In compagnia del Piccolo Principe

La data riportata in prima pagina in calce al libro che custodisco gelosamente nella mia libreria  la dice lunga: 13 Novembre 1982.

Era la prima volta che leggevo questo piccolo prezioso libro. Avevo 16 anni e mi prese cuore e mente come mai mi era accaduto prima. La semplicità delle parole con le quali si raccontano contenuti profondi, rappresenta il punto di forza del Piccolo Principe  che ha venduto oltre 140 milione di copie e ancora oggi è considerato uno dei libri più letti nel mondo.

Lungo gli anni ogni volta che torno a leggerlo, l’effetto delle parole si modifica portando nuove riflessioni e nuove consapevolezze.

In questi primi giorni di autunno diversi da ogni altro vissuto fino ad ora, un pensiero mi ha spinto a riprenderlo in mano, quasi per farmi un piccolo regalo, come se il mio cuore chiedesse un po’ di bene.

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Camminare controvento

Che di amiche ne ho tante ormai l’avrete già capito da un pezzo.

Ciascuna a modo suo, è stata protagonista e testimone di tanti momenti della mia vita e mi ha insegnato qualcosa.

Da Flavia ad esempio ho imparato che non è vero che a noi donne mancano coraggio e tenacia, è solo che certi giorni finiscono talmente in fondo ai piedi che rischiamo di dimenticarli. Ma quando arriviamo a un passo dal toccare il fondo ci tornano alla mente ed è allora che ce li andiamo a riprendere, ce li carichiamo sulle spalle e ripartiamo.

Dal 2014 Flavia è affetta da distonia cervicale, un disturbo del movimento caratterizzato da contrazioni muscolari involontarie, che costringono alcune parti del corpo ad assumere posture o movimenti anormali e spesso dolorosi.

Per meglio conoscere questa malattia vi rimando al sito ufficiale.

Di Flavia voglio dirvi che dopo tanta fatica si è presa una grande rivincita, e oggi è Presidente dell’Associazione Italiana per la ricerca sulla distonia (ARD) che offre supporto a tutti coloro che soffrono di questa malattia e devono intraprendere il faticoso cammino di cura e di riconoscimento legale della propria condizione.

E proprio ieri 26 Settembre 2020 si è celebrata  la prima giornata nazionale della distonia durante la quale ho avuto l’onore di offrire il mio piccolo contributo.

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La gentilezza delle olive

Ci sono regali che accettiamo con il sorriso in volto e il dispiacere nel cuore.

Consapevoli di non poter offendere chi ce li dona, li accogliamo fingendo stupore e gioia.

Dico la verità, mi sono sentita un po’ così l’altro giorno quando una persona a me molto cara mi ha regalato due chili di olive verdi in salamoia.

E scrivendo queste parole ho già diviso i lettori di questo blog a metà.

Chi ama le olive avrà pensato: “Che meraviglia!”

Chi le detesta (come me) avrà riso dicendo: “E cosa ci farai con due chili di olive?”

Appunto.

Per due giorni non ho fatto altro che:

  1. regalarne a chiunque mi capitasse a tiro (ma si sa, le olive pur piacendo non sono come le ciliegie, non se ne possono certo regalare a cesti)
  2. Metterle regolarmente in tavola a ogni pranzo e cena nella speranza che i figli ne mangiassero almeno una mezza dozzina a testa.

Ma anche dopo aver messo in atto queste strategie, il livello del secchiello che le conteneva, non accennava a diminuire.

Poi è accaduta una cosa.

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