RINCORRERE I BISOGNI            (e rimanere senza fiato)

La prima volta che ho scritto dentro questo blog, l’ho fatto profondamente spinta dalla necessità di dare voce a una parola che noi donne fatichiamo a pronunciare.

Sto parlando dei nostri bisogni.

Cominciamo da qui, c’è scritto nella pagina iniziale.

Dai nostri bisogni che raccontano tante cose di noi, chi siamo, da dove veniamo dove siamo dirette  e soprattutto se stiamo bene dentro a dove siamo.

Ma se i nostri bisogni dicono così tanto di noi, perché tanta reticenza nel raccontarli?

Forse crediamo che a nessuno possano interessare?

Oppure temiamo che raccontandoli, vengano minimizzati, fraintesi, bistrattati?

I nostri bisogni inascoltati, mai narrati, soffocati e calpestati da quelli degli altri.

Chi vive accanto a noi li conosce? Li rispetta? Ne distingue il valore?

Qualche volta il timore di raccontare i nostri bisogni è legato alla paura di allontanare le persone.

Se ci lamentiamo troppo, se siamo insofferenti, affaticate, nervose ed esprimiamo questi sentimenti, che altro non sono che le spie dei nostri bisogni, le persone si spaventano, si preoccupano e qualche volta si allontanano.

Per questo ci teniamo tutto dentro.

Per essere sempre pronte a tendere mani e cuori.

Un donna c’è sempre, a qualunque costo, e compiacere coloro che ama rimane il suo compito primario.

Raramente ci concediamo di intraprendere un viaggio dentro i nostri bisogni, preferiamo fingere che non ci siano, lasciarli andare lontano, salvo poi rincorrerli fino a rimanere senza fiato.

Il desiderio di essere ascoltate, rincuorate, confortate, di ricevere un complimento, di sentirci dire che siamo davvero brave nel fare ciò che facciamo, che siamo belle nonostante la stanchezza, che siamo importanti per qualcuno, sono voci che raccontano i nostri bisogni.

Io ho deciso che oggi li voglio condividere, vincendo la paura di essere giudicata.

Ho bisogno di prendermi cura di me stessa e dei miei figli, perché oltre questo non riesco ad andare.

Ho bisogno di lentezza nel fare e pensare le cose, perché la fretta mi toglie il respiro, che certi giorni manca già di suo.

Ho bisogno di camminare mettendo un passo dietro l’altro, senza curarmi troppo di chi mi circonda, cercando di mantenermi in equilibrio, per non cadere malamente a terra, che poi rialzarmi costerebbe troppa fatica.

Ho bisogno di stare con la sola compagnia dei miei pensieri, non come occasione di lacerante sofferenza, ma come opportunità di ritrovare ricordi preziosi che mi danno la forza per andare avanti.

Ho bisogno di sentirmi utile ma non indispensabile per avere la libertà di fermarmi se il sentiero si fa ripido.

Il fatto che gli altri non riconoscano i nostri bisogni, non significa che non esistano.

Si tratta soltanto di non perderli di vista, di non ignorarli pensando che siano di poco valore. Se non saremo noi a riconoscerli, a raccontarli, ad adoperarci per soddisfarli, difficilmente gli altri saranno in grado di coglierli.

Se volete raccontare i vostri bisogni attraverso questo blog, poi potrete coraggiosamente farli leggere a chi vi sta accanto e sorprendervi, forse, di ciò che potrebbe succedere.

A volte tutto quello di cui abbiamo bisogno nella vita è qualcuno che ci tenga la mano e cammini con noi.

(James Frey)

11 pensieri su “RINCORRERE I BISOGNI            (e rimanere senza fiato)

  1. Francesca

    Gio’ cara, quanta ragione hai!
    Le tue parole arrivano dritte al cuore a squarciare il velo del non detto, del non focalizzato e del non “dimostrato”
    Sono felice che tu abbia la lucidità per vedere i tuoi, ti auguro di avere la forza di tenerli sempre a mente, obiettivo primario per poi essere veramente aperte agli altri e al mondo.
    Ti abbraccio e terrò queste tue parole come un faro
    Fra’ (ziafranci)

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  2. Anna Cortelazzo

    Ho provato una sensazione così proprio ieri… E il bisogno, banalmente, era quello di dormire. Ho fatto tre rampe di scale, mi è venuto il fiatone e mi sono accasciata per terra per evitare di svenire… Insomma, hai proprio ragione!

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  3. bellissimo il tuo post sui bisogni personali. Forse sarebbe bello fare una categoria dedicata ai bisogni personali. Tutti i bisogni che hai elencato se li potessi presentare e spiegare approfonditamente. Davvero interessante. ciao grazie del contributo

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  4. Uhhh spalanchi una porta su un mondo!! ci sarebbe da parlarne, comodamente sedute 😉 per ore!!
    Perchè tanta reticenza a raccontare i miei bisogni? Sono cresciuta con la paura di disturbare, forse perchè mi hanno detto che non ero voluta, e quindi nel mio tentativo di farmi piccola non chiedevo..ed è diventata un’abitudine, che ovviamente, poi col tempo ha fatto danni.. Perchè naturalmente tutti abbiamo dei bisogni e ci aspettiamo che vengano soddisfatti, magari che gli altri li intuiscano..ma no, non funziona così, quando si cresce diventa importante manifestarli, chiedere, e battersi .. o loro chiedono in maniera malsana. E poi c’è la grande paura, come tu dici, che una volta espressi non vengano ascoltati, non vengano considerati e che quindi il mancato ascolto di un dato bisogno diventi un rifiuto della persona, che ovviamente comporta una ferita. Ancora oggi se non mi sento ascoltata, mi sento rifiutata! quindi uno dei principali miei bisogni è quello di essere ascoltata. E poi di sapere di essere amata: e sì perchè non mi basta essere amata, apprezzata, ascoltata.. ho bisogno anche di saperlo.. Bisogno di rassicurazione quindi?? pure quello.. Bisogno di condividere emozioni ed esperienze, bisogno di cambiare ogni tanto ambiente e di viaggiare, bisogno di disconnettermi dal virtuale e tornare al mio centro e connettermi con la natura, il mondo intorno.. Se andiamo ..potrei veramente restare senza fiato!
    Una cosa mi ha colpito di quello che hai scritto, una domanda che mi sono girata: sto bene dentro dove sono? non sempre, cerco di fare il possibile, forse non tutti i miei bisogni vengono ascoltati da me o da chi ho attorno, e sicuramente niente di piu’ vero della frase finale dell’articolo!!

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    1. Patty grazie davvero per il valore che hai dato al mio articolo condividendo queste parole, sono onorata. Quanti spunti hai dato, è vero dobbiamo raccontare i nostri bisogni senza pretendere che gli altri possano intuirli, perché purtroppo non sempre avviene, e poi non basta, dobbiamo anche essere pronte ad accettare che non vengano soddisfatti, che fatica solo al pensiero. Per questo sostengo che siamo noi le prime persone a doverlo fare, abbiamo un dovere nei nostri confronti, di bene, di rispetto, di attribuzione di valore grande. Grazie, leggerti mi ha fatto tantissimo piacere.

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  5. Pingback: Cento di queste pagine – Comodamentesedute

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