La strada dell’amore

pubblicato su Confidenze n. 13 Marzo 2008

Dedicato a quei genitori che fanno fatica a lasciar andare i propri figli,
ad accettare che intraprendano strade diverse da quelle che avevano sognato per loro.
Alla fine la strada dell’amore, è l’unica percorribile, se non vogliamo perderli.

“Congratulazioni signorina Valenti”.
Laureata con 110 e lode. Guardo mia figlia raggiante di gioia stringere la mano ai relatori, poi si volta e cerca il mio sguardo.
Non ce la faccio a parlare sono troppo emozionato. Mia figlia laureata.
Chi dice che un uomo non possa commuoversi probabilmente non ha mai avuto figli.
Quando diventi padre, tutta la vita assume un altro significato, cambia il modo di vedere le cose, provi sentimenti che ti travolgono come un fiume in piena e ti domandi in quale parte del corpo o del cuore siano rimasti sopiti fino a quel momento.
Serena ci ha regalato moltissime soddisfazioni.
Una bimba buona, solare, allegra, la migliore a scuola e nello sport.
Gli anni turbolenti dell’adolescenza sono passati via veloci, si è inserita nel gruppo dell’oratorio dedicandosi ai bambini, la sua passione. Dopo le scuole superiori si è iscritta alla facoltà di economia e commercio, per garantire un futuro alla piccola azienda che ho ereditato da mio padre, ha lavorato spesso al mio fianco in questi anni per cominciare a conoscere un po’ il mio mestiere e i miei dipendenti si sono subito innamorati di lei.
E oggi finalmente il grande giorno.

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Ali per volare, radici per tornare

Dona a chi ami ali per volare,
radici per tornare,
e motivi per restare.

Dalai Lama

Nei giorni scorsi Emanuela, un’altra delle mie preziose amiche, una di noi, combattente, tenace e tosta, ha lasciato un commento sulla mia pagina di facebook raccontandomi che il suo modo di mettere la vita in stand by consiste nel preparare torte.

Siccome non sono tipo da lasciarmi sfuggire ricette interessanti ( e questo l’avrete capito :)) le ho chiesto di inviarmi qualche bella ricetta e lei carinamente ha risposto all’invito.

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Cantami una canzone

Siamo una famiglia di musicisti e cantanti.

Mi correggo, mio marito e i miei figli sono musicisti e cantanti.

La mia conoscenza musicale è vergognosa, basti pensare che le ultime nozioni le ho apprese ai tempi della  scuola media, numerosi lustri orsono.

Però mi è sempre piaciuto cantare, l’ho fatto per anni nel coro parrocchiale e lo faccio tutt’ora mentre cammino sul tapis roulant oppure quando sono sotto la doccia.

Cantare ha un potere liberatorio, utilizzare parole scritte sapientemente  da persone capaci di interpretare il nostro stato d’animo permettendoci di esprimerlo, è qualcosa che ho sempre rispettato con profonda ammirazione.

Ma come dicevo, il resto della mia famiglia ha la musica che scorre nel sangue.

Mio marito possiede un organo (sì avete letto bene, abbiamo un organo in casa e ogni giorno ci allieta con melodie stile messa in casa).

La sua cultura musicale ha origini lontane, molto più lontane del tempo in cui ci siamo conosciuti.

Da lì giocoforza, anche i nostri figli hanno imparato a suonare uno strumento: pianoforte, chitarra, batteria, basso, ukulele e chi più ne ha più ne metta.

E poi cantano.

Ieri pomeriggio ad esempio era uno di quei momenti lì.

Momenti in cui il secondogenito ha iniziato a suonare e la terzogenita gli è andata dietro cantando.

Mi hanno dato l’ impressione di divertirsi un sacco.

Ecco, se mai nella vita mi fosse capitato di domandarmi perché avessi deciso di mettere al mondo dei figli, ebbene, una delle ragioni più o meno profonde è proprio quella di poterli sentire cantare.

I figli che cantano nella loro camera danno un senso alle giornate pesanti, riportano equilibrio nel creato, contribuiscono a rinfrancare gli animi, quando sembrano perduti.

Un figlio che canta ti sta facendo un regalo, ti dice sono chiuso nella mia camera perché sto bene da solo e ne ho bisogno, però lascio uscire un pezzetto di me per condividerlo con la famiglia, perché spero che questa cosa vi faccia stare bene.

Cantare significa avere le tasche piene di sogni, avere una carta da giocare quando la malinconia si insinua dentro inesorabile, quando non troviamo le parole per raccontarci e sappiamo che una canzone ci verrà sempre incontro.

Se regalerete ai vostri figli questa opportunità, poi quando meno ve l’aspettate e quando più ne avrete bisogno, farà ritorno al vostro cuore come un boomerang e tutta la ricchezza si spartirà.