La piccola parte del colibrì

Una delle prime lezioni importanti che ho imparato da quando sono diventata Consigliera è che un’Amministrazione comunale che si rispetti deve avere a cuore più di ogni altra cosa il benessere dei suoi cittadini.

E non mi riferisco soltanto alle decisioni importanti che vengono prese quotidianamente, ma soprattutto a quelle piccole ma significative azioni che rendono il nostro paese più accogliente e le persone che vi abitano più serene.

In modo particolare mi riferisco a un disagio che da tempo sta generando insofferenza e anche un po’ di rabbia in molti cittadini (me compresa😤😤) e sto parlando della spinosa questione delle deiezioni canine.

Durante questo week end ho avuto modo di incontrare tanti cittadini esasperati di fronte alla sfrontatezza di queste persone che non si prendono la briga di raccogliere i bisogni dei propri cani.

C’è un grande desiderio di provare a cambiare le cose, e vi giuro che noi dell’Amministrazione ci stiamo provando.

Dico la verità, quando mi trovo di fronte a tanta maleducazione mi sento veramente impotente, ma soprattutto mi domando: come mai tante persone non riescono a compiere gesti così semplici pur sapendo che porterebbero grande beneficio all’intera comunità?

Io credo che alla fine si tratti soltanto di buona educazione, di rispetto cioè delle regole sociali.

“Le regole sociali sono un modello di comportamento accettato nella società che funge da regolatore delle relazioni tra le persone e le comunità di persone”. 

Semplici regole insomma che contribuiscono a migliorare la qualità di vita di ciascuno, regole che probabilmente abbiamo fatto nostre fin da bambini osservando i comportamenti di figure adulte che ruotavano attorno a noi, ma che poi abbiamo troppo in fretta dimenticato.

Non so se lo sapevate, ma essere educati fa bene al corpo e alla testa, migliora l’umore, rafforza le relazioni umane, e allunga la vita. 

Le buone maniere possono fare la differenza, richiedono poco impegno e sono uno splendido modo di stare al mondo, ma soprattutto una preziosa occasione di offrire un buon esempio ai nostri figli e ai nostri nipoti.

Eppure.

Eppure facciamo una gran fatica a rispettarle, perché mettiamo a tacere quel grillo parlante che abita dentro ciascuno di noi e ci ricorda che la nostra libertà finisce dove comincia quella degli altri.

Possiamo essere ottimi mariti, brave mogli, buoni figli, sinceri amici, stimati colleghi, ma se ci permettiamo di lasciare in giro un bisogno del nostro cane, una cartaccia, un mozzicone di sigaretta, non meritiamo la stima di nessuno, perché la buona educazione prima di essere pretesa, va elargita a piene mani.

Le buone maniere sono la consapevolezza sensibile dei sentimenti degli altri.
Emily Post

Prima di salutarvi voglio condividervi una favola africana che mi ha toccato il cuore.

In una foresta, un giorno, scoppiò un terribile incendio.
Allora, tutti gli animali che la abitavano, fuggirono per mettersi in salvo.
Il fuoco, però, si propagò velocemente, distruggendo tutto quello che incontrava sul suo cammino.
Tutti gli abitanti della foresta, iniziarono un “si salvi chi può” generale, rifugiandosi dove possibile e badando solo a mettersi in salvo. All’improvviso, però, notarono un piccolo colibrì, che con grande spirito di sacrificio e determinazione, giungeva al fiume per raccogliere una goccia d’acqua, che poi gettava tra le fiamme.
La goccia si disperdeva, ma la risolutezza del colibrì non accennava a diminuire. A questo punto, gli animali incuriositi gli domandarono cosa stesse facendo.
“Vado al lago, per raccogliere acqua nel becco da buttare sull’incendio”.
Gli animali lo presero in giro e risero di lui.
Come poteva, così piccolo, credere di risolvere un problema, così grande?
“Io faccio la mia parte” rispose il colibrì.
Ad un tratto però, un cucciolo di elefante e un cucciolo di pellicano, iniziarono ad imitare il gesto del colibrì e a cercare di spegnere il fuoco.
A poco a poco, altri cuccioli si unirono e il fuoco iniziò lentamente a spegnersi.
Anche gli animali più adulti, presero parte all’azione e si resero conto di aver sbagliato a prendere in giro il colibrì e ad aver creduto di essere nel giusto.
Con l’aiuto di tutti, finalmente, il fuoco fu domato e sia la foresta che la vita di tutti gli animali, fu messa in salvo.

Alla fine la buona educazione sembra qualcosa di complicato, in realtà è quella cosa lì: fare la nostra piccola, piccolissima, infinitesimale parte che può apparentemente renderci ridicoli, o anche non riuscire a migliorare lo stato delle cose e neppure le persone, ma che è capace di operare dentro di noi un grande cambiamento rendendoci fieri di noi stessi.

L’educazione è l’arma più potente che puoi usare per salvare il mondo
Nelson Mandela

Amiche vi auguro una buona domenica, magari in compagnia dei vostri cagnolini per una bella passeggiata, ma sempre mi raccomando con il sacchettino in tasca da usare all’occorrenza😉😉.

Un pensiero su “La piccola parte del colibrì

  1. Purtroppo noi consideriamo la proprietà comune non come un bene prezioso a servizio di tutti, ma come un qualcosa che non è di nessuno e di cui non avere la minima cura (basta vedere cosa succede ai giardini, alle spiagge, ai boschi, al mare). E’ un problema di educazione, certo, e l’insegnamento dovrebbe essere impartito innanzitutto all’interno della famiglia e della scuola poi. Da adulti, spesso, è troppo tardi.

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