono l’amore che abbiamo dentro e ce lo ricordano continuamente.

Era un insieme di mattoni e cemento e noi ne abbiamo fatto un luogo straripante di amore. Casa.

Chiunque ad un certo punto della vita mette su casa.
La parte difficile è costruire una casa del cuore.
Un posto non soltanto per dormire, ma anche per sognare.
Un posto dove crescere una famiglia con amore,
un posto non per trovare riparo dal freddo

ma un angolino tutto nostro da cui ammirare il cambiamento delle stagioni;
un posto non semplicemente dove far passare il tempo,

ma dove provare gioia per il resto della vita.
Sergio Bambaren

E per voi cosa rappresenta la vostra casa?

Aspetto le vostre storie, amiche mie.

17 pensieri su “C come Casa, C come calore

  1. Ciao, complimenti per il post, anzi direi complimenti per il tuo intero blog perchè è davvero scritto direi con amore, ho letto diversi tuoi articoli qui sul blog anche se magari non a tutti ho messo il mi piace e ti chiedo scusa, ma alle volte andando di furia e volendo leggere più articoli, mi scordo di mettere il mi piace. Tornando all’ apice del post, anche per me la casa è innanzitutto amore, amore con chi si condivide, amore per la stessa casa prendendoci cura anche di lei, amore verso noi stessi perchè se è accogliente e amorevole anche la nostra anima la sarà altrettanto.

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  2. Condivido tutto quello che scrivi. Ogni anno in questi giorni da casa mia si sente il canto del cucù, che ritorna, e anche questo per me è casa.
    Adoro tanto viaggiare e lasciare la mia casa ogni tanto, ma la mia casa è il mio nido, quello, e quella, che abbiamo scelto, e in cui passiamo il maggior tempo della nostra vita e voglio sentirmici a casa con l’anima, rendendola un luogo piacevole e confortevole. Dice un quadrettino in legno appeso sulle mie scale “Casa è dove crescono i ricordi”. Quelli più importanti.

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  3. Casa è “serenità, famiglia, affetti”. Casa è “il caos fatto da mio figlio”, “i ricordi sparsi nelle stanze che si mescolano tra loro”, casa è “sentirsi a proprio agio”.
    Sai che anche io anni fa ho ospitato sul gelsomino della mia terrazza una coppietta di tortore? Ciao!

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  4. LA PAGINA DEL GOLOSO

    Non ho ancora trovato la casa con la C maiuscola, né come città né come edificio. Certo è che sono molto legata a quella attuale, perché ci vivo da qualche anno ma soprattutto perché la associo alla mia famiglia

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  5. Grazie, bellissimo post!! Mi hai davvero emozionato.. Mi hai fatto pensare alle emozioni che provo ogni volta che vado a trovare mia madre nella casa in cui sono crescita o quando torno a casa dopo un viaggio.. Tantissime emozioni❤

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