Essere ricordati

C’è una frase che amo davvero tanto e che sovente faccio mia:

“Se ti imbatti in una cosa bella la racconti”

Ed è proprio ciò che faccio soprattutto quando scopro storie di donne che in qualche modo hanno fatto della loro vita un capolavoro, donne talentuose ma anche tenaci, instancabili e perché no anche un po’ ambiziose.

Fino a fine settembre, presso la Reggia di Monza, grazie a un accordo con il museo di Capodimonte è possibile visitare la prestigiosa opera “La Villa Reale di Monza” dell’artista Clelia Grafigna (1899).
Questo particolarissimo capolavoro è un dono realizzato per la regina Margherita di Savoia che qui viene proprio rappresentata nell’ambiente privato della corte sabauda con alle sue spalle la monumentale Villa Reale di Monza. La particolarità di questo dipinto è data dal materiale con il quale è stato minuziosamente realizzato: sughero, carta, stoffa e materiale botanico essiccato. ( E stiamo parlando degli inizi del 1900!)

Clelia Grafigna non era come si pensò erroneamente per lungo tempo, una dama di compagnia della regina, ma una bravissima sarta che aveva aperto un atelier di abiti per bambini nel centro storico di Genova dove realizzava abiti da cerimonia dal battesimo alla prima comunione, ma anche cappottini eleganti che erano i preferiti dalla regina per il figlio Vittorio Emanuele.

Continua a leggere “Essere ricordati”

Le mele annoiate

Mi vergogno a scriverlo, ma esattamente come lo scorso anno di questi tempi, mi sono ritrovata con delle povere mele avvizzite che tutti si rifiutano di mangiare.

Non so da quanto tempo se ne stavano lì, in un angolo fresco della taverna, annoiandosi a morte, in attesa che qualcuno si accorgesse di loro.

E finalmente oggi che avevo un po’ di tempo, le ho trasformate in una buonissima torta.

Continua a leggere “Le mele annoiate”

L’amore in fondo ai piedi

Pubblicato su Confidenze N 9 Febbraio 2019

Forse con i figli bisogna tenere la giusta distanza,

quella che basta a farli camminare da soli,

senza allontanarci troppo, nel caso avessero bisogno.

“Se andate avanti così tu e Carla, sai dove andrà a finire il mio amore per Walter? In fondo ai piedi!”

Arianna mi urla questa frase in faccia e se ne va in camera sbattendo la porta.

Io rimango lì, immobile e inebetita, ancora indecisa se arrabbiarmi, disperarmi, o fare entrambe le cose.

Non so se mi hanno ferita maggiormente le parole che ha pronunciato, il tono che ha usato o la porta che sbattendo ha fatto tremare le mura di questa casa.

Quello che so è che assieme a mio marito due anni fa se ne è andata anche la mia bussola, colui che sapeva perfettamente tenere in equilibrio la storia di questa famiglia e io mi sento ogni giorno sempre più sola e impotente di fronte a ogni decisione da prendere.

Ecco perché mi sono legata ancora di più a Carla, la mia amica da sempre, anche lei rimasta sola da molti più anni di me. Carla è sempre stata al mio fianco, e ci siamo spalleggiate a vicenda nel corso degli anni ogni volta che c’era da affrontare un problema. Con lei ho attraversato l’adolescenza dei nostri figli, l’accudimento dei genitori e infine la perdita dolorosa dei nostri mariti.

Continua a leggere “L’amore in fondo ai piedi”