La mia storia con Claudio Baglioni

pubblicato su Confidenze n. 13 Marzo 2007

Dedicata a chi come me, lo ama da sempre

Adoro la mia casa quando è mattina presto.

Mi aggiro per le stanze in silenzio, spiando l’ultimo sonno dei miei figli prima del loro risveglio che segna l’inizio della giornata e la fine della mia pace.

Prendo il  caffè da sola e lascio correre i pensieri.

Oggi non è un giorno come gli altri.

Oggi compio quarant’anni ed è tempo di bilanci.  

Mentre scaldo il latte, arriva Martina, la mia quattordicenne in fiore, che da poco è entrata in guerra con il mondo intero, in modo particolare con la sua famiglia.

“Ciao ma’ buon compleanno, ti senti più anziana del solito?”,

“Buongiorno cara, a dire il vero non mi sono mai sentita così in forma come oggi” rispondo cercando di essere convincente.

“Cosa vuol dire anziana?” chiede Gustavo che sopraggiunge con Andrea in quel momento e non perde mai l’occasione di fare domande.

“Vuol dire vecchia, ma Martina dice scemenze, la mamma non è affatto vecchia” risponde prontamente il mio paladino Andrea.

“Chi osa dire che questa splendida signora che oggi compie i suoi primi quarant’anni è vecchia?” domanda mio marito entrando in cucina.

“Ciao Giorgio, la colazione è quasi pronta”.

Mi bacia teneramente su una guancia e mi porge un pacchettino.

“Auguri tesoro, buon compleanno”.

“Un regalo, che bello aprilo mamma, vediamo cosa c’è dentro” esclama Andrea curioso.

Scarto il pacchetto adagio e quando lo apro rimango senza parole vedendo un paio di orecchini meravigliosi.

 “Gio sono bellissimi, non dovevi, ti saranno costati una fortuna”.

“Ssshhh non dire sciocchezze, quarant’anni non si compiono mica tutti i giorni, per te questo e altro”.

Non riesco a trattenere qualche lacrima di emozione.

“Oddio  mamma ti prego risparmiaci le lacrime” esclama Martina che non sopporta le sdolcinature.

“No, no niente lacrime, oggi solo felicità, andate a vestirvi e stasera si esce a festeggiare” dico asciugandomi gli occhi.

E sia, cavoli compio quarant’anni, voglio godermi questa giornata.

Qualche minuto prima di uscire, squilla il telefono.

E’ Loredana, mia sorella che mi augura buon compleanno.

“Come ti senti sorellona volevo solo dirti che ho qui il tuo regalo, vuoi sapere cos’è?”.

“Certo lo sai che sono curiosa” rispondo pensando al buongusto di mia sorella in fatto di abiti e accessori.

“La prossima settimana a Milano c’è il concerto di Claudio Baglioni, ho comprato due biglietti e ci andremo tu ed io”.

 “Claudio Baglioni? Hai detto Claudio Baglioni?” le dico alzando il tono della voce.

“Certo che ho detto Claudio Baglioni, non è mica il tuo cantante preferito da tutta la vita?” risponde divertita Lory.

“Certo che lo è stai scherzando? Veramente hai i biglietti per il concerto?”

“Sì tesoro e anche tra le prime file”

Giorgio mi guarda perplesso e i miei figli davanti al mio urlo di gioia sono ammutoliti, ma non posso farci niente, sono troppo felice e credo di non aver mai ricevuto un regalo più bello in tutta la mia vita. Ci penso tutto il giorno.

Sono innamorata persa di questo cantante da quando avevo quindici anni, conosco a memoria tutte le sue canzoni e lo trovo semplicemente meraviglioso, un poeta dei giorni nostri, capace di raccontare la vita con espressioni delicate e pensieri profondi.

Non perderei quel concerto per tutto l’oro del mondo.

I giorni volano via veloci, io cerco di non pensarci troppo, ma non riesco a togliermi dalla testa Claudio. Continuo a pensare a quando finalmente lo vedrò dal vivo, a quanti anni sono che aspetto questo momento, insomma mi sembra di essere tornata un’adolescente.

Mentre penso queste cose passo davanti ad uno specchio e mi soffermo a guardare l’ immagine che mi rimanda: senza un filo di trucco, con i capelli raccolti in una coda spettinata, e addosso una vecchia tuta informe, che tristezza, ma come ho fatto a ridurmi in questo modo? Quando ho perso di vista la mia vita e ho lasciato che la monotonia di ogni giorno prendesse il sopravvento?

Possibile che non mi sia rimasto altro che il pensiero di andare ad un concerto a dare un senso alla mia esistenza?

***********************

Il grande giorno è arrivato e io mi sento uno straccio. Gustavo si è lamentato per tutta la notte a causa del mal d’orecchi e adesso ha la febbre alta. Vado in crisi al pensiero di lasciarlo solo ma quando ne parlo con Giorgio, mi rimprovera.

“Tamara per favore niente storie, sono suo padre accidenti, credi che non sia capace di mettergli una supposta se la febbre gli sale?”

“Cosa c’entra, non si tratta solo di questo, è che non sono più tanto sicura di volerci andare a quel concerto, insomma forse il mio posto è qui, queste sono tutte sciocchezze e poi…a dire il vero non ho niente da mettermi”.

Ecco, l’ho detto, così mio marito penserà che sono impazzita del tutto se mi faccio queste menate.

Invece no, si avvicina sorridendo e mi abbraccia da dietro parlandomi sottovoce nell’orecchio.

“A questo ho già pensato io. Ieri uscendo dall’ufficio mi sono trovato con Loredana e siamo andati a fare acquisti”.

Mi porge un pacchetto e quando lo apro commossa e trovo una camicetta meravigliosa.

“Oddio non ho mai visto niente di cosi bello” esclamo con un filo di voce.

“Sì, niente male davvero, mamma, non è che riusciresti anche ad andare dal parrucchiere prima di sera?” domanda Martina.

“Non lo so tesoro, devo portare anche Gustavo dalla pediatra…”

“Tua madre si è offerta di tenerlo al vostro ritorno così avrai tempo di prepararti con calma” risponde Giorgio.

Alzo gli occhi e guardo l’uomo con il quale condivido la mia vita da quindici anni e leggo un amore così profondo nei suoi occhi da sentirmi veramente indegna.    

“E va bene, vorrà dire che oggi penserò solo a me stessa per qualche ora”.

“Brava, così ti voglio”.

Non ho avuto un attimo nemmeno per tirare il fiato in tutta la giornata ma finalmente sono pronta.

La pediatra ha visto Gustavo e mi ha tranquillizzata, sono andata dalla parrucchiera, ho preparato la pizza per tutta la famiglia e ho comprato del gelato, così faranno un po’ festa anche loro.

Mi sono vestita e truccata con cura e aspetto che torni Giorgio per dargli le ultime indicazioni anche perché mia sorella potrebbe arrivare da un momento all’altro.

“Sei bellissima” la voce di Giorgio mi fa trasalire

Mi giro e lo guardo.

“Vado bene?”

“Benissimo, quasi, quasi sono un po’ geloso di quel Claudio Baglioni per il quale ti sei fatta tanto bella stasera”.

 “Ok vado, mi raccomando non fatemi stare in pensiero e per qualsiasi cosa chiamatemi al cellulare”

“Mamma che cavolo dici? Non sai che ci sarà un volume così alto che non lo sentirai nemmeno” risponde Martina.

“Basta ora va e divertiti” mi dice Giorgio accompagnandomi fuori dalla porta.

Mi bacia dolcemente e mi sorride “Ti aspetto sveglio”.

“Ok, amore ciao”.

Salgo in auto e Loredana m’investe con un fiume di parole.

“Oddio come sono agitata, ma quanto ci hai messo a scendere? Wow come siamo carine stasera!”

“Grazie, e grazie di tutto anche per la scelta della camicia, è splendida, ma adesso andiamo che non sto più nella pelle”.

Arriviamo al palaforum in orario e dopo una breve fila alla cassa, occupiamo i posti. Sono confusa e stordita dalla folla che occupa praticamente tutti i posti a sedere e a poca distanza da me vedo il palco, che tra pochi minuti accoglierà il mio idolo.

Nel frattempo mi arriva un messaggio:

“Buona serata alla mamma migliore del mondo. Baci Marty, Andrea, Gus e papà”.

Mi spuntano lacrime agli occhi proprio mentre le luci si spengono e Claudio sale sul palco.

E poi non so più che accade. Comincio a gridare di entusiasmo e di gioia e a cantare a squarciagola tutte quelle canzoni indimenticabili che hanno segnato  la mia vita.

Claudio canta e suona senza concedersi un attimo di tregua, quasi temesse di tradire le nostre aspettative e ringrazia per il nostro essere lì con lui, sorride e tocca le corde più profonde dei nostri cuori.

Io mi commuovo quando intona “Questo piccolo grande amore” che è la canzone che più mi lega a Giorgio, e torno indietro di vent’anni, mentre ascolto “A modo mio” quando davvero volevo fare a modo mio e mi pareva di poter tenere il mondo tra le mani.

“Strada facendo” ho imparato ad accettare i compromessi che la vita mi ha messo davanti, Claudio, e se stasera sono qui è perché ho deciso che ho ancora del tempo per realizzare i miei sogni.

Quando parte la musica di “Avrai” la canzone che Claudio ha scritto quando è nato suo figlio, mi ritrovo improvvisamente tra le braccia la mia Martina appena nata. Quanta paura, quanta emozione, quanta voglia di prendermi cura di lei e difenderla ad ogni costo.

“Avrai sorrisi sul tuo viso come ad agosto grilli e stelle” avevo ripetuto tante volte questa frase quasi ad augurarle solo felicità e anche in quell’occasione Claudio Baglioni aveva trovato le parole giuste per me.

Poi è il momento di “Mille giorni di te e di me” e ascolto in silenzio il ricordo di un amore perduto “senza un motivo né una colpa”.

Che senso ha vivere se ti ritrovi senza la persona che hai amato più di ogni altra cosa al mondo?

Anche tu Claudio, come tanti, hai sperimentato la solitudine che si prova quando un amore finisce e hai sperato che una mano forte e sicura ti tirasse su da quell’immenso  pozzo buio che è l’infelicità.

E io che sono così amata, io che possiedo ciò che di più prezioso l’uomo ricerca nel corso della sua vita, mi domando cosa ci faccio qui, lontano dalla mia casa e dai miei affetti più cari.

Siamo alla fine e per un attimo scende un silenzio innaturale sul palco. Claudio canta per noi l’ultima canzone, la più bella secondo me, la poesia fatta parola.

“La vita è adesso  nell’aria tenera di un dopocena, e musi di bambini contro i vetri e prati che si lisciano come gattini…”

L’immagine dei dopocena di casa mia mi appare in tutta la sua magia togliendomi il respiro, riscaldandomi il cuore, avvolgendomi come un abbraccio tenero.

“Sei tu che porterai il tuo amore per cento mille strade perché non c’è mai fine al viaggio, anche se un sogno cade”.

No, non c’è mai fine a questo incredibile viaggio che è la vita e che ad ogni angolo nasconde sorprese e incontri e io non mi voglio perdere niente di tutto questo perché dura un istante.

“…e non lasciare andare il giorno per ritrovar te stesso, figlio di un cielo così bello, perché la vita è adesso”.

Sì hai ragione Claudio, la vita è adesso grazie per avermelo ricordato.

“Allora, piaciuto il concerto?” mi domanda rossa in viso Loredana.

“Sì, ma adesso andiamo a casa che Giorgio mi sta aspettando”.

Entro in casa e la trovo silenziosa, come la mattina del mio compleanno, ma io sono diversa. Ho perduto per strada la mia ansia di vivere e adesso ho una serenità dentro il cuore che non mi porterà via nessuno, mai più.

Guardo i miei figli che dormono beati e ringrazio Iddio per il miracolo della loro nascita.

“Giorgio, sei sveglio?”

“Mmhh? Sì certo, cioè a dire la verità mi ero appisolato un momento. Com’è andata, tutto bene?”

M’infilo sotto le coperte lasciando che il mio uomo mi stringa forte a sé.

Buonanotte Claudio, grazie per la splendida serata e “buona fortuna per un anno in più, per quello che vuoi tu…”

4 pensieri su “La mia storia con Claudio Baglioni

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