L’albero degli amici

Ho scoperto che nel 2011 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha deciso di dichiarare il 30 luglio come

Giornata internazionale dell’amicizia.

Pensate che la prima volta che si cominciò a parlare di Giornata dell’Amicizia accadde durante una riunione di amici tenutasi nel 1958 per commemorare la Giornata dell’albero in Paraguay.
In quell’occasione, qualcuno propose di fondare una giornata che potesse celebrare l’amicizia tra persone, paesi e culture.

E non è tutto.

Come ambasciatore ufficiale dell’amicizia è stato scelto il tenerissimo e famoso orsacchiotto Winnie the Pooh perché è amato da milioni di persone in tutto il mondo, e quando racconta le sue storie, l’amicizia e la lealtà si fondono l’una con l’altra.

Intento di questa giornata è dimostrare che l’amicizia tra i popoli e tra le persone è in grado di fare nascere iniziative di pace.

L’amicizia è qualcosa di molto vicino all’amore, è un sentimento fraterno, disinteressato, di affetto grande che rende felice chi lo dona e chi lo riceve.

Questa ricorrenza mi ha spinta a fare alcune riflessioni sulle mie amicizie.

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Irene la guerriera

Dedicato a Irene,
piccola grande guerriera
che ha combattuto una buona battaglia,
ha terminato la sua corsa, ha conservato la fede.
E alla sua meravigliosa mamma Barbara,
Amica nell’anima.

Nasceva 13 anni fa in una di quelle fredde giornate di Febbraio, in cui il sole vorrebbe fare capolino e preannunciare primavera, ma ancora è presto, una bambina di nome Irene, attesa con gioia e impazienza da una famiglia speciale.

Nonostante il significato del suo nome fosse Pace, lei ancora non lo sapeva, ma nella vita di mestiere avrebbe fatto la guerriera.

Madre natura l’aveva dotata di un carattere tosto, e con quello Irene non perdeva occasione di combattere le ingiustizie, proteggere i più deboli, e difendere i suoi ideali.

Amava la lettura, i gatti, la buona cucina e infinite altre cose.

Più di tutti però amava la vita.

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L’amore in fondo ai piedi

Pubblicato su Confidenze N 9 Febbraio 2019

Forse con i figli bisogna tenere la giusta distanza,

quella che basta a farli camminare da soli,

senza allontanarci troppo, nel caso avessero bisogno.

“Se andate avanti così tu e Carla, sai dove andrà a finire il mio amore per Walter? In fondo ai piedi!”

Arianna mi urla questa frase in faccia e se ne va in camera sbattendo la porta.

Io rimango lì, immobile e inebetita, ancora indecisa se arrabbiarmi, disperarmi, o fare entrambe le cose.

Non so se mi hanno ferita maggiormente le parole che ha pronunciato, il tono che ha usato o la porta che sbattendo ha fatto tremare le mura di questa casa.

Quello che so è che assieme a mio marito due anni fa se ne è andata anche la mia bussola, colui che sapeva perfettamente tenere in equilibrio la storia di questa famiglia e io mi sento ogni giorno sempre più sola e impotente di fronte a ogni decisione da prendere.

Ecco perché mi sono legata ancora di più a Carla, la mia amica da sempre, anche lei rimasta sola da molti più anni di me. Carla è sempre stata al mio fianco, e ci siamo spalleggiate a vicenda nel corso degli anni ogni volta che c’era da affrontare un problema. Con lei ho attraversato l’adolescenza dei nostri figli, l’accudimento dei genitori e infine la perdita dolorosa dei nostri mariti.

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