Il risotto arrabbiato

Da quando ciascun membro della mia famiglia ha ripreso a pieno regime i propri impegni lavorativi e scolastici, succede che mi ritrovo a preparare il pranzo con notevole anticipo, per farlo trovare pronto a qualunque ora.

In verità mi sto rendendo conto che non è affatto semplice pensare a primi piatti che si mantengano decenti dopo diverse ore dalla loro preparazione (anzi a questo proposito vi invito a suggerirmi qualche ricetta perché il tempo della pasta fredda è decisamente tramontato e la pasta al forno è già stata super sfruttata come idea🙄🙄) e io certi giorni non so più cosa inventare.

C’è un piatto che però non posso proprio preparare in anticipo e che quindi cucino solo la domenica o nei giorni di festa ed è il risotto, che tra l’altro io amo moltissimo.

Vi lascio immaginare quanto si arrabbi il riso, ogni volta che apro la dispensa e gli preferisco decisamente la pasta.

Ma siccome oggi è domenica, ho deciso di rendergli onore cucinando una ricetta veramente speciale che mi aveva suggerito moltissimi anni fa la mia carissima amica Paola, compagna di scuola delle superiori che saluto con affetto perché so che mi legge e non la sento da troppo tempo🥰🥰.

Comunque, tornando alla ricetta eccola qui per voi, nel caso abbiate bisogno di un’idea per il pranzo domenicale.

RISOTTO BACCO E TABACCO
La preparazione è molto semplice, preparate il risotto come lo sapete fare, però al momento della sfumatura, anziché il vino, utilizzate l’whisky (vabbè diciamo che se siete senza, andrà bene anche il vino bianco 😚) e quando sarà pronto, anziché utilizzare burro e grana per mantecarlo, aggiungete la scamorza affumicata tagliata a cubetti, mescolate bene, lasciate riposare un momento e servite il vostro risotto filante dal sapore piacevolmente affumicato. Vi garantisco che è squisito.
😋😋

RABBIA

La rabbia è definita come un’irritazione violenta, spesso incontrollata, provocata da gravi offese, contrarietà o delusioni, oppure sorda e contenuta, dovuta a sdegno o dispetto, senso d’impotenza o anche di invidia

La rabbia assieme alla gioia, alla tristezza, alla paura, al disgusto e alla sorpresa è una delle emozioni di base, un’emozione universale di cui tutti gli essere umani hanno prima o poi fatto esperienza indipendentemente dalla cultura, dall’età e dalla provenienza. La rabbia scatta dentro di noi quando ci troviamo a rispondere a un torto, un’ingiustizia, una violazione dei nostri diritti.

In genere quando siamo arrabbiati tendiamo a mostrare la nostra parte peggiore: perdiamo il controllo, alziamo la voce, utilizziamo il verbale per offendere e ferire intenzionalmente chi abbiamo di fronte e purtroppo a volte anche il non verbale rischiando di fare del male fisicamente ad altri o a noi stessi.

Certo descritta così sembra proprio la peggiore delle emozioni che l’essere umano possa tirare fuori, in realtà distinguiamo diversi tipi di rabbia:

la rabbia “malevola” che esprime disprezzo o desiderio di vendetta; la rabbia di “sfogo” che spesso scarichiamo su chi non ha colpa, poi c’è la rabbia “costruttiva”, quella che emerge quando vogliamo far valere le nostre ragioni, e infine c’è la rabbia buona, positiva, che ci aiuta a reagire quando siamo in un momento difficile. È la rabbia che salva la vita, che ci spinge all’attacco e non alla fuga, che spesso tiriamo fuori quando dobbiamo difendere una persona cara, in particolare un figlio in pericolo o in difficoltà.

È anche la stessa rabbia positiva che nella vita di tutti i giorni ci dà l’energia per abbattere l’ostacolo che ci impedisce di realizzare un bisogno o un desiderio: scatta in noi quando ci sentiamo vittima di ingiustizie: questa è la rabbia che ci da la forza di far valere i nostri diritti in qualunque ambito.

Lloyd cos’è tutta quell’erbaccia lì fuori?”
“È rabbia sir”
“Come è possibile che sia cresciuta così in fretta?”
“È infestante, sir.”
“Manda il giardiniere a sradicarla Lloyd”
“Ha già provato sir, ma ha radici troppo profonde.”
“E quindi? Arriverà anche qui?”
“Non credo, sir. Dove c’è cultura e civiltà la rabbia fa fatica ad attecchire.”
“E noi ne abbiamo a sufficienza?”
“Il giusto sir. Il giusto”

Vita con Lloyd

Io credo che il periodo più intenso in cui ho sperimentato l’emozione della rabbia, sia stato dopo la perdita di mio marito.

Rabbia causata dalla mia impotenza di fronte alla sua malattia, rabbia per quel pezzetto di vita che avevamo a lungo cullato e che ci era stato negato, rabbia per la solitudine con la quale avrei dovuto affrontare il resto della mia vita.

C’è voluto del tempo prima di capire che quei giorni in cui ero tanto arrabbiata, sono gli stessi che poi mi hanno spinta a reagire, impedendo al dolore di sopraffarmi.

Ho imparato che la rabbia come tutte le emozioni, se debitamente incanalata può essere molto generativa e può insegnarci molte cose: a esprimere la nostra frustrazione, ad esempio, o le nostre paure, o ancora, a chiedere aiuto.

Può succedere di arrabbiarci con le persone che amiamo, ma ciò che conta non è sottrarci al momento di rabbia, quanto piuttosto non permetterle di prevaricare sull’affetto che nutriamo nei loro confronti.

La coppa che contiene il vostro vino non è forse la stessa bruciata nel forno del vasaio?
E il liuto che rasserena il vostro spirito non è forse lo stesso legno scavato dal coltello?
Khalil Gibran

Vi auguro una buona domenica anche se un po’ uggiosa e se avete voglia di raccontarmi cosa vi fa veramente arrabbiare, potete scriverlo QUI qui sulla pagina facebook di comodamentesedute. a me farebbe molto piacere 🤗🤗.

E naturalmente se questo articolo vi è piaciuto potete sempre condividerlo cliccando qui sotto 👇👇

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