Persona di cuore

pubblicato su Confidenze N. 40 ottobre 2016

Qualcuno ha detto che si può sopportare qualsiasi cosa se la si racconta.

Ho una vita agiata, ho ereditato con mio fratello l’azienda paterna, che insieme abbiamo gestito con successo fino a due settimane fa, quando un incidente stradale lo ha ucciso sul colpo strappandolo alla sua vita meravigliosa.

Carlo era il mio unico fratello, maggiore di cinque anni. E’ stato il mio eroe fin da bambino, a lui devo tutto ciò che sono diventato.

Quando mio padre ha deciso di lasciare l’azienda, voleva tagliarmi fuori perché Carlo era il fratello perfetto, mentre io me ne ero andato da casa già da tempo. Mi sono sempre divertito, niente legami, qualche lavoro qua e là giusto per mantenermi, ma niente responsabilità. Carlo è venuto a prendermi e mi ha riportato a casa. O insieme o niente.

Solo anni dopo ho capito che affidandomi delle responsabilità, come aveva sempre fatto fin da quando eravamo piccoli, mi ha offerto la possibilità di diventare un uomo.

In pochi anni abbiamo raddoppiato il fatturato dell’azienda e avevamo in progetto ancora tanti investimenti, poi l’incidente e da quel momento, una discesa di dolore inarrestabile, una rabbia che non mi permette di andare avanti.

Senza di lui sperimento per la prima volta il peso della solitudine, la fatica di affrontare da solo tutto quanto e non riesco a voltare pagina. Continuo a pensare che sarei dovuto morire io, che lui ha lasciato una moglie e un figlio, mentre nessuno avrebbe pianto per me. Ma il destino commette errori enormi talvolta e noi non possiamo rimediare, ma soltanto adeguarci.

Continua a leggere “Persona di cuore”

La felicità altrove

pubblicato su Confidenze n.25 giugno 2017

Ho sempre pensato che la mia storia d’amore fosse già scritta. Ne ero felice.

Mi sono innamorata di Giacomo quando avevo vent’anni. Una sera durante un’uscita con amici, c’era anche lui, spuntato fuori da non so dove.

All’inizio non gli ho dato troppa importanza, poi me l’hanno presentato e abbiamo cominciato a parlare del più e del meno, niente di che, ma è bastato perché il mio cuore cominciasse a mandare strani segnali.

Abbiamo iniziato a frequentarci, abbiamo conosciuto le rispettive famiglie, abbiamo vissuto e goduto di questo amore per tanti anni, e una volta terminati gli studi e trovato un lavoro, io ero pronta a mettere su famiglia.

Giacomo ha cominciato a parlare di convivenza.

Continua a leggere “La felicità altrove”

Il tesoro del campo

pubblicato su Confidenze n. 11 Marzo 2018

“Ma’, puoi dire tu due parole alla mamma di Matteo? Magari sei più convincente di me”.

“Si certo volentieri, dille di venire da me nel pomeriggio”.

Mio figlio Simone è un prete e Matteo è uno dei suoi ragazzi dell’oratorio che vorrebbe entrare in seminario, ma la sua mamma lo sta ostacolando in tutti i modi. Come avevo fatto io tanto tempo fa. Adesso che la mia vita è meravigliosa, che mio figlio è felice, tutto sembra a posto, ma non ho mai dimenticato i sensi di colpa che mi hanno tenuto compagnia a lungo.

Sono sempre stata un cattolica molto poco praticante, con una fede tiepida, dicevo di credere in Dio, ma tutto si fermava lì, qualche messa ogni tanto, giusto per farmi vedere in paese. Gestivo un minimarket che era la mia vita e ci tenevo a fare bella figura con i clienti.

Sono vedova da tanto di quel tempo che me lo sono dimenticata. Mio marito mi ha lasciato il negozio e mio figlio, il mio unico adorato Simone e la mia vita stava scivolando via così, sempre indaffarata e sempre preoccupata di non riuscire ad arrivare a fine mese. Simone è cresciuto in oratorio come tanti suoi compagni, ha fatto il chierichetto, e crescendo anche il catechista. Quando ha terminato gli studi di ragioneria, è partito per una vacanza in montagna con i ragazzi del catechismo e don Maurizio, un giovane coadiutore arrivato in parrocchia da poco. Al suo ritorno una sera Simone mi ha detto di voler entrare in seminario.

Continua a leggere “Il tesoro del campo”