Quello sguardo che commuove

Ho scoperto che ogni anno il secondo giovedì del mese di ottobre si celebra  la Giornata mondiale della vista promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità.

Quando scopro per caso questi eventi, in realtà poi pensandoci bene, mi accorgo che accadono delle cose che mi fanno pensare che di casuale ci sia ben poco.

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Braccialetti rossi: la fiction che spezza il cuore ma poi lo ricompone

Nonostante sia in assoluto il mio mese preferito, Ottobre si presenta sempre venato di malinconia.

Forse perché è il mese in cui ricorre il mio anniversario di matrimonio e non esiste altro giorno nel quale la tristezza e la gioia fanno veramente a pugni per avere la meglio.

Ripenso a tutti gli anniversari belli trascorsi con mio marito, perché era importante per noi celebrare questa tappa e quindi sceglievamo sempre con cura il luogo nel quale festeggiarlo.

Ma poi inevitabilmente non posso fare a meno di pensare agli anniversari che verranno, con i quali dovrò fare i conti con un’assenza che, inutile nasconderlo, certi giorni pesa come un macigno.

E siccome quando sono malinconica, vado in cerca di occasioni per piangere, stavolta ho deciso di scegliermi una serie TV (di cui sapete che sono appassionata) che fosse in grado di soddisfare questo bisogno.

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Due anime sole

Pubblicato su Confidenze n. 30 luglio 2023

In questa tiepida giornata di autunno,
una bellissima storia d’amore tutta per voi.
Buona domenica

A ben pensarci credo proprio che tutta questa storia abbia avuto inizio con gli incontri del gruppo di lettura che si svolgono in biblioteca ogni mese.
Inizialmente non ci volevo andare, come non volevo andare da nessun’ altra parte al mondo, poi su insistenza dei miei figli mi sono decisa.
“Prova, puoi sempre ritirarti”.
L’ho fatto più per loro che per me, per dimostrare che ce la metto tutta a provare ad andare avanti, anche se non so verso dove.
Il fatto è che da quando ho perso mio marito, e il mese prossimo saranno cinque anni,
non sono più riuscita a trovare una ragione per continuare a vivere.
La nostra vita insieme è stata semplicemente meravigliosa, sempre l’uno per l’altra mai una volta lontani in oltre cinquant’ anni di matrimonio.
Due splendide figlie, quattro nipoti, cos’altro avremmo potuto chiedere?
Quando il mio Egidio è venuto a mancare per una brutta malattia che l’ha costretto su una sedia a rotelle per tre anni, dico la verità, la forza di ricominciare a 71 anni non ce l’ho avuta più’.
Le mie figlie hanno fatto di tutto per aiutarmi, ma la depressione mi stava divorando poco a poco e non riuscivo a ribellarmi, con una gran voglia di morire.
Il fatto è che io da sola non ci so stare, ho bisogno di qualcuno che mi stia accanto, che mi aiuti a prendere le decisioni, che mi faccia sentire amata e protetta insomma.
Quando ho letto il libro che ci hanno assegnato al gruppo di lettura, al momento l’ho trovato un po’ troppo surreale.
“Le nostre anime di notte” si intitola, è ambientato nella cittadina di Holt nel
Colorado, e racconta di due vicini di casa, un uomo e una donna entrambi vedovi,
che su iniziativa di lei, trascorrono platonicamente le notti insieme dando vita prima a una storia di amicizia che piano piano si trasforma in amore.
Una storia che però fa molta fatica a liberarsi di pregiudizi e critiche.
“Molto fantasioso” ricordo di aver pensato “e anche un po’ scandaloso” e me lo sono dimenticato.
Poi sempre per colpa e merito delle mie figlie mi sono iscritta alla vacanza al mare per la terza età organizzata dalla mia parrocchia.
Cosa ci vado a fare alla mia età al mare, continuavo a ripetere la mattina che mia figlia mi ha accompagnata al pullman.
“Mamma qui tutti hanno la tua età” aveva risposto pazientemente.
Lo so che ho bisogno di conoscere gente nuova, però che fatica.
E cosi sono partita alla volta di Riccione.
Ero così ripiegata su me stessa che non avevo nemmeno fatto caso agli altri
partecipanti.
Eravamo in viaggio da un’ora circa quando un uomo, un bell’uomo devo ammetterlo,
si è avvicinato chiedendomi di potersi sedere accanto a me.

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