Affezionata

La colazione è in assoluto il mio pasto preferito della giornata.

Il momento in cui mi concedo di mangiare cibi dolci senza sentirmi in colpa nei confronti della bilancia.

Per questo i dolcetti che ho preparato ieri li ho gustati stamattina ed erano ancora buonissimi.

Si tratta di una ricetta che ho trovato nel sito Fatto in casa da Benedetta, che seguo sempre con piacere perché è ricco di ricette semplici ma gustose che mi hanno salvata da pranzi e cene più di una volta.

Vi posto il video, ma io come sempre ho portato degli accorgimenti quindi ecco la mia ricetta da seguire se volete prepararli al volo e offrirli come dolcetto domenicale

https://www.fattoincasadabenedetta.it/ricetta/sfogliatine-alle-mele/

SFOGLIATINE ALLE MELE
Ho preso un rotolo di pasta sfoglia l’ho steso e con un coppa pasta ho ricavato dei cerchi
(con la pasta avanzata ne ho poi ricavati altri fino a ottenerne in tutto circa una dozzina).
Li ho disposti sulla teglia rivestita di carta forno e su ciascuno di essi ho messo un cucchiaino della mia famosa composta di mele, ve la ricordate?
Voi potete seguire la ricetta di Benedetta oppure metterci marmellata, nutella o altro che avete già in casa.
Il segreto sta nel sigillarli con cura solo a metà.
Spennellateli di latte, fate delle piccole incisioni con la punta del coltello e infine spargete un po’ di zucchero semolato sulla superficie.
Infornate a 180 gradi per circa 20 minuti.
Io ho aggiunto una spolverata di zucchero a velo perché mi piace l’effetto finale, ma sono molto buoni anche senza.

Da trent’anni utilizzo sempre la stessa tazza per fare colazione e anche se è vecchiotta e un po’ fuori moda, guai a chi me la tocca. Davanti a quella tazza ho versato lacrime quando i pensieri mattutini mi riportavano a momenti tristi, è stata testimone di lunghe conversazioni con mio marito quando ancora non era la malattia a farla da padrone, ha visto i miei figli diventare grandi, e svariati animali camminarmi intorno alla ricerca di una carezza con cui cominciare la giornata.

E’ la mia tazza e ci sono affezionata.

Sono poche le cose a cui sono affezionata perché come vi avevo raccontato nel post di “Qualcosa di vecchio qualcosa di nuovo”, buttare cose inutili mi da un grande senso di liberazione.

Ma ci sono oggetti che sono stati capaci di insinuarsi nel cuore e da lì non c’è modo di spostarli.

Sono affezionata alle fedi che porto al dito perché sono custodi di promesse e di impegno.

Sono affezionata alla sveglia che era appartenuta al mio papà e che occupa un posto speciale in casa mia. Ci ha tenuto compagnia con il suo insopportabile ticchettio per molti anni e guardarla di tanto in tanto mi riporta ai tempi felici della mia giovinezza ricordandomi quanto sono stata felice e amata.

Affezionarsi

significa legarsi a qualcosa che a sua volta ci conduce a dei ricordi.

E’ qualcosa di cui non possiamo fare a meno.

A volte ci affezioniamo a cose anche un po’ stupide e non lo riveliamo a nessuno perché un po’ ci vergogniamo, oppure perché si tratta di qualcosa che non abbiamo desiderio di condividere, testimone di un momento che appartiene a noi soltanto.

In realtà se ci pensiamo non è tanto all’oggetto in sé che ci sentiamo legate, ma alle emozioni che suscita in noi ogni qualvolta lo guardiamo, lo sfioriamo, lo utilizziamo.

Quante volte ci è capitato di sentirci dire di buttare qualcosa di mal ridotto, il cui utilizzo ormai è divenuto impossibile, e quante volte abbiamo sorpreso i nostri figli, stringere al cuore un orsacchiotto consumato che ha il sapore dell’infanzia?

Siamo fatte di ricordi, di momenti, di emozioni e tanti di quegli oggetti ne sono stati spettatori tangibili, hanno visto cose che forse a nessun altro abbiamo concesso di guardare e sono lì a raccontarci una storia preziosa della quale siamo state protagoniste.

Vi auguro una buona domenica e se leggendo questo post di tazze e sveglie e orsacchiotti vi è venuta voglia di andare a dare una sbirciatina a quell’oggetto a cui siete tanto legate, fatelo, concedetevi un momento di bene, lasciatevi trasportare dai ricordi che vi evoca e poi se volete raccontatelo qui, a me farebbe molto piacere.

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11 pensieri su “Affezionata

  1. Luisa

    Cara Gio’, anch’io tendo a sbarazzarmi di cose divenute inutili, nei miei periodici”repulisti” a cui le mie figlie assistono con apprensione😂
    Ma ci sono degli oggetti di cui non potrei mai liberarmi. Pur convinta che i ricordi stanno nel nostro cuore e nella nostra mente, alcuni oggetti rappresentano momenti unici, irripetibili, e sono soprattutto legati alla nascita delle mie figlie.
    Ora che sono grandicelle e in grado di percorrere la vita con le loro forze, mi emoziona sempre trovarmi in mano la copertina rosa fatta a maglia che le avvolgeva o il peluche che abbracciavano di notte.

    P.s la tua ricetta è invitante, la sperimentero’ presto!
    Un caro abbraccio di buona domenica

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    1. Luisa hai toccato una corda delicata che non avevo osato affrontare: i ricordi dell’infanzia dei nostri figli!
      Ne ho un cassetto pieno e ogni tanto non lo nascondo, mi piace immaginare il momento in cui lo aprirò per mostrarlo ai miei nipoti…a Dio piacendo! Grazie e una buona domenica anche a te.

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    2. Come Luisa: sono una minimalista, ma proprio per questo ho ben presente il valore di certi oggetti-ricordo, che piuttosto darei via mezza casa ma non quelli ❤
      Dell’infanzia ho poche cose, ma quando mi capita fra le mani la copertina in cui mi teneva mia madre da neonata mi prende un coccolone…!

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  2. Silvia

    Tengo nell’armadio un animale di peluche, dico animale perchè non so che “razza” di animale sia, è un misto tra orsetto e qualcosa di fantasioso che non so proprio di cosa si tratti!
    Si chiama Muggel arriva dalla Germania ed è stato uno dei miei primi acquisti che ho fatto quando sono stata a lavorare come ragazza alla pari. Forse complice la solitudine forse la voglia mai soddisfatta di avere un orsetto di peluche perchè mia mamma alle mie innumerevoli richieste natalizie di avere un orsetto mi aveva regalato una volta una orribile tigre di peluche impagliata comprata da Giannina… (penso che gliel’avesse rifilata con gran piacere!!!)
    Quindi penso di aver voluto soddisfare personalmente questa mancanza e soprattutto l’espressione dolce e coccolosa di questo Muggel mi aveva stregata e così anche se ero quasi maggiorenne, quando finalmente la sera mi ritiravo nella mia cameretta in solitudine abbracciavo questo surrogato di… tutto quello che mi mancava!
    E ancora lui è qui con me, in quell’armadio, ma ogni tanto lo prendo e lo abbraccio perchè un po’ soli nella vita si è sempre e così sto un po’ meglio! A volte basta così poco…
    La ricetta della colazione è invitante e non mancherò di provarla!
    Grazie ancora per tutto quello che condividi con noi
    ti abbraccio

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    1. Me lo ricordo ancora quando sei partita per la Germania, ricordo di aver pensato a quanto coraggio ci avevi messo in quella decisione e ti avevo ammirata tanto. Sì sono d’accordo con te, spesso gli oggetti a cui siamo legati alleviano un po’ la solitudine ed è bello sapere che ci sono. Un abbraccio cara Silvia!

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  3. Monica

    Siamo fatte di ricordi ..
    Assolutamente vero
    E gli oggetti che risvegliano e testimoniano questi ricordi sono assolutamente indispensabili per il nostro presente .
    Tengo custodito con estrema cura nella mia cabina armadio , vestito di tutto punto con un completino giallo in lana fatto dalla mia nonna , il “cicciobello nero” , bambolotto ambito per anni e ricevuto in occasione della mia prima comunione . Con lui ho una foto di quel giorno con atteggiamenti da vera mammina .
    Bambola richiesta per mille volte e ricevuta quando non me la aspettavo più …
    E guai a chi me la tocca . All’alba dei miei 50 anni e dei suoi 40 !!!!

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  4. Per me colazione si traduce con biscotti, ma per queste sfogliatine potrei fare un’eccezione.
    Credo poi sia giusto eliminare il superfluo, ma mai l’essenziale, ciò che ci ricorda chi siamo e i momenti più importanti della nostra vita… A volte ci sono aggetti che paiono senza valore e invece…

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  5. Mi sono commossa. Anche io ho degli oggetti del cuore. Uno degli ultimi è una piccola principessa playmobil, comprata pensando alla mia bimba volata via prima di nascere. L’ho comprata al termine di una giornata spettacolare con gli altri tre in un parco giochi. A furia di stare appesa allo zainetto è malandata. Quando ne ho perso un pezzo in macchina, ho ribaltato l’auto nella speranza di ritrovarla. Grazie per questo post!

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