Natale a Bontadanimo

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CONCORSO RACCONTI DI NATALE – CASA EDITRICE I FIORI DI CAMPO

QUINTA CLASSIFICATA – OTTOBRE 2005

Aspettando Natale 🎅🏻  🎅🏻  🎅🏻 con i vostri bambini

La regina Bravadonna del minuscolo regno di Bontadanimo guardò ancora una volta con tristezza  la culla vuota che le stava dinanzi.

Erano trascorse ormai dieci primavere da quando aveva sposato re Buonuomo e ancora non riusciva a dare un erede a quel meraviglioso regno abitato soltanto da persone di buona volontĂ , destinato a scomparire a causa di un malvagio incantesimo. Aveva tanto desiderato un bimbo, ma ora che il re si era gravemente ammalato, stava perdendo ogni speranza.

Uscì silenziosamente dalla stanza azzurra preparata da tempo in attesa del lieto evento, e si diresse verso la cappella privata del castello per concedersi un momento di preghiera.

Entrò e inginocchiandosi disse: “Mio Signore tu che leggi in fondo al mio cuore e conosci bene i miei desideri e le mie preoccupazioni, concedimi il dono di diventare madre, affinché questo regno possa durare ancora a lungo per insegnare ad ogni uomo la bontà e l’amore”.

L’aeroplanino atterrò in silenzio sul banco in prima fila.
“Gabriele!” all’urlo dell’insegnante gli alunni trasalirono.
“Sì, santa Rita?” rispose con sguardo innocente il piccolo angelo biondo.
“Non tentare di commuovermi con quel faccino da angelo, perché stavolta ti ho visto e aspetto una spiegazione!”

“Ecco santa Rita, mi dispiace” rispose l’angelo “non volevo disturbare, la verità è che questa lezione di “Nulla è impossibile a Dio” l’ho ascoltata almeno mille volte e … mi annoio mortalmente!”

“Bene Gabriele, mi auguro che sarai così sincero anche con il buon Dio, visto che ha chiesto di vederti al termine di questa lezione” rispose la santa.

“Ci risiamo” pensò l’angelo “di nuovo una predica, ormai la conosco a memoria -Gabriele, tu sei l’angelo più anziano, devi dare il buon esempio, non ricordi che a te avevo affidato l’incarico di dare a Maria la novella del lieto annuncio? Se continui a farti richiamare per il tuo comportamento, come potrò assegnarti altri compiti importanti?”.

Stringendosi rassegnato nelle spalle, si diresse verso il Santo Ufficio. Bussò e attese.
“Entra Gabriele” disse il buon Dio.

“ Salve buon Dio, se mi hai chiamato per lo scherzo che ho fatto ad angelo Beniamino l’altro giorno ti prometto che non si ripeterà più…” esordì subito l’angelo.

 “Già, anche perché avendo tagliato i suoi riccioli biondi mentre dormiva, dovrai perlomeno aspettare che gli ricrescano…” rispose serio il buon Dio. “In ogni modo siediti Gabriele perché non si tratta di Beniamino”.

L’angelo obbedì e si mise in ascolto.

“Più di duemila anni fa io ti chiesi un favore importante e tu lo svolgesti molto bene, oserei dire. Ebbene, ho di nuovo bisogno che tu faccia qualcosa per me. In un piccolo regno chiamato Bontadanimo vivono i pochi uomini di buona volontà rimasti sulla terra, ed è governato da re Buonuomo e la sua consorte, la regina Bravadonna…”
“E il loro figlio come si chiama?  Bimbobello?” non poté fare a meno di interrompere divertito Gabriele.

“Proprio questo è il punto” rispose serio il buon Dio “Non hanno alcun figlio, perché un sortilegio il giorno delle loro nozze dieci anni fa li colpì, negando loro questa gioia…”

“Oh, mi dispiace” disse di nuovo l’angelo questa volta un po’ intristito.

“Il problema è che nemmeno il re e la regina conoscono l’importanza di questo regno, che in realtà ho creato io stesso per impedire che la malvagità si diffonda in tutto il mondo distruggendolo. Quindi Gabriele, voglio che tu scenda sulla terra per annunciare alla regina che tra nove mesi avrà un  bambino perché così vuole il buon Dio”.

“Accidenti” esclamò Gabriele ”ma è meraviglioso!”.

“Bene, allora va a prepararti, partirai domattina stessa perché desidero il bambino nascerà a Natale, come accadde per il mio figlio prediletto Gesù, così gli uomini capiranno ancora meglio il mio messaggio”.
“Lascia fare a me Signore vado e torno…anzi volo e torno!”
Gabriele uscì entusiasta dal Santo Ufficio dirigendosi di corsa verso la sua camera per preparare un piccolo bagaglio. Si diede una bella lustrata alle ali, preparò la sua veste più splendente e quella sera andò a coricarsi presto per partire l’indomani all’alba.

Ma la mattina seguente, appena si mise in viaggio, si rese subito conto che in realtà non era tutto così semplice, perché da quando aveva messo piede sulla Terra più di duemila anni orsono, parecchie cose erano cambiate. Innanzitutto si spaventò quando vide l’intenso traffico che popolava la Via Lattea che collega direttamente il Paradiso con la Terra: numerose navette spaziali attraversavano il cielo senza il minimo rispetto per il codice stellare, e poi sbagliò l’atterraggio almeno un paio di volte a causa di una fitta nebbia che non gli permetteva di trovare la strada giusta. Quando finalmente riuscì a scorgere il minuscolo regno, fu tale la gioia di raggiungerlo che dimenticò completamente di inserire nelle ali la discesa automatica precipitando al suolo malamente. “Ahi che botta!” disse massaggiandosi la gamba “Si vede che mi sono un po’ arrugginito in tutti questi anni!” Senza scoraggiarsi tuttavia si mise in cammino un po’ zoppicante per raggiungere il regno. Quando giunse nei pressi del castello si fermò e cominciò a pensare.

“Dunque, ora vediamo se ricordo la formula per passare attraverso i muri….ah sì, ci sono: -abbi fede, tieni duro e passerai oltre il muro!”
SBAM! “Ohi la testa, che male accipicchia, ohi che bernoccolo, come mai non ha funzionato?” si domandò l’angelo massaggiandosi la fronte.
“Gabriele” tuonò una voce dall’alto “le preghiere”.

“Ah si è vero buon Dio, scusa me n’ero dimenticato. Dunque, riproviamo: –Abbi fede, prega assai e di qui tu passerai!”

In un attimo si ritrovò all’interno del castello, proprio nella camera della regina facendola spaventare a morte. “E tu chi sei?” gridò la donna “ Che cosa vuoi? Guardie, guardie!”

“No ti prego, non gridare” la supplicò l’angelo “sono un angelo venuto sulla terra con una splendida notizia da darti mia regina!”

“Un angelo? Non ho mai visto un angelo zoppicante e con un bernoccolo sulla fronte, somigli più a un ladro secondo me!” disse di nuovo la regina.
Gabriele, che già sentiva su di sé lo sguardo spazientito e deluso del buon Dio, si domandò disperato come fare per tirarsi fuori da quel pasticcio senza perdere la propria dignità.
“Ti prego regina, ascoltami solo per un momento. Tutto questo doveva andare diversamente, ma purtroppo essendo trascorsi piĂą di 2000 anni dall’ultimo annuncio che ho fatto, sono un po’ fuori forma e quindi prima di arrivare qui ho avuto un paio di incidenti, ma la notizia che ho da darti è della massima importanza…”.
“Che genere di notizia?”  rispose la regina ora quasi divertita.

“Ecco vedi si tratta del buon Dio” cominciò confusamente Gabriele,” anzi di Gesù, cioè del Natale che sta per arrivare, insomma tieniti pronta perchè  tra poco avrai un bambino”. Finalmente l’aveva detto, adesso si era tolto un peso.

La regina si era di nuovo fatta seria.
“Che cosa significa questo? Ti stai prendendo gioco di me?”.
“No, no anzi, io sono venuto a darti una grande gioia…Il buon Dio mi ha pregato di annunciarti che tra nove mesi avrai un bambino perchè vuole salvare il regno  di Bontadanimo…”
“Non è possibile, io… non conosco uomo…mio marito, il re, è malato da molto tempo ormai. ”

“Sì, ho già ascoltato una volta questa storia, ma non ti devi preoccupare, penserà a tutto Lui, tu devi soltanto avere fede perchè vedi, l’ho studiato proprio ieri mattina a scuola, nulla è impossibile a Dio…”

Finalmente dopo queste parole, l’angelo vide due grosse lacrime di gioia rigare il volto della giovane donna e comprese che in un modo nell’altro aveva raggiunto il suo scopo.

“Ebbene” rispose infine la regina “riferirai al buon Dio che sono pronta a fare la sua volontà”.
L’angelo, colmo di gioia, partì da lei.
“Aspetta, dimmi almeno come ti chiami” chiese ancora la donna.
“Io sono l’angelo Gabriele.” rispose fiero.

Fece ritorno in Paradiso la sera stessa e si recò subito dal buon Dio.

“Bene Gabriele hai fatto un buon lavoro, diciamo che sei il solito pasticcione, ma ciò che conta è che la regina ti abbia creduto, ora puoi andare, se avrò bisogno ti chiamerò ancora”.

“Ma buon Dio, nient’altro?” domandò l’angelo disperato al pensiero di  tornare alle lezioni di santa Rita.
“Per il momento nient’altro, grazie”.

                                               ********

La primavera lasciò il posto all’estate e presto la regina si rese conto con gioia che davvero aspettava un bambino. Il re Buonuomo cominciò a sentirsi meglio, forse rincuorato dal fatto che il regno di Bontadanimo avrebbe presto avuto un erede. Finché la notte di Natale nacque un meraviglioso bambino biondo con gli occhi azzurri… e un piccolo bernoccolo sulla fronte.
“Lo chiamerò Gabriele“ disse al re, “perché mi ricorda un angelo simpatico e pasticcione che ho incontrato proprio nove mesi fa.”

E così il regno di Bontadanimo fu salvo grazie ad un angelo biondo che aveva ricevuto dal buon Dio il dono più bello: diventare un bambino.

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